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29/01/12

Voglio farti un pompino, perche' sono il Gabibbo

Grazie a un sito molto attivo nel denunciare l'abuso di una certa immagine della donne nella societa' italiana, scopro questa perla. Si tratta di un video musicale di tale Gionny Scandal che, insieme alla "cantante" Maite, ci delizia con una canzone dal titolo "I am horny" (sono eccitato/a).

Il ritornello di questo capolavoro e' cantato dalla giovane (quanto giovane non e' chiaro) Maite, ed e' un condensato di comicita' involontaria. La ragazza, infatti, con sguardo seduttore e in inglese maccheronico, ci dice che vorrebbe farci un pompino. Perche'? Perche' e' eccitata, come il titolo ci lascia intuire? Macche'! Perche' lei e' Ernie!! Gaurdare per credere.



La pronuncia della Signorina in questione, infatti - che ha al suo attivo altre perle in lingua inglese, visibili sulla sua pagina di Facebook - e' a dir poco imbarazzante. Per chi parla inglese, infatti, l'effetto e' demenziale. Abbiamo una giovane lolita che si dimena tutta, che si fa vedere col vestito macchiato di un liquido bianco, e che dice che vuole spompinarci perche' lei e'...Ernie. Ora, il problema e' che Ernie e' questo pupazzo dei Muppet, qui a sinistra.

Pensateci: che effetto vi farebbe una bella anglofona che vi cantasse in italiano sgangherato una roba tipo "Stasera mi sento di farti apprezzare con un pompino, voglio sentire nella mia gola...perche' sono il gabibbo".

Ecco, appunto.

Ora. Al di la' di tutte le discussioni che si possano eventualmente fare sul fatto che la tipa sia o meno minorenne (un sito americano era convinto che la tipa cantasse di proposito che lei era Ernie e non Horny perche', avendo 15 anni, non poteva cantare che era Horny...troppo buoni 'sti americani), a me la cosa che inquieta di piu' e' che a nessuna delle decine di persone che devono essere dietro alla produzione di questa canzone sia venuto il minimo dubbio. Nessuno che abbia pensato "oh, a me questa pare pronunci un po' a cazzo di cane".

Ecco, il vero dramma e' questo. Non quanti anni abbia la ragazza, e se sia alla fine una schiava dell'immaginario collettivo creato dal cattivo, sempre lui, berluscon dei berlusconi...





08/12/11

Friday Pin-Up/22 -

Questa signorina e' la stessa del mese scorso, la pin-up palindroma No. 19. Ritorna perche' onestamente a me questo culo parla. Anche lo sguardo a maiala, eh, pero' il culo proprio mi racconta tante cose. E figurarsi che io non sono neanche un uomo-culo, piuttosto un uomo-tetta.


16/11/11

Donne giapponesi

"La notte e' dunque essenzialmente dominio dei maschi che vi si tuffano come gatti agili, sornioni, aggressivi, coi peli elettrizzati e gli occhi lucenti di belle voglie, in cerca di compagnie; ed e' opinione unanime che, di tutte le gatte dell'universo, quelle giapponesi siano di gran lunga le piu' dolci, le piu' piacevoli, le piu' tenere. Un fatto e' indubbio: nessuna donna sa, come quella giapponese, vendersi con grazia. E per vendersi non intendo la brutalita' del sesso; voglio dire genericamente accompagnarsi all'uomo contro mercede per tenergli compagnia: puo' essere soltanto un sorriso versando il sake' nella minuscola tazza di porcellana, ma te lo porge come tu fossi l'unico, il solo, l'eterno, e lei la dolce piccola umile schiava. Molte di queste cartteristiche, le quali dal punto di vista egocentrico maschiile sono indubbiamente delle doti, vanno ormai perdendosi. Anzi un fatto: alcune donne passano dalla piu' squisita finezza alla piu' selvaggia brutalita' di modi, di voci, di gesti, di parole. Il tuffo non avviene da una tradizione (quella orientale) ad un'altra (quella d'Europa o d'America), ma dalla civilita' al nulla. E' barbarie anno zero. Fortunatamente questo fenomeno sembra piuttosto limitato. La stragrande maggioranza delle giapponesi cambia invece di vestitito, di lingua, d'acconciatura di capelli, di abitudini dietetiche, di tecnica erotica, di letture, di divertimenti, di religione, di calzature, di sottovesti, di medicine, pur mantenendo umilita', grazia, dolcezza, capacita' di comprensione e quello sguardo d'uccellino caduto ora ora dal nido che predispone l'uomo a tutto, anche ad essere perfidamente ingannato.


[...]


Le americane sono senza dubbio eccellenti mogli, delle mamme generose e sollecite prima, delle matriarche poi, a cui i figli finiscono per guardare come faro e guida nella vita, ma invano l'uomo cercherebbe in esse l'amante. Conoscere le giapponesi e trovarsi improvvisamente dinanzi alla rivelazione della donna sotto una luce ch'egli non s'immaginava neppure possibile, ecco la meravigliosa esperienza riservata all'uomo americano approdando sulle rive di quell'arcipelago. Nella giapponese egli scopriva le tenerezze piu' raffinate, scopriva l'abbandono, scopriva un animo arricchito dalla sofferenza, sensibilissimo alla poesia, desideroso di dedizione; per la prima volta in vita sua avvertiva d'essere un uomo intero, non solo mezza coppia. Certo scopriva pure delle nanovre sinuose di gatta, un linguaggio di sguardi, sospiri, suggerimenti, un'arte pericolosa di sgraffi invisibili e di tranelli talvolta odiosi; ma tutto cio' era squisitamente femminile, infondo cosi' nuovo! Poi v'era l'atteggiamento innocente e delizioso di chi non ha peccato originale nel sangue, verso le dolci volutta' della vita; si badi bene, questo non vuol dire raffinatezza erotica, al contrario, per generare quella occorre compressione d'istinti - sono molto piu' erotici infatti gli occidentali, uomini e donne, dei giapponesi - significa piuttosto una serena accettazione di quanto la vita puo' offrire di gradevole (cibi, bevande, riposo, bagno, amore, cose belle, arte) invece di carpere diem, di strappare affannatamente il sorriso al pentimento. Infine v'era l'incanto fisico: la malia d'un musetto esotico, il voluttuoso contrasto d'una pelle senza imperfezioni, ambrata, degni davvero di figlie e nipoti delle divinita' dei cieli e del mare". 

Questa descrizione si riferisce alle donne giapponesi degli anni '50 del secolo scorso. Molte cose (non tutte) sono cambiate, ovviamente. Altro che Murakami e il suo deludente 1Q84. Volete leggere un libro affascinante sul Giappone, con personaggi veri, e una descrizione della vita giapponese dagli anni '30 del secolo scorso fino a dieci anni fa? Ore Giapponesi,di Fosco Maraini.


11/11/11

Friday Pin-up / 19 - versione palindroma

Anche questa pin-up e' palindroma: nel senso che come la rigiri la rigiri, mi viene sempre voglia di tromballa.


04/11/11

Friday Pin-up/18 - speciale Novembre

Dopo Halloween, viene il giorno dei morti. Celebriamo anche quello. Le foto sono prese da 666 photography, una fotografa texana famosa nel mondo delle pin up.



27/10/11

Friday Pin-up 17 - Edizione speciale Halloween

Halloween e' ormai arrivato (e anzi, sull'argomento, consiglio Halloween, nei giorni che i morti ritornano un  libro di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, che spiega come Halloween in Italia non sia una festa meramente importata dal mondo anglosassone negli ultimi 10 anni, ma una ripresa di tradizioni che esistono in parecchie regioni italiane da secoli). Sulle origini di Halloween e sulla sua importanza in America avevo gia' scritto questo post nel 2009: non e' cambiato niente, quindi se volete sapere di Halloween, rileggetelo.

Pero' oggi e' venerdi', e quindi si parla di topa. Anzi, non se ne parla nemmeno, la si guarda.

C'e' un termine coniato di recente per indicare il nuovo fenomeno per cui le ragazze (ma anche le donne non piu' ragazze) per Halloween non si vestono piu' con costumi paurosi, ma da troie. Il termine e' "slutoween" (slut vuol dire troia). Ricordo ancora con mestizia (per non aver potuto provare a trombarla, causa presenza di mia moglie) una nera che a una festa di Halloween indossava solo un tanga piumato bianco e due copri capezzoli piumati anch'essi. Non so da cosa fosse vestita, ma di sicuro mi fece paura il fatto di avere le mani legate. E ricordo con ancora piu' tristezza, sempre alla stessa festa, la bionda con due tette da competizione e una minigonna molto mini, che mi salto' in collo ubriaca, stringendomi tra la gambe, e gridandomi sei Gesu'? Sei Gesu'? Salvami con la tua spada (Avevo la barba lunga ed ero vestito da Obi Wan Kenobi, con la spada di Guerre stellari, ma nei fumi dell'alcohol la tizia mi aveva preso per Gesu' con una spada. Credo. Ma non potei non pensare alla mitica spada de foco di un Sacco Bello.).

Beata giovinezza che se ne va.

Proprio in onore a slutoween, vi propongo una serie di foto di pin up (tutte d'epoca, tranne la prima, e alcune "di carta") interamente dedicata a Halloween.






















20/10/11

Friday Pin-up/16

Halloween si avvicina, e con esso - si sa - anche gli spiriti cattivi: questo pero' non pare cosi' malaccio...


22/09/11

Friday Pin-up/14

Visto il periodo, credo che una foto dedicata al ritorno a scuola ci stia tutta, no?


21/09/11

Le donne vanno pazze per le moto (?)

In una commedia uscita qualche mese fa c'e' una scena molto divertente (forse l'unica dell'intero film). I due protagonisti, due individui sposati, tristarelli, sulla quarantina, stanno provando in tutti i modi a rimorchiare, con scarso successo. Alla fine uno ha un colpo di genio, e si presenta in un bar con un casco da motociclista. "Che ci fai col casco", domanda l'amico, "siamo venuti in macchina!". "Chicks dig motorcycles", le ragazze vanno pazze per le moto, risponde l'altro.

Ora: che le donne (alcune donne) vadano pazze per i tipi in moto (per alcuni tipi in moto), e' un dato di fatto un po' ovunque. Ma e' vero che qui negli USA la cosa sembra avere dimensioni diverse rispetto a quanto ho potuto sperimentare in Italia (ma ero parecchio giovane) e in Belgio. In Italia il motociclista ha sicuramente il suo fascino, ma quelli che vanno in moto sono talmente tanti che alla fine l'essere motociclista non e' che sia proprio un elemento di differenziazione. In Belgio il 99% dei motociclisti sono vecchi grossi e rubizzi che girano con vecchie Honda Pan European: sicuramente non uno spettacolo eccitante per le donne.

Qui in America la cosa e' diversa. Ovviamente il mercato si divide in vari settori: c'e' chi preferisce l'uomo Harley, chi preferisce l'uomo con la sportiva. Chi preferisce l'uomo sulla cafe racer. Ma in ogni caso, almeno nel Midwest, l'uomo in moto non e' cosi' presente come in Italia e in Europa. E le reazioni femminili a volte sono al limite dell'imbarazzante.

Nelle ultime due settimane mi sono successe le tre seguenti cose:

- Fermo al semaforo un pomeriggio, giubbotto di pelle, jeans, casco integrale e occhiali di sole (e quindi non c'era modo di vedere se avessi una faccia almeno decente o meno), sono quasi caduto per terra quando una pazza di Greenpeace che era sul marciapiede accanto cercando di convincere la gente a firmare per la protezione delle balene tibetane mi e' saltata sul sedile del passeggero all'improvviso, non invitata, stringendomi e gridando "take me for a ride!!!". Io pensavo fosse una candid camera. E mi sono anche incazzato, perche' come sanno tutti quelli che vanno in moto, la donna che monta dietro senza avvisare e' una delle ragioni piu' comuni delle cadute da fermo...e infatti non so grazie a quali bestemmie sono riuscito a rimanere in piedi.

- Fermo a un altro semaforo, le dieci di sera,  due tipe si avvicinano. Una e' visibilmente ubriaca, e barcolla: mi si aggancia al braccio, e biascica un "take us for a ride, we are from Saudi Arabia". Al che pensavo fosse davvero uno scherzo: portaci a fare un giro, siamo saudite??? Cioe': SAUDITE? Ma ziocantante! Questa e' troppa bella. Quando io ho detto che non potevo portarle tutte e due, la risposta della sobria e' stata geniale: "ci puoi prendere a turni". E vi assicuro che i vocaboli inglesi utilizzati erano equivoci come l'italiano "prendere". Ci. Puoi. Prendere. A. Turni. Due saudite. Mah.

- Entro a Walgreen, uno di quei negozi americani che sono principalmente una cosa (una farmacia), ma che sono anche centomila altre cose (alimentari, affita dvd, negozio di vestiti). Prendo una lattina di cocacola, vado a pagare, e la cassiera, asiatica, mi guarda, guarda il casco e dice "that's a big one". Io sorrido, e dico "e' per una moto grossa". E lei: "e cos'altro hai di grosso?".

Sara' l'aria di settembre?

08/09/11

Friday Pin-up/13

Vi ho mai parlato della mia ossessione per i giubbotti in pelle? Ne possiedo un numero che mi vergogno a quantificare con precisione. C'e' chi fa collezione di orologi, chi di camicie, chi di mignotte: io di giubbotti in pelle. Provo un piacere infinito a indossarli, toccarli, ciancicarli. E poi c'e' il bonus stagionale: quando finalmente posso indossare uno dei miei giubbotti in pelle preferiti vuol dire che e' arrivato l'autunno, la mia stagione preferita.

E poi ho sempre pensato che un bel giubbotto in pelle a pelle su una bella topa sia proprio un bel vedere. Voi che dite? Forse le tira un po' il giubbottino all'amica? E' ingrassata?



Via Rocket Garage

29/08/11

Donne in moto/1

Come avevo detto qui, si comincia con la serie di Donne in moto. Foto di donne che hanno fatto la storia del motociclismo, o che, semplicemente, vanno in moto. Non pin-up appoggiate o che si strusciano sulla moto, quindi. Quelle restano una prerogativa del venerdi'.

Visto il mio passato "belga", non potevo non cominciare con Marianne Weber, una giornalista belga famosa negli anni '50 del secolo scorso per la sua velocita'. In questa foto - pubblicata sul numero 81 della rivista francese Motorcycle dell'agosto del 1952 - sta provando la "nuova" BMW R68. La moto in questione era stata presentata come una moto capace di raggiungere 100 miglia orarie, e la Weber voleva verificare che non si trattasse solo di una trovata pubblicitaria.

Nel test immortalato da questa foto Weber riusci' a raggiungere i 160 km/h, cioe' 99.5 miglia orarie...Non soddisfatta, nel 1954 ci riprovo', e raggiunse i 162,895 km/h, e cioe' le 101,24 miglia orarie. BMW non aveva mentito...e la Weber si confermo' come una delle donne piu' veloci su due ruote.

E' una delle foto motociclistiche che piu' mi piacciono in assoluto.

Ah, notate che abbigliamento tecnico...


Posted by Picasa

11/08/11

Donne in moto

Da oggi si cambia. O meglio: si aggiunge. Le donne pin-up che ho pubblicato nelle ultime settimane sono sexy. E infatti ho intenzione di continuare la rubrica Pin-up Friday a partire dalla settimana prossima. Ma c'e' una cosa ancora piu' sexy di una pin-up che fa finta di essere interessata ai motori o che ci si struscia come una gatta (o una cagna): una donna vera che va in moto.

Non c'e' niente di piu' bello del sorriso di una donna che toglie il casco e profuma ancora del vento. Lo penso sul serio.

Quindi ogni tanto pubblichero' anche foto di donne vere che vanno in moto. Donne che hanno fatto la storia del motociclismo al femminile, rompendo barriere di genere in anni difficili, e donne che semplicemente amano andare in moto e viaggiare.

Se poi qualche lettrice volesse mandare foto sue (vestite, e in moto) le pubblico volentieri.

Non ho idea da dove venga questa foto...Pero' rende molto bene l'idea, no?

14/07/11

Pin-up Friday/8

Oggi andiamo parecchio vintage, con una foto che mostra due icone degli anni '50: Sofia Loren e Jayne Mansfield. Io non ho mai trovato la Loren particolarmente bella. Sorvolo su quanto trovi ridicole le sue attuali pose da femme fatale: qualcuno le dovrebbe dire che e' l'ora di basta. E invece tutti a dire quant'e' bella quanto e' sexy. BLEAH.

Comunque: in questa foto del 1957 la Loren pare soffrire PESANTEMENTE la presenza di spirito - chiamiamola cosi' - di Jayne Mansfield, attrice americana allora ventiquattrenne. In realta', di li' a una decina d'anni, il mito della donna bionda platino nel mondo del cinema americano sparira', e la Mansfield avra' una carriera molto meno ricca di quella sopravvalutata della Loren.

Pero', all'epoca, avessi potuto scegliere, non avrei esitato un attimo.

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