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20/11/07

Letture demoniache - consigli per gli acquisti

Fino ai 14 anni non è che odiassi i libri, ma li trovavo abbastanza insignificanti e inutili. Poi la folgorazione: nell'estate del 1987, passata quasi interamente in camera mia, mentre la temperatura esterna toccava regolarmente i 35 gradi, mi sono letto tutti i libri pubblicati fino ad allora da Stephen King, più un’altra quindicina di libri. Ricordo ancora Christine, la macchina infernale. Chissà che fine ha fatto.

Tutto questo per dire che adoro leggere. E che i libri li divoro. In vacanza non è raro che mi legga un libro al giorno. Mi metto in spiaggia alle 9, comincio a leggere e finisco alle 6 di sera. Con grande gioia di chi mi accompagna.

Comunque siccome Natale si avvicina e i libri sono una bella idea regalo, ho pensato di darvi un paio di consigli su alcuni libri che ho letto negli ultimi tempi (diciamo negli ultimi 18 mesi). Li ho divisi in due sezioni: da leggere, e da evitare come la peste. Non troverete quindi consigli su libri che si’, sono carini, ma che mi hanno lasciato indifferente. Qui o li si ama o li si odia. Alcuni sono in italiano, altri sono in inglese.

Cominciamo con le boiate. Da evitare come la peste:

Istanbul, Orhan Pamuk. Allora, prendete un'incudine, e poggiatevi le palle. Prendete un martello e cominciate a colpire fortemente le palle sull’incudine. Ecco, questo è quello che si prova leggendo questo libro. Di solito fuggo come la peste i libri di scrittori che hanno vinto il Nobel. Perche’ normalmente il Nobel significa “pesantezza inaudita”. Purtroppo nel caso di Pamuk ho fatto un’eccezione. E purtroppo quest’eccezione ha confermato la teoria: il nobel vuol dire spaccatura di coglioni. Da evitare.

Come Dio Comanda, Niccolo’ Ammaniti. Cosi’ come non leggo i libri di premi nobel, tendo a non leggere libri che vincono premi italiani. In questo caso il libro l’ho letto prima che vincesse il prempio Strega. Ma diciamo che non è il libro migliore di Ammaniti, che resta “Ti prendo e ti porto via”, altro che non “Io non ho paura”. Forse proprio perché non è bello ha vinto il premio. Mah.

Next, di Michael Chricton. Allora, come potrei dire...un BOIATA ASSURDA. Peccato, perché dopo il capolavoro “State of Fear”, dove Chricton sputtana apertamente tutte le cazzate che si dicono a proposito del riscaldamento climatico, mi aspettavo di piu’. E invece tra scimmie umane e pappagalli che fanno compiti di matematica onestamente vien voglia di diventare testimone di Geova.

Veniamo invece ai libri che mi sono piaciuti molto:

Caos Calmo, Sandro Veronesi. Datemi retta. Prima che finiscano il film con Moretti e la versione cinematografica ve lo faccia odiare o amare per i motivi sbagliati, leggetevi Caos Calmo, di Carlo Veronesi. Uno dei libri più divertenti e allo stesso tempo strazianti degli ultimi anni. Con questo andate sul sicuro. E’ la storia dei sensi di colpa di un uomo la cui futura moglie muore proprio mentre lui è in spiaggia intento a salvare una donna dall’annegamento.

Romanzo Criminale, Giancarlo de Cataldo. C’è poco da dire: uno dei romanzi più belli in italiano che abbia mai letto. Dall’inicipit al finale. Ancora una volta un libro rovinato dal film, ovviamente, recitato da attori penosi e con un finale cambiato che fa voglia di menir le mani al regista. Ma se non lo avete già fatto, cercate di leggerlo dimenticando il film. Non ve ne pentirete.

Scusa ma ti chiamo amore, Federico Moccia. Ebbene si’. Ho letto il libro di Moccia. E mi è pure piaciuto. Un sacco. Al di la’ delle boiate che ci possono essere, è un libro che tutti gli uomini attorno ai trentacinque e le ragazzine attorno ai 20 ( ed è una bella fetta della popolazione, se ci pensate) dovrebbero leggere. La storia ti piglia, c’è poco da fare. E poi a quelli che dicono che Moccia non fa letteratura, che la storia è una cagata, beh, io dico che a Moccia bisognerebbe fare un monumento: uno che non ha paura di fare una storia dove una di 20 anni, nel pieno della sua fertilità, si mette con uno di 36, che puo’ darle stabilità emotiva e finanziaria a fini procraitivi, è un genio. Soprattutto in questi momenti di crescita zero e di pargoli islamici avanzanti.

The average American male, di Chad Kultgen. SPETTACOLARE. I dialoghi, i pensieri del protagonista, la visione delle donne e del mondo. Un libro di un politicamente scorretto come non ne vedevo da tanto. Ma che potrebbe essere una specie di Bridget Jones da uomo. Ma molto piu’ divertente e meno sfigato. E molto, molto vero. Chiunque voglia capire come funziona il cervello maschile dovrebbe leggerlo. Chissà se lo tradurranno e come lo tradurranno...

Florence of Arabia, Christopher Buckley. L’autore è lo stesso che ha scritto “Si prega di fumare”, da cui hanno fatto anche il film. Ed è una garanzia. Questo Florence of Arabia è uno dei libri piu’ divertenti e dissacranti che abbia mai letto. Si racconta la storia di una certa Florence di origini italiane, agente del Dipartimento di Stato Americano, che cerca di promuovere i diritti delle donne nel regno di Wasabia, una dittatura mediorentale alleata degli Stati Uniti dove le donne vengono lapidate per essere uscite non accompagnate... Ovviamente le cose vanno a ramengo. I musulmani ne escono male, molto male. Ma gli americani non sono descritti meglio. Da sganasciarsi. Ma un po’ con il cuore in gola.

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