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31/10/11

Il grande cocomero da mettere nel culo al traduttore italiano

Ogni anno Linus cerca di capire quale sia il campo di zucche che The Great Pumpkin, la grande zucca, scegliera' per apparire. Cosi' facendo, non partecipa mai al rituale dolcetto e scherzetto, come invece fanno tutti gli altri personaggi dei Peanuts. Linus e' una sorta di piccolo Giovanni Drogo insomma.

Io pero' vorrei conoscere il traduttore italiano che decise di tradurre Pumpkin in Cocomero, lasciando, beninteso, i disegni con le zucche. Cosi' in italiano abbiamo il Grande Cocomero (watermelon). Si', mi piacerebbe conoscerlo, e magari, proprio per Halloween, infilargli un Grande Cocomero su per il culo. O magari una zucca, a scelta sua.

Secondo i traduttori italiani questi sono cocomeri. 


27/10/11

Friday Pin-up 17 - Edizione speciale Halloween

Halloween e' ormai arrivato (e anzi, sull'argomento, consiglio Halloween, nei giorni che i morti ritornano un  libro di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, che spiega come Halloween in Italia non sia una festa meramente importata dal mondo anglosassone negli ultimi 10 anni, ma una ripresa di tradizioni che esistono in parecchie regioni italiane da secoli). Sulle origini di Halloween e sulla sua importanza in America avevo gia' scritto questo post nel 2009: non e' cambiato niente, quindi se volete sapere di Halloween, rileggetelo.

Pero' oggi e' venerdi', e quindi si parla di topa. Anzi, non se ne parla nemmeno, la si guarda.

C'e' un termine coniato di recente per indicare il nuovo fenomeno per cui le ragazze (ma anche le donne non piu' ragazze) per Halloween non si vestono piu' con costumi paurosi, ma da troie. Il termine e' "slutoween" (slut vuol dire troia). Ricordo ancora con mestizia (per non aver potuto provare a trombarla, causa presenza di mia moglie) una nera che a una festa di Halloween indossava solo un tanga piumato bianco e due copri capezzoli piumati anch'essi. Non so da cosa fosse vestita, ma di sicuro mi fece paura il fatto di avere le mani legate. E ricordo con ancora piu' tristezza, sempre alla stessa festa, la bionda con due tette da competizione e una minigonna molto mini, che mi salto' in collo ubriaca, stringendomi tra la gambe, e gridandomi sei Gesu'? Sei Gesu'? Salvami con la tua spada (Avevo la barba lunga ed ero vestito da Obi Wan Kenobi, con la spada di Guerre stellari, ma nei fumi dell'alcohol la tizia mi aveva preso per Gesu' con una spada. Credo. Ma non potei non pensare alla mitica spada de foco di un Sacco Bello.).

Beata giovinezza che se ne va.

Proprio in onore a slutoween, vi propongo una serie di foto di pin up (tutte d'epoca, tranne la prima, e alcune "di carta") interamente dedicata a Halloween.






















20/10/10

Halloween in America

Ripropongo pari pari il post che avevo scritto l'anno scorso sulle origini di Halloween.

"Halloween non è una festa di origini americane e non ha niente a che fare con il Diavolo.

Circa 2000 anni fa, i celti che occupavano le terre di Irlanda, Francia del Nord e Regno Unito attuali celebravano il primo Novembre come l’inizio del nuovo anno. Quella data coincideva con la fine dell’estate e del raccolto, e con l’inizio dell’inverno, un periodo da sempre associato con la morte, se non altro per motivi agricoli.

Il 31 Ottobre (quindi l’ultimo giorno del loro calendario), i celti celebravano un festival chiamato Samhain. A Samhain i confini tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventavano permeabili: gli spiriti e i morti riuscivano a passare nel mondo dei vivi, e a danneggiare le piantagioni. Non solo: la presenza di spiriti e di morti rendeva più facile per i Druidi – i sacerdoti – predire il futuro.

Per celebrare questa notte particolare, i Druidi accendevano degli enormi falò. I celti vi si radunavano attorno, indossando teste e pelli di animali (i primi costumi), bruciavano sementi, sacrificavano animali per ingraziarsi gli spiriti e i morti.

I Romani che dominarono queste terre per circa quattrocento anni (I-V secolo d.C), continuarono a celebrare Samhain, ma le affiancarono due festività tipiche romane: i Feralia, celebrati a fine ottobre, per commemorare i morti, e il giorno dedicato a Pomona, la dea della frutta.

Dopo i romani, arriva la Chiesa cattolica. Già nel VII secolo il Papa Bonifacio IV aveva scelto la data del primo novembre per celebrare tutti i Santi. Questa celebrazione, nella popolazione dei territori celtici di allora, vene chiamata Alholowmesse, o All-hallowes, o All hallowmas.

Ci si cominciò a riferire al giorno prima, il 31 Ottobre, come a All-hallows Eve, e cioe’ la vigilia di All-Hallows, appunto. Da lì a Halloween il passo fu breve.

Halloween in America
Halloween sbarca in America con l’arrivo dell’immigrazione europea. In New England le celebrazioni partono in sordina, a causa del puritanesimo degli immigrati. Nel sud invece, Halloween prende piede quasi subito, e con lo spostarsi della frontiera interna verso ovest, si mischia anche a tradizioni, usi e costumi degli indiani d’America.

È qui che nasce l’Halloween in versione americana: i vicini si riuniscono, si celebra il raccolto appena finito, si raccontano storie di morti, ci si predice il futuro. Si comincia anche ad andare casa per casa a chiedere “dolcetto o scherzetto”: è un’evoluzione di quello che accadeva in Inghilterra secoli prima, quando, durante le festività, i poveri chiedevano la carità, e ottenevano dai ricchi dei dolcetti (soul cakes, dolci dell’anima), in cambio di preghiere per i loro morti.

A metà del 1800, Halloween non è ancora una festa nazionale. Ma nel 1846, la carestia delle patate in Irlanda dà il via a una massiccia immigrazione irlandese: milioni e milioni di discendenti dei celti arrivano negli USA e il gioco è fatto.

Ai giorni nostri gli americani spendono 7 miliardi di dollari per Halloween."

30/10/09

Le origini di Halloween

Halloween non è una festa di origini americane e non ha niente a che fare con il Diavolo.

Circa 2000 anni fa, i celti che occupavano le terre di Irlanda, Francia del Nord e Regno Unito attuali celebravano il primo Novembre come l’inizio del nuovo anno. Quella data coincideva con la fine dell’estate e del raccolto, e con l’inizio dell’inverno, un periodo da sempre associato con la morte, se non altro per motivi agricoli.

Il 31 Ottobre (quindi l’ultimo giorno del loro calendario), i celti celebravano un festival chiamato Samhain. A Samhain i confini tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventavano permeabili: gli spiriti e i morti riuscivano a passare nel mondo dei vivi, e a danneggiare le piantagioni. Non solo: la presenza di spiriti e di morti rendeva più facile per i Druidi – i sacerdoti – predire il futuro.

Per celebrare questa notte particolare, i Druidi accendevano degli enormi falò. I celti vi si radunavano attorno, indossando teste e pelli di animali (i primi costumi), bruciavano sementi, sacrificavano animali per ingraziarsi gli spiriti e i morti.

I Romani che dominarono queste terre per circa quattrocento anni (I-V secolo d.C), continuarono a celebrare Samhain, ma le affiancarono due festività tipiche romane: i Feralia, celebrati a fine ottobre, per commemorare i morti, e il giorno dedicato a Pomona, la dea della frutta.

Dopo i romani, arriva la Chiesa cattolica. Già nel VII secolo il Papa Bonifacio IV aveva scelto la data del primo novembre per celebrare tutti i Santi. Questa celebrazione, nella popolazione dei territori celtici di allora, vene chiamata Alholowmesse, o All-hallowes, o All hallowmas.

Ci si cominciò a riferire al giorno prima, il 31 Ottobre, come a All-hallows Eve, e cioe’ la vigilia di All-Hallows, appunto. Da lì a Halloween il passo fu breve.

Halloween in America
Halloween sbarca in America con l’arrivo dell’immigrazione europea. In New England le celebrazioni partono in sordina, a causa del puritanesimo degli immigrati. Nel sud invece, Halloween prende piede quasi subito, e con lo spostarsi della frontiera interna verso ovest, si mischia anche a tradizioni, usi e costumi degli indiani d’America.

È qui che nasce l’Halloween in versione americana: i vicini si riuniscono, si celebra il raccolto appena finito, si raccontano storie di morti, ci si predice il futuro. Si comincia anche ad andare casa per casa a chiedere “dolcetto o scherzetto”: è un’evoluzione di quello che accadeva in Inghilterra secoli prima, quando, durante le festività, i poveri chiedevano la carità, e ottenevano dai ricchi dei dolcetti (soul cakes, dolci dell’anima), in cambio di preghiere per i loro morti.

A metà del 1800, Halloween non è ancora una festa nazionale. Ma nel 1846, la carestia delle patate in Irlanda dà il via a una massiccia immigrazione irlandese: milioni e milioni di discendenti dei celti arrivano negli USA e il gioco è fatto.

Ai giorni nostri gli americani spendono 7 miliardi di dollari per Halloween.

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