In una commedia uscita qualche mese fa c'e' una scena molto divertente (forse l'unica dell'intero film). I due protagonisti, due individui sposati, tristarelli, sulla quarantina, stanno provando in tutti i modi a rimorchiare, con scarso successo. Alla fine uno ha un colpo di genio, e si presenta in un bar con un casco da motociclista. "Che ci fai col casco", domanda l'amico, "siamo venuti in macchina!". "Chicks dig motorcycles", le ragazze vanno pazze per le moto, risponde l'altro.
Ora: che le donne (alcune donne) vadano pazze per i tipi in moto (per alcuni tipi in moto), e' un dato di fatto un po' ovunque. Ma e' vero che qui negli USA la cosa sembra avere dimensioni diverse rispetto a quanto ho potuto sperimentare in Italia (ma ero parecchio giovane) e in Belgio. In Italia il motociclista ha sicuramente il suo fascino, ma quelli che vanno in moto sono talmente tanti che alla fine l'essere motociclista non e' che sia proprio un elemento di differenziazione. In Belgio il 99% dei motociclisti sono vecchi grossi e rubizzi che girano con vecchie Honda Pan European: sicuramente non uno spettacolo eccitante per le donne.
Qui in America la cosa e' diversa. Ovviamente il mercato si divide in vari settori: c'e' chi preferisce l'uomo Harley, chi preferisce l'uomo con la sportiva. Chi preferisce l'uomo sulla cafe racer. Ma in ogni caso, almeno nel Midwest, l'uomo in moto non e' cosi' presente come in Italia e in Europa. E le reazioni femminili a volte sono al limite dell'imbarazzante.
Nelle ultime due settimane mi sono successe le tre seguenti cose:
- Fermo al semaforo un pomeriggio, giubbotto di pelle, jeans, casco integrale e occhiali di sole (e quindi non c'era modo di vedere se avessi una faccia almeno decente o meno), sono quasi caduto per terra quando una pazza di Greenpeace che era sul marciapiede accanto cercando di convincere la gente a firmare per la protezione delle balene tibetane mi e' saltata sul sedile del passeggero all'improvviso, non invitata, stringendomi e gridando "take me for a ride!!!". Io pensavo fosse una candid camera. E mi sono anche incazzato, perche' come sanno tutti quelli che vanno in moto, la donna che monta dietro senza avvisare e' una delle ragioni piu' comuni delle cadute da fermo...e infatti non so grazie a quali bestemmie sono riuscito a rimanere in piedi.
- Fermo a un altro semaforo, le dieci di sera, due tipe si avvicinano. Una e' visibilmente ubriaca, e barcolla: mi si aggancia al braccio, e biascica un "take us for a ride, we are from Saudi Arabia". Al che pensavo fosse davvero uno scherzo: portaci a fare un giro, siamo saudite??? Cioe': SAUDITE? Ma ziocantante! Questa e' troppa bella. Quando io ho detto che non potevo portarle tutte e due, la risposta della sobria e' stata geniale: "ci puoi prendere a turni". E vi assicuro che i vocaboli inglesi utilizzati erano equivoci come l'italiano "prendere". Ci. Puoi. Prendere. A. Turni. Due saudite. Mah.
- Entro a Walgreen, uno di quei negozi americani che sono principalmente una cosa (una farmacia), ma che sono anche centomila altre cose (alimentari, affita dvd, negozio di vestiti). Prendo una lattina di cocacola, vado a pagare, e la cassiera, asiatica, mi guarda, guarda il casco e dice "that's a big one". Io sorrido, e dico "e' per una moto grossa". E lei: "e cos'altro hai di grosso?".
Sara' l'aria di settembre?


