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21/09/11

Le donne vanno pazze per le moto (?)

In una commedia uscita qualche mese fa c'e' una scena molto divertente (forse l'unica dell'intero film). I due protagonisti, due individui sposati, tristarelli, sulla quarantina, stanno provando in tutti i modi a rimorchiare, con scarso successo. Alla fine uno ha un colpo di genio, e si presenta in un bar con un casco da motociclista. "Che ci fai col casco", domanda l'amico, "siamo venuti in macchina!". "Chicks dig motorcycles", le ragazze vanno pazze per le moto, risponde l'altro.

Ora: che le donne (alcune donne) vadano pazze per i tipi in moto (per alcuni tipi in moto), e' un dato di fatto un po' ovunque. Ma e' vero che qui negli USA la cosa sembra avere dimensioni diverse rispetto a quanto ho potuto sperimentare in Italia (ma ero parecchio giovane) e in Belgio. In Italia il motociclista ha sicuramente il suo fascino, ma quelli che vanno in moto sono talmente tanti che alla fine l'essere motociclista non e' che sia proprio un elemento di differenziazione. In Belgio il 99% dei motociclisti sono vecchi grossi e rubizzi che girano con vecchie Honda Pan European: sicuramente non uno spettacolo eccitante per le donne.

Qui in America la cosa e' diversa. Ovviamente il mercato si divide in vari settori: c'e' chi preferisce l'uomo Harley, chi preferisce l'uomo con la sportiva. Chi preferisce l'uomo sulla cafe racer. Ma in ogni caso, almeno nel Midwest, l'uomo in moto non e' cosi' presente come in Italia e in Europa. E le reazioni femminili a volte sono al limite dell'imbarazzante.

Nelle ultime due settimane mi sono successe le tre seguenti cose:

- Fermo al semaforo un pomeriggio, giubbotto di pelle, jeans, casco integrale e occhiali di sole (e quindi non c'era modo di vedere se avessi una faccia almeno decente o meno), sono quasi caduto per terra quando una pazza di Greenpeace che era sul marciapiede accanto cercando di convincere la gente a firmare per la protezione delle balene tibetane mi e' saltata sul sedile del passeggero all'improvviso, non invitata, stringendomi e gridando "take me for a ride!!!". Io pensavo fosse una candid camera. E mi sono anche incazzato, perche' come sanno tutti quelli che vanno in moto, la donna che monta dietro senza avvisare e' una delle ragioni piu' comuni delle cadute da fermo...e infatti non so grazie a quali bestemmie sono riuscito a rimanere in piedi.

- Fermo a un altro semaforo, le dieci di sera,  due tipe si avvicinano. Una e' visibilmente ubriaca, e barcolla: mi si aggancia al braccio, e biascica un "take us for a ride, we are from Saudi Arabia". Al che pensavo fosse davvero uno scherzo: portaci a fare un giro, siamo saudite??? Cioe': SAUDITE? Ma ziocantante! Questa e' troppa bella. Quando io ho detto che non potevo portarle tutte e due, la risposta della sobria e' stata geniale: "ci puoi prendere a turni". E vi assicuro che i vocaboli inglesi utilizzati erano equivoci come l'italiano "prendere". Ci. Puoi. Prendere. A. Turni. Due saudite. Mah.

- Entro a Walgreen, uno di quei negozi americani che sono principalmente una cosa (una farmacia), ma che sono anche centomila altre cose (alimentari, affita dvd, negozio di vestiti). Prendo una lattina di cocacola, vado a pagare, e la cassiera, asiatica, mi guarda, guarda il casco e dice "that's a big one". Io sorrido, e dico "e' per una moto grossa". E lei: "e cos'altro hai di grosso?".

Sara' l'aria di settembre?

14/09/11

Passaporti e aspettative familiari

Come nel piu' classico dei film, mi scopro a pensare "mio figlio potrebbe diventare Presidente degli Stati Uniti".

PS: Il passaporto americano e' arrivato dopo due settimane, e cioe' una settimana esatta prima di quanto avevano detto. Del passaporto italiano - chevvelodicoafare! - richiesto il giorno prima di quello americano, si sono perse le tracce. Pare ci sia stato un "disguido". Pero' mi hanno detto che posso ripresentare la documentazione, e stavolta vedranno di farmi davvero un favore e di farmelo avere in 5-6 settimane. Sai che c'e'? Sono tentato di non ripresentarla proprio la documentazione per il passaporto italiano. Se ritrovano i documenti bene, altrimenti vivra' come ameriGano, e poi, a 18 anni, se vuole il passaporto italiano se lo fara' lui. Siamo proprio degli stronzi e basta. Pero' come si mangia bene in Italia e come ci si veste bene...

20/09/10

Natale a Chicago

Ier, 19 Settembre, il department store Bloomingdale's a Chicago si presentava cosi':

03/09/10

In viaggio - (Citta' 2)

Dopo Isidora.

"Arrivando a ogni nuova citta' il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva piu' d'avere: l'estraneita' di cio' che non sei piu' o non possiedi piu' t'aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.

Marco entra in una citta'; vede qualcuno in una piazza vivere una vita o un istante che potevano essere suoi; al posto di quell'uomo ora avrebbe potuto esserci lui se si fosse fermato nel tempo tanto tempo prima, oppure se tanto tempo prima a un crocevia invece di prendere una strada avesse preso quella opposta e dopo un lungo giro fosse venuto a trovarsi al posto di quell'uomo in quella piazza. Ormai, da quel suo passato vero o ipetitoco, lui e' escluso; non puo' fermarsi; deve proseguire fino a un'altra citta' dove lo aspetta un altro suo passato, o qualcosa che forse era stato un suo possibile futuro e ora e' il presente di qualcun altro. I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi."

Ps: parto tra poco per un viaggio in moto. Ci risentiamo.

15/02/10

Scoperte

  • Ho scoperto che qui lo snowboard e' molto piu' mainstream rispetto all'Europa.
  • Ho scoperto che sulle piste da sci ci sono cinquantenni che prendono lezioni di snowboard, che cadono prendendo delle culate immonde, che si rialzano e ridono.
  • Ho scoperto che lo snowboard qui non e' patrimonio solo di gggggiovani al di sotto dei 25 anni.
  • Ho scoperto che la neve del Midwest e' considerata tra le piu' secche, e quindi particolarmente adatta allo snowboard.
  • Ho scoperto che una localita' dal nome pretenzioso di Alpine Valley ha una collina di ben 180 metri di altezza.
  • Ho scoperto che in Wisconsin non mangiano la neve fresca appena caduta.
  • Ho scoperto che non e' mai troppo tardi per imparare lo snowboard, a patto che si sia pronti a cadere svariate volte sbattendo culo, gomiti, polsi, schiena, testa, e a patto che non ci si prenda troppo sul serio, ma che si prenda la tavola seriamente.
  • Ho scoperto che adoro lo snowboard.

04/02/10

Panico in casa Pellegrino

In vista di un acquisto importante, e come stimolo per riprendere a mangiare quantita' decenti di cibo (notate bene che non parlo di dieta, parlo solo di quantita' decenti di cibo: per esempio sforzarsi di non mangiare hamburger di 400g tre volte a settimana), stasera sono tornato a casa con l'intenzione di riprovarmi tutto il materiale motociclistico tecnico estivo.

(Qui va aperta una parentesi. In questo anno a Chicago ho scoperto che l'abbigliamento invernale da moto, adatto per le temperature europee, va benissimo anche per l'inverno appiedato di Chicago. Quando tira il vento e la temperatura percepita e' di -20 gradi, il giubbotto tecnico da moto fa il suo dovere meglio di mille cagate in piumino d'oca. Anche se sei a piedi).

Ma torniamo a bomba. Insomma, in previsione di un'acquisto importante (YES!), avevo deciso di riprovarmi pantaloni e soprattutto giubbotti da mezza stagione ed estivi. Ero sicuro di non entrarci, visto che ho ripreso un paio di chili (solo un paio, giuro...).

Dispongo i capi di abbigliamento su un divano, e comincio a provarmeli uno a uno. E scopro che entro in tutto. Mia moglie mi fa notare, gentilmente, che probabilmente e' perche' ho perso muscoli che si sono trasformati in grasso, e che quindi la situazione e' piu' triste di quanto non pensi e che non mi dovrei esaltare.

Dopo averla gentilmente mandata a esplorare le lande belghe da cui proviene, ho guardato lui, l'ultimo capo rimasto: il giubbotto del peccato, quello per cui ho speso una cifra pari a una rata del mutuo. L'ho guardato, e gli ho detto: te farai meglio a entrammi senza tante storie, bello r mi giubbottino seghino spidi di questa minchia. L'ho guardato. L'ho minacciato prendendolo per il colletto. Mi sono pentito, l'ho accarezzato, supplicandolo di entrarmi. Gli ho promesso molte cose. E me lo sono infilato.

Facendolo, ho voluto convincermi che la sensazione di soffocamento che avvertivano le mie braccia fosse dovuta alla mia immaginazione. Si', tira un po' sulla schiena, anche da aperto, mi dicevo, ma e' una sensazione. E poi d'estate non indosso la camicia, no? Ho una tshirt.

Mi sono prontamente tolto la camicia, rimettendomi il giubbotto a torso nudo. Mia moglie e' passata in quel momento, insultando me, ma soprattutto la mia pancia, e se n'e' andata ridendo. Bonta' sua. Eppero' il bastardo giacchetto non entrava neanche a torso nudo.

Ma e' chiaro, a torso nudo la pelle fa frizione, e quindi non scivola bene. Mettiti una maglietta.

Mi sono messo una maglietta. E maremma la straputtana maiala mi tirava. Di agganciare la cerniera nemmeno a parlarne. Bestemmie, ululati, pugni al muro. Accuse a mia moglie che mi fa mangiare grasso. Liti. Accuse a Dio perche' mi fa mangiare grasso. Bestemmie di nuovo. Accuse alla palestra che mi tiene lontana dalle sua macchine grazie a un incantesimo che mi e' stato fatto una volta da una strega venditrice di Technogym di fronte a un hamburger con patate dolci.

Poi.

Guardo l'etichetta. Lady's fit, dice. Guardo l'armadio. Vedo il mio giacchetto su una gruccia. Quello che avevo provato a infilarmi era quello di mia moglie, identico (si', a lei la moto non piace, pero' ni garba lo stile dei giubbotti).

Bestemmie. Risate di mia moglie. Bestemmie.

PS: ovviamente per celebrare stasera mi vado a mangiare un hamburger da 400 grammi.

15/01/10

Citta'

Un post sul blog di Lara Manni di oggi mi ha fatto ripensare alle Citta' Invisibili di Calvino.

Credo che ognuno di noi abbia avuto nella vita la passione ingiustificata per un luogo: c'e' chi vuole vivere in Canada, chi vuole vivere a Tokyo, chi vuole vivere a New York. Spesso questi desideri si basano sul nulla. Spesso i posti fantasticati non sono neanche mai stati visitati. Ma non per questo tali desideri sono meno potenti. Anzi, proprio l'irrazionalita' della loro base li rende piu' feroci e reali per chi li vive.

E se e quando questo qualcuno ha la fortuna di arrivare nel posto fantasticato, si rende conto in realta' di essere arrivato ad Isidora.

"Isidora e’ dunque la citta’ dei sogni: con una differenza. La citta’ sognata conteneva lui giovane; a Isidora arriva in tarda eta’. Nella piazza c’e’ il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventu’; lui e’ seduto in fila con loro. I desideri sono gia’ ricordi”.

08/12/09

Il libro delle facce

Lo so, arrivo buon ultimo alla fiera, dal momento che di questa cosa ne hanno parlato praticamente tutti, sia in Italia sia all'estero, da mesi. Pero' ora e' successo a me, e quindi sono io a deprimermi.

Su Facebook mi hanno contattato due tipe del liceo: una era il classico amore irrealizzato, la "migliore amica", che mentre tu sbavi per lei si fa maltrattare dal peggior delinquente sulla piazza. L'altra era La Topa Disumana. Inarrivabile. Per me, almeno. Quella che usciva solo con i veri fighi coi soldi, e che - si dice - amava fare festini con piu' persone, e che (si dice) prima di trombare con nuovi amanti misurava la circonferenza del loro pene.

Ecco: ora sono due chiattone.

Fanno cagare. Sono slargate come Marlon Brando. Una sembra sporca, coi capelli sempre unti in ogni foto. Sono delle donne che dimostrano molto piu' della lora eta', e con una luce malinconica negli occhi che sa di sfiga anche attraverso lo schermo. In entrambi i messaggi con i quali mi hanno contattato, separatamente, hanno pensato bene di raccontarmi la loro vita: due figli (entrambe), marito che le ha lasciate per una piu' giovane (entrambe), problemi col lavoro (entrambe) e la vita e' dura (entrambe), e avrei immaginato di trovarmi in una situazione differente a 36 anni (entrambe).

Mi hanno fatto pena. E allo stesso tempo ho provato un sottile senso di soddisfazione...

(NB: su FB ho un profilo del demonio pellegrino, ma non lo apro mai, quindi non perdete il vostro tempo a contattarmi li'. FB lo uso con il mio nome).

25/10/09

08/10/09

Lacrime da moto

Prendete un uomo a caso che ha SEMPRE avuto due ruote a motore per 22 anni di seguito. Sono le due ruote sulle quali ha portato la sua prima ragazza, sentendo il seno premergli sulla schiena, e facendo anche apposta di frenare piu' bruscamente del dovuto, a 16 anni. E sono le due ruote che lo hanno accompagnato al suo matrimonio a 34 anni, mentre tutti gli altri gli dicevano 'ma non puoi venire in macchina come tutti i cristiani?'. No, non potevo.

Nel mezzo immaginatevi mille momenti: la pioggia, il sole, le vacanze, la spesa. La vita, insomma. 22 anni di vita.

Trasportatelo in America. Immaginatelo mentre si convince che no, comprare una moto a Chicago e' davvero una cazzata: i soldi, le strade coi buchi, il freddo, e il tempo che non c'e' (c'e' mai stato?), e dove la mettiamo, e tutte queste cose razionali, buone e giuste.

Immaginatevi quest'uomo in varie situazioni: mentre corre nel parco, mentre mangia al ristorante con sua moglie, mentre e' da solo che legge un libro in un bar, mentre e' in libreria che sceglie un libro adatto ad Halloween.

Guardatelo mentre in ognuna di queste sensazioni alza la testa, inclinandola, come ad ascoltare. E si gira, guarda verso una direzione dalla quale arriva il rumore del motore: lo cerca con gli occhi, e sorride come un ebete, perche' vede un motore, con due ruote, che passa con qualcuno sopra. Spesso e' un uomo solo, sulle due ruote, altre volte sono un uomo e una donna. In entrambi i casi sono solo comparse.

Ma lui resiste. Si rifocalizza sul libro che sta leggendo, sulla conversazione della cena che sta vivendo, sulla corsa che lo sta ammazzando. E dice "non ne ho bisogno".


E porca puttana, andatevene affanculo tutti, io la moto me la ricompro. E' deciso.

Oh.

03/10/09

Apri le tue gambe verso me

Io, quando corro, o faccio ginnastica, o sono in metro, o in macchina, canto. Di per se' non e' un problema, soprattutto se sono solo in macchina o se corro da solo.

Diventa un problema se sono sulla metro e canto il verso "apri almeno le tue gambe verso me", mentre la canzone passa nel mio ipod. E di fronte a me ci sono due italiane, probabilmente in vacanza. Che mi guardano allibite e chiudono le gambe come impaurite.

Ecco, in questi casi, mi dico, vorrei essere Hugh Grant e poter sfoderare il suo sorriso. Perche' il mio non funziona a dovere, visto che le due ragazze in questione si sono affrettate a scendere dalla metro dandomi del porco a denti stretti.

09/09/09

Camminate

"Le montagne si dovrebbero scalare col minor sforzo possibile e senza fretta. La velocità dovrebbe essere determinata dallo stato d'animo dello scalatore. Se sei inquieto, accelera. Se rimani senza fiato, rallenta. Le montagne si scalano in un equilibrio che oscilla tra inquietudine e sfinimento. Poi, quando smetti di pensare alla meta, ogni passo non è soltanto un mezzo, ma un evento fine a stesso. 'Questa' foglia ha l'orlo frastagliato. 'Questa' roccia è instabile. Da 'qui' la neve è meno visibile benché più vicina. Queste sono cose che dovresti notare comunque. Vivere soltanto in funzione di una meta futura è sciocco. E' sui fianchi delle montagne, e non sulla cima, che si sviluppa la vita.

Ma evidentemente senza la cima non si possono avere i fianchi. E' la cima che 'determina' i fianchi. E cosi' saliamo."

Lo zen e l'arte di manutenzione della motocicletta, Robert Pirsig (Recensione qui).

23/08/09

La grezzata

Che poi e' inutile tu mi parli delle tue serate con lo stilista X e l'avvocato Y, e le vacanze alle Hamptons o a Saint Tropez se poi, quando bevi il vino, per darti un tono, alzi il mignolo in su come i peggiori pellai del Pratese.

22/08/09

Desideri della mente

E poi all'improvviso, mentre sei su una spiaggia a giocare a beach-volley, e senti la brezza freddina che arriva dal lago, ti scopri a desiderare l'autunno. Dopo aver bestemmiato per mesi perche' l'estate non arriva.

13/12/08

Saggezza cinese

Durante la dinastia Ping-Tung, nella provincia dello Xao-Fuang, c'era un contadino molto povero che viveva con i suoi molti figli, lavorando la terra del nobile di turno. 'Sto contadino non c'aveva 'na lira (ok, le lire non c'erano, ma ci saranno state altre monete, no? Bene, lui non ce l'aveva ste monete! Ecchecazzo se siete pignoli...)

Allora, dicevamo, sto contadino non possedeva niente. E ogni mattina lui e i suoi 62 figli facevano 41 km a piedi per andare a lavorare i campi della merdaccia del nobile. 

Un giorno, uno dei suoi 62 figli, Pi, rimane indietro sulla via di casa, perché vuole andare a lavarsi in una pozza d'acqua un paio di kilometri dalla strada principale. Gli altri lo lasciano solo, lui va alla pozza e, meraviglia delle meraviglie, trova un bellissimo cavallo. Bello, giovane, forte, muscoloso, senza sella, senza redini, senza niente che possa indicare che appartenga a qualcuno. 

Pi è felicissimo. Con il cavallo la sua vita e quella della sua famiglia possono cambiare: possono lavorare la terra più velocemente, possono spostarsi (non tutti e 63, padre incluso, ma alcuni si') più velocemente e con meno fatica...un paradiso. 

Quando Pi porta il cavallo al villaggio del padre, tutti lo guardano con profonda invidia: UN CAVALLO!!! E tutti i vecchi del villaggio vanno dall'anziano padre congratulandosi, e dicendogli "Ah, che fortuna, vecchio Xing". 

Ma Xing sorprende tutti, e continua ripetere "Fortuna? Beh, vedremo." E gli altri s'incazzano pure. "Ma come, brutto stronzo: tuo figlio Pi ti porta un cavallo giovane, sano, forte, e bello, e tu te la tiri anche, fai il fenomeno, il sostenuto? Ma vaffanculo, allora, caro il mio Xing!" 

Ma Xing, imperturbabile, dice "Beh, vedremo se è davvero una fortuna". 

Il giorno dopo, Pi sta cavalcando il cavallo in giro per le praterie, felice come Ricucci dopo aver trombato Anna Falchi la prima volta. Lacrime di gioia rigano il suo volto, finché, PUM, il cavallo lo disarciona all'improvviso, e Pi cade per terra, rompendosi una gamba e un braccio. 

Cala la sera, e Xing non vede rientrare Pi, e comincia a preoccuparsi. Coi vecchi del villaggio, si organizza una spedizione per andare a cercarlo. Alla fine lo trovano, svenuto, con le ossa fracassate, e il cavallo poco lontano. 

Gli abitanti del villaggio cominciano a guardare Xing  sotto una nuova luce. "Avevi ragione, Xing, a dubitare che il cavallo fosse una vera fortuna. Adesso hai un figlio in meno per lavorare i campi, e probabilmente il nobile ti punirà. Il cavallo è stata una sfortuna". 

Ma Xing, ancora una volta, sorprende tutti, commentando solo con un "Beh, vedremo, se è stata davvero una sfortuna". 

E allora i vecchi del villaggio s'incazzano di brutto. "Ma guarda te sto figlio di puttana che si prende per sto gran vecchio saggio, e invece è solo un povero sfigato, e pure cornuto, perché secondo me col cazzo che i 62 figli sono tutti suoi, anzi, ti diro', secondo me la su moglie Gina se la sono ripassata un po' tutti qui in paese, e insomma, rompesse meno i coglioni e facesse meno il fenomeno". 

Ma Xing continua per la sua strada. "Vedremo", dice. 

Una settimana dopo, mentre Pi è ancora a letto con le ossa rotte, e nei campi Xing e gli altri 61 figli cercano di fare il lavoro di 63 persone, senza riuscirvi, si sente la tromba del nobile avvicinarsi. I paesani si guardano impauriti, perché sanno che probabilmente saranno cazzi durissimi. 

E infatti arriva il mandarino ministeriale a chiamare alla leva obbligatoria tutti i gggggiovani tra i 12 e i 35 anni, perché una bella guerra si avvicina. 

E cosi' tutti i figli dei saggi che molestavano Xing partono alla guerra. Ma indovinate un po' chi resta a casa? Pi, che con le sue ossa rotteviene esonerato. Proprio grazie alla caduta da cavallo. 

Morale della favola: non si sa mai come va a finire, anche se le cose sembrano andare per un certo verso. (Ché i cinesi la fanno lunga, pero' alla fine tutto il post poteva essere riassunto in questa frasina qui, ecco). 

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