Mentre e' in corso il salone motociclistico di Milano, l'Eicma, appaiono le prime immagini delle moto che saranno presentate al salone internazionale di Tokyo a Dicembre. E io mi sono innamorato di questa Yamaha Ryoku, da 250cc.
Dell'Eicma invece, la moto che mi ha colpito di piu' e' questa Moab della Husqvarna, marchio svedese ora in mano a BMW. Il fanale anteriore e' da urlo, ma anche tutto il resto e' proprio bello.
Poi invece ho trovato un video della mia piccolina, ma vestita di bianco. E devo dire che anche in bianco e' proprio bella. Ma in nero, versione Honey Badger, e' molto meno paciosa...
Harley-Davidson XR 1200X from Johanes Duarte on Vimeo.
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10/11/11
12/10/11
Prova Harley Davidson XR1200X: i primi 8500km
Come sapranno i miei lettori piu' assidui, nell'Aprile scorso ho comprato la Harley Davidson XR1200X, battezzandola Honey Badger (la spiegazione del nome e' qui e qui).
Da allora, in poco meno di 6 mesi, ho percorso 8500 km, alternando lunghi viaggi a pieno carico, scampagnate domenicali e utilizzo cittadino. Buffo, dal momento che quando la comprai, pensavo che ci avrei fatto ben pochi km a causa della nascita del pupo a luglio. E invece, considerando anche che con il V-Strom che tenevo in Italia avevo percorso gli stessi km, ma in 4 anni, direi che Honey Badger lo sto sfruttando a dovere.
Dopo la mia esperienza con altre moto che non voglio nominare, di cui avevo parlato un gran bene dopo i primi 1000 km, per poi avere problemi infiniti subito dopo, ho preferito aspettare a lungo prima di scrivere questo post, nel quale voglio parlarvi di come va la moto, di quello che mi piace e di quello che non mi piace per niente. Cominciamo
Harley Davidson XR1200X: Com'e'

Per me e' bellissima, la moto piu' bella che abbia mai posseduto, e quella che, da un punto di vista meramente passionale, mi da' piu' gusto possedere. Ma qui - lo si sa - i gusti sono soggettivi. Per me e' moto allo stato puro: un motore enorme ben in evidenza, assenza completa di sovrastrutture che possano nascondere la meccanica, tutta in bella vista, dettagli cromatici che la rendono cattiva e preziosa allo stesso tempo.
L'ho scelta anche per questo, proprio perche' rappresenta l'essenza della moto ai miei occhi: un motore, un manubrio, l'aria in faccia, e via. Una special di serie. Trovo anche che il design sia un compromesso riuscitissimo tra richiami al passato Harley (la moto d'isperazione e' la moto da corsa XR750 dirt track degli anni '70) e futuro.
Ripeto, e' una cosa personale. Puo' piacere o non piacere: ma il doppio scarico nero, da solo, per me vale un orgasmo. Cosi' come i dettagli arancioni sparsi qua e la' (arancione e nero sono i colori della Harley).
Dicevo di quanto sia sottile la sella all'attaccatura con il serbatoio (lo si vede bene nella prima foto in alto): questo, unito alla sottigliezza del serbatoio stesso, rende impossibile guidare la moto stringendo il serbatoio con le ginocchia, come avevo sempre fatto in passato. Stringendo le ginocchia si stringe...il motore. Non scherzo: non e' un caso, infatti, che sul lato destro, proprio laddove la coscia e il ginocchio destri vengono a contatto con il motore quando si cerca di stringere la moto, ci sia una barra di metallo (ben visibile nella foto qui sotto), per evitare di bruciarsi le gambine...
Da allora, in poco meno di 6 mesi, ho percorso 8500 km, alternando lunghi viaggi a pieno carico, scampagnate domenicali e utilizzo cittadino. Buffo, dal momento che quando la comprai, pensavo che ci avrei fatto ben pochi km a causa della nascita del pupo a luglio. E invece, considerando anche che con il V-Strom che tenevo in Italia avevo percorso gli stessi km, ma in 4 anni, direi che Honey Badger lo sto sfruttando a dovere.
Dopo la mia esperienza con altre moto che non voglio nominare, di cui avevo parlato un gran bene dopo i primi 1000 km, per poi avere problemi infiniti subito dopo, ho preferito aspettare a lungo prima di scrivere questo post, nel quale voglio parlarvi di come va la moto, di quello che mi piace e di quello che non mi piace per niente. Cominciamo
Harley Davidson XR1200X: Com'e'
Per me e' bellissima, la moto piu' bella che abbia mai posseduto, e quella che, da un punto di vista meramente passionale, mi da' piu' gusto possedere. Ma qui - lo si sa - i gusti sono soggettivi. Per me e' moto allo stato puro: un motore enorme ben in evidenza, assenza completa di sovrastrutture che possano nascondere la meccanica, tutta in bella vista, dettagli cromatici che la rendono cattiva e preziosa allo stesso tempo.
L'ho scelta anche per questo, proprio perche' rappresenta l'essenza della moto ai miei occhi: un motore, un manubrio, l'aria in faccia, e via. Una special di serie. Trovo anche che il design sia un compromesso riuscitissimo tra richiami al passato Harley (la moto d'isperazione e' la moto da corsa XR750 dirt track degli anni '70) e futuro.
| XR 750 dirt track del 1972 |
Ripeto, e' una cosa personale. Puo' piacere o non piacere: ma il doppio scarico nero, da solo, per me vale un orgasmo. Cosi' come i dettagli arancioni sparsi qua e la' (arancione e nero sono i colori della Harley).
Che il design della moto piaccia ne e' prova il fatto che dovunque io mi fermi, a qualsiasi semaforo, a qualsiasi negozio, c'e' sempre qualcuno che si ferma a chiedermi che moto e'. Una Harley? Davvero? Non sembra...
| Honey Badger quando era pulita: le prime due settimane. |
E infatti, per chi non lo sapesse, la moto era stata pensata per e lanciata originariamente solo sul mercato europeo. Harley voleva qualcosa che tentasse i motociclisti europei con un look, uno stile di guida e una performance molto diversi da quelli dei modelli Harley in listino. Solo che poi in America si sono giustamente incazzati: ma come, hanno detto: mi fai un modello ispirato ai gloriosi modelli da corsa dirt track, di cui in Europa non frega proprio nulla a nessuno, e me lo vendi solo in Europa? Detto fatto, la moto e' stata messa in listino anche in America.
Da notare che le grafiche del serbatoio della versione americana sono diverse da quella della versione europea (visibili qui), e per me piu' belle.
La posizione di guida e i comandi
La posizione di guida, la prima volta che ci si monta sopra, e' del tutto innaturale: il manubrio e' largo, enorme, molto spostato verso il guidatore. Quelli - come me - abituati a anni di endurone stradali ci si troveranno bene subito. Pero' commetteranno un errore, cercando di appoggiare i piedi sulle pedane...che non troveranno. La posizione delle pedane e' infatti MOLTO arretrata, proprio come su una sportiva.
Si ha quindi una posizione ibrida: le gambe sono piegate, allungate all'indietro, la schiena e' dritta, e le braccia belle larghe.
La sorpresa - per me - non e' che questa posizione garantisca un controllo totale del mezzo: questo me l'aspettavo, e infatti e' successo. La sorpresa e' la comodita' della posizione. Temevo di soffrire nelle gambe, soprattutto nei lunghi trasferimenti, e invece non ho mai avuto un crampo, ne' ho mai sentito il bisogno di sgranchire le gambe anche quando mi sono fatto 6-8 ore in sella (sono alto 180cm: per altri sara' diverso).
Il problema eventualmente e' la sella: scarsamente imbottita, molto sottile all'attaccatura col serbatoio. Dopo un paio d'ore la sella fa male, c'e' poco da fare. Ma dal momento che TUTTE le moto che ho avuto mi facevano male al culo dopo tre ore, io il problema l'ho risolto alla radice un paio d'anni fa comprando un cuscino ad aria air hawk che si mette sopra la sella. Gia' con la Shadow, l'anno scorso, ci avevo fatto 1800km in 3 giorni senza nemmeno un dolore al culo o alla schiena. Con la XR la stessa cosa.
Dicevo di quanto sia sottile la sella all'attaccatura con il serbatoio (lo si vede bene nella prima foto in alto): questo, unito alla sottigliezza del serbatoio stesso, rende impossibile guidare la moto stringendo il serbatoio con le ginocchia, come avevo sempre fatto in passato. Stringendo le ginocchia si stringe...il motore. Non scherzo: non e' un caso, infatti, che sul lato destro, proprio laddove la coscia e il ginocchio destri vengono a contatto con il motore quando si cerca di stringere la moto, ci sia una barra di metallo (ben visibile nella foto qui sotto), per evitare di bruciarsi le gambine...
| Il motore - e la barra (in alto a sinistra) per evitare che la gamba lo tocchi |
I comandi sono una delle cose che piu' mi hanno esaltato di questa Harley: gli interruttori degli indicatori di direzione sono collocati a destra per quello destro, e a sinistra per quello sinistro. entrambi vengono azionati con il pollice, ma la vera figata e' che non c'e' bisogno di ripigiarli per spegnere la freccia. Harley utilizza un sistema giroscopico che riconosce quando la moto ha girato, e spegne la freccia automaticamente. Inutile, direte voi: io invece dico che e' una gran comodita', non solo perche' alzi la mano chi non ha mai dimenticato una freccia accesa, ma anche perche' ti permette di restare concentrato sulla guida, senza andare a cercare il bottoncino della freccia.
Il tachimetro e' digitale, mentre il contagiri e' analogico, e contiene un display (piccolo) per due trip parziali, e l'orologio. La spia per la folle, la spia per la riserva, le due spie per la frecce completano il tutto. Spartano, ma c'e' tutto quello di cui si ha bisogno. Trovo scomodo, pero', il posizionamento del bottone per cambiare le informazioni visualizzate sul display: dietro il contagiri, ti obbliga a contorsioni pericolose se vuoi farlo mentre sei in corsa.
Come va la moto?
Come dicevo prima, Harley ha sviluppato la moto per un mercato europeo, con le curve e i tornanti europei in mente. Se non si vive qui, non si puo' capire quanto questo stile di guida sia completamente inutile nel piattume del Midwest da cui Harley proviene. Il risultato e' che la XR si guida come una buona nuda giapponese o inglese. Non e' una sportiva (anche se esistono i trofei monomarca sia in Europa sia in America), ma non e' una custom: e' la classica nuda con cui piegare allegramente fino a sfare i pneumatici (se lo sai fare: io non lo so fare), e che alla fine della corsa ti stampa un bel sorrisone in faccia.
Il cambio e' molto, molto duro se si proviene da una giapponese, ed e' anche molto rumoroso, con un clank metallico che i primi giorni m'impauriva. Pensavo non potesse essere normale un rumore mostruoso di quel genere, e invece pare di si'.
Sulle stradine del Wisconsin e del North Carolina, la XR si e' dimostrata maneggevole (nonostante i suoi 250kg), piantata per terra in curva anche per uno restio alla piega come me, e con un motore sempre prontissimo. Lo si puo' far ruggire ad alte velocita', oppure riprendere in quinta a 30 km/h, l'elasticita' e' soprendente.
Una cosa che ho notato e' che con il passare dei KM il motore ha davvero cambiato comportamento. Capita a tutti i motori, intendiamoci, di cambiare dopo il rodaggio, di allungare le marce etc. Ma nel caso della XR i cambiamenti sono stati davvero notevoli: se prima a 3000 giri ero a 100 km/hr in quinta, adesso i 3000 giri li raggiungo a 130. Se vi pare un piccolo cambiamento...
Per quanto riguarda la velocita', basti dire che questa moto va molto piu' veloce di quanto abbia senso andarci. E' una nuda, con un manubrio larghissimo: il che vuol dire che sopra i 130 km/hr diventa inutile insistere, a meno che non ci si voglia fare le braccia e le spalle di Hulk. Tra l'altro il vero problema non e' tanto la spinta dell'aria, quanto le vibrazioni alle manopole, che a partire dei 4000 giri diventano molto, molto fastidiose. E mi spingono a ridurre la velocita' naturalmente finche' le vibrazioni non rientrano nella norma.
In autostrada mi trovo quindi a veleggiare sui 100-120 km/h, in perfetta linea con i limiti imposti.
Intendiamoci: questa moto vibra sempre. Ma e' una vibrazione piacevole, fino ai 4000 giri, avvertibile (molto piu' avvertibile che su qualsiasi altra moto abbia mai posseduto) ma piacevole. Un'amica che mi ha fatto da passeggera un paio di volte mi ha detto, vergognandosi, che "queste vibrazioni sono al limite dell'orgasmo".
Come accennavo prima, pero', la conformazione della moto rende impossibile guidarla con le gambe: chi e' abituato ad usare le gambe per spingere la moto in piega, dovra' reimparare ad usare solo il piede sulla pedana e soprattutto la mano al manubrio.
Il passeggero
Questa e' una moto da single. O meglio: e' la moto ideale per un single che voglia eventualmente avere la possibilita' di rimorchiare la tipa, portarla in moto nel bosco obbligandala ad attaccarsi a se' (mancano infatti i maniglioni per tenersi), trombarla, e riportarla a casa. Tutto li': dalle foto si vede bene che lo spazio per il passeggero e' poco, anche se mi si e' detto che la posizione delle gambe e' buona (e delle vibrazioni orgasmiche ho gia' detto).
I viaggi lunghi con la XR1200X?
Guardatela: e' una nuda. Manca qualsiasi protezione dal vento, dalla pioggia, dal caldo inumano dell'estate, dagli insetti. Manca il portapacchi. Manca tutto. Pero' io di viaggi lunghi con Honey Badger ne ho fatti due, a pieno carico, con borse morbide, sacchi legati dietro, e una borsa da serbatoio. Senza problemi. Ovviamente quando si prende l'acqua - come ce l'ho presa a Maggio scorso facendo 4500 km in una settimana - la si prende tutta.
Il serbatoio e' piccolo, contiene solo 13 litri. Il che vuol dire che vi dovrete fermare ogni 180-200 km per fare rifornimento. In pratica un pit stop ogni due ore, che per come la vedo io e' il modo giusto.
Per i viaggi lunghi di piu' di 3 ore e' indispensabile il cuscino air hawk, che gia' utilizzavo sulla Shadow: i 90$ meglio spesi in vita mia.
Comunque e' inutile girarci intorno: la XR e' tutto fuorche' una turistica. Potrei aggiungere forse un parabrezza (Harley, al modico costo di un rene e di un occhio, ne vende uno staccabile senza attrezzi che pare ben fatto), vedremo l'anno prossimo.Ma credo che non lo comprero', perche' mi piace molto l'assenza totale di turbolenze sul casco e l'aria pura sul casco e sul petto.
Ricordiamoci sempre una cosa, comunque: i limiti delle moto in molti casi sono nella testa di chi le guida: ricordiamoci che Giorgio Bettinelli con la Vespa ci giro' il mondo, mentre tanti con il GS o la Multistrada ci vanno solo al bar.
| Quando feci 4500 km in una settimana su strade magnifiche... |
La XR1200 in citta' o sulle statali
In citta' la moto e' agilissima, nonostante il peso: la seduta infatti ti permette di poggiare il piede a terra senza nessun problema in qualsiasi situazione. Dato il baricentro molto basso e' praticamente impossibile perdere l'equilibrio da fermo, come invece capitava con la Strom.
In citta' c'e' un solo problema, soprattutto d'estate: dal motore si sprigionano temperature infernali. Il fatto che il sedile e il serbatoio siano cosi' sottili vuol dire che i vostri gioielli di famiglia (se siete uomo) o la vostra passerina (se siete donna) verranno arrostiti a temperature da forno. In movimento la cosa ovviamente si risolve, ma basta fermarsi a un semaforo per soffrire come bestie.
Detto questo, quando invece le temperature si abbassano anche solo un pochino, questo tepore puo' essere molto, molto confortante.
Da un punto di vista pratico la XR non ha nulla per facilitarvi la vita: il vano sottosella e' talmente piccolo da non contenere neanche i documenti: ci entra a mala pena un adesivo (non scherzo). Non c'e' un gancio per il casco. Non c'e' un posto dove mettere una catena, o il panino che andate a comprare all'alimentari. Rassegnatevi ad avere sempre un ragno attaccato dietro, e magari una borsa a tracolla, se volete portare qualcosa.
Sulle statali la XR da' il meglio di se'. E' una moto fatta per andare sugli 80 km/h, oppure a passeggio, gustando il paesaggio, proprio come molte nude dai motori enormi.
E per finire qualche applauso e qualche vaffanculo
Applausi a scena aperta
- Per il design della moto, per me una delle piu' belle di sempre.
- Per la posizione di guida: le gambe e la schiena non si stancano neanche dopo molte ore, il manubrio largo vi garantisce un controllo perfetto della moto.
- Per l'elasticita' del motore, che ti permette di riprendere in quinta anche a velocita' molto basse.
- Per gli indicatori di direzione intelligenti, che capiscono quando avete svoltato, e si spengono da soli.
- Per il sound profondamente Harley.
Sonori vaffanculo
- Al materiale plastico usato per il serbatio, che - a causa dell'alto contenuto di etanolo nelle benzine americane - sgalla. E' vero che sgalla in due punti quasi invisibili, ma il punto resta che sgalla. Le Ducati qui in America hanno lo stesso problema, perche' il fornitore dei serbatoi e' lo stesso. Harley ha riconosciuto il problema, e si dice debba presentare un serbatoio diverso da sostituire in garanzia. Vedremo.
- Alla ruggine: inaccettabile che alcune viti si siano arrugginite dopo due mesi, soprattutto in una moto tenuta sempre in garage quando non e' sulla strada.
- Al calore inumano sprigionato dal bicilindrico se si e' costretti agli stop and go tipici della citta'.
- Alle vibrazioni alle manopole che diventano insopportabili al di sopra dei 4-5000 giri.
- Agli specchietti: i bracci degli specchietti sono troppo corti, ed e' impossibile riuscire a vedere qualcosa senza fare contorsioni con le braccia. Il problema e' risolvibile comprando (al modico preddo di un rene e una milza) gli specchietti Harley con i bracci piu' lunghi. Pero' questa cosa mi fa troppo incazzare. E' impossibile che in Harley non se ne siano resi conto, viste anche le dimensioni ragguardevoli dell'uomo medio di Milwaukee, che si presume essere tra gli ingegneri Harley.
- Ai concessionari Harley, che per i tagliandi chiedono il doppio - se non il triplo - di Honda e Suzuki.
E' sempre difficile dirlo con certezza, ma a meno di problemi improvvisi e/o imprevisti, credo che questa moto rimarra' nel mio garage per molto, molto, molto tempo.
09/10/11
Pioggia di foglie
Arriva agognato ogni anno, come sempre, da quando sono bambino: ottobre. Segna l'inizio del periodo piu' bello dell'anno, che da quando siamo negli USA e' ancora piu' bello: un carosello di feste che con Columbus Day (oggi), Halloween, Thanksgiving ti porta in crescendo fino al Natale. Un sabato del villaggio ininterrotto, colorato di giallo e di rosso.
Sono andato a fare un piccolo giro di un paio di giorni in Wisconsin. Cercavo i colori d'autunno. Che dite: li ho trovati?




Sono andato a fare un piccolo giro di un paio di giorni in Wisconsin. Cercavo i colori d'autunno. Che dite: li ho trovati?
22/09/11
Il volto (o quasi) del Demonio
Questa e' per Inazuma (e per tutti quelli che non potevano vivere senza un'immagine del Demonio): in realta' il "graffito" che avevo usato come sfondo per queste foto di Honey Badger, che Inuzuma ha ri-postato ieri sul suo bellissimo blog, c'e' ancora: ci sono passato oggi per controllare. Ecco la prova.

21/09/11
Le donne vanno pazze per le moto (?)
In una commedia uscita qualche mese fa c'e' una scena molto divertente (forse l'unica dell'intero film). I due protagonisti, due individui sposati, tristarelli, sulla quarantina, stanno provando in tutti i modi a rimorchiare, con scarso successo. Alla fine uno ha un colpo di genio, e si presenta in un bar con un casco da motociclista. "Che ci fai col casco", domanda l'amico, "siamo venuti in macchina!". "Chicks dig motorcycles", le ragazze vanno pazze per le moto, risponde l'altro.
Ora: che le donne (alcune donne) vadano pazze per i tipi in moto (per alcuni tipi in moto), e' un dato di fatto un po' ovunque. Ma e' vero che qui negli USA la cosa sembra avere dimensioni diverse rispetto a quanto ho potuto sperimentare in Italia (ma ero parecchio giovane) e in Belgio. In Italia il motociclista ha sicuramente il suo fascino, ma quelli che vanno in moto sono talmente tanti che alla fine l'essere motociclista non e' che sia proprio un elemento di differenziazione. In Belgio il 99% dei motociclisti sono vecchi grossi e rubizzi che girano con vecchie Honda Pan European: sicuramente non uno spettacolo eccitante per le donne.
Qui in America la cosa e' diversa. Ovviamente il mercato si divide in vari settori: c'e' chi preferisce l'uomo Harley, chi preferisce l'uomo con la sportiva. Chi preferisce l'uomo sulla cafe racer. Ma in ogni caso, almeno nel Midwest, l'uomo in moto non e' cosi' presente come in Italia e in Europa. E le reazioni femminili a volte sono al limite dell'imbarazzante.
Nelle ultime due settimane mi sono successe le tre seguenti cose:
- Fermo al semaforo un pomeriggio, giubbotto di pelle, jeans, casco integrale e occhiali di sole (e quindi non c'era modo di vedere se avessi una faccia almeno decente o meno), sono quasi caduto per terra quando una pazza di Greenpeace che era sul marciapiede accanto cercando di convincere la gente a firmare per la protezione delle balene tibetane mi e' saltata sul sedile del passeggero all'improvviso, non invitata, stringendomi e gridando "take me for a ride!!!". Io pensavo fosse una candid camera. E mi sono anche incazzato, perche' come sanno tutti quelli che vanno in moto, la donna che monta dietro senza avvisare e' una delle ragioni piu' comuni delle cadute da fermo...e infatti non so grazie a quali bestemmie sono riuscito a rimanere in piedi.
- Fermo a un altro semaforo, le dieci di sera, due tipe si avvicinano. Una e' visibilmente ubriaca, e barcolla: mi si aggancia al braccio, e biascica un "take us for a ride, we are from Saudi Arabia". Al che pensavo fosse davvero uno scherzo: portaci a fare un giro, siamo saudite??? Cioe': SAUDITE? Ma ziocantante! Questa e' troppa bella. Quando io ho detto che non potevo portarle tutte e due, la risposta della sobria e' stata geniale: "ci puoi prendere a turni". E vi assicuro che i vocaboli inglesi utilizzati erano equivoci come l'italiano "prendere". Ci. Puoi. Prendere. A. Turni. Due saudite. Mah.
- Entro a Walgreen, uno di quei negozi americani che sono principalmente una cosa (una farmacia), ma che sono anche centomila altre cose (alimentari, affita dvd, negozio di vestiti). Prendo una lattina di cocacola, vado a pagare, e la cassiera, asiatica, mi guarda, guarda il casco e dice "that's a big one". Io sorrido, e dico "e' per una moto grossa". E lei: "e cos'altro hai di grosso?".
Sara' l'aria di settembre?
19/06/11
Adunanza
Il mio assoluto disprezzo per le adunanze di massa e le manifestazioni di esaltazione collettiva mi ha sempre portato ad evitare le assemblee politiche di piazza, nelle quali centinaia di migliaia di persone che la pensano tutte allo stesso modo si muovono come indemoniate strillando slogan che risultani barbari indipendentemente dalla bonta' dei contenuti. Per lo stesso motivo ho sempre bazzicato molto poco gli stadi per le partitite di calcio, i club sportivi o intellettuali nei quali l'appartenenza e la lealta' sono misurati dal non avere sfumature di pensiero su un dato argomento, o dal possedere un determinato oggetto.
Questo mio rifiuto si e' esteso sempre anche alla moto: fino al mese scorso non avevo mai partecipato a raduni motociclistici, e quando l'ho fatto e' stato piu' per interesse antropologico (quello di uno straniero che vuole apprendere i costumi della terra che lo accoglie) che per volonta' di sentirsi parte "di un gruppo".
La moto, l'ho sempre detto, e' onanismo. La si pratica da soli.
Pero' quanto un paio di giorni fa Ryan, l'uomo che sussurrava alle motociclette, mi ha invitato a partecipare a un raduno di motociclisti americani che avrebbe coinvolto migliaia di motociclette, ci ho messo un nanosecondo per accettare. Anche perche' il modo in cui Ryan me lo ha presentato non ammetteva defezioni: sara' l'occasione perfetta per vedere un bello spaccato di Americana: migliaia di moto, individui animati da sano e vero patriottismo, il tutto viziato dal tipico ciarpame Harley Davidson. Non puoi non venire.
E infatti sono andato. E se da un lato confermo il piu' profondo disprezzo per queste adunanze oceaniche, dall'altro ho avuto paura delle mie emozioni. 2900 moto in fila per partecipare a una motociclettata di 15 km per celebrare i caduti americani nelle guerre medioorientali, passando per piccoli villaggi del Mid West con centinaia di anziani, bambini, giovani che ti salutano sventolando bandiere dai bordi delle strade. Vecchietti con il loro cappello John Deer e la loro camicia plaid a quadri rossi che vengono a toccarti per benedirti e ringraziarti di ricordare i loro figli e nipoti morti.
No. La mia opinione nei confronti delle adunanze non e' cambiata. Le disprezzo ancora, forse di piu'. Di sicuro pero' capisco meglio come possano dare un senso di appartenenza a individui spesso ai margini della societa'. Ma non nascondo che sentire questa nazione parlare di liberta' contando e celebrando i suoi caduti, fa tutto un altro effetto che sentire De Magistris parlare di "Napoli liberata" dopo la sua elezione. Soprattutto quando ci si trova di fronte a un muro di centinaia di metri, nero come la disperazione dei genitori che piangono i loro figli, ricoperto di nomi di caduti. E si vede un bambino di 5 anni indossare un vecchio gilet di pelle, visibilmente troppo grande per lui, con il nome di un padre motociclista morto in chissa' quale deserto per difendere una parola che da noi De Magistris usa per parlare di Napoli.
Le parole sono importanti. Qui sanno ancora morire per difenderne il significato (o almeno, per difendere quello che loro interpretano come il giusto significato).
Detto questo, c'era davvero una caterva di disadattati e di moto allucinanti. Postero' le foto...
Detto questo, c'era davvero una caterva di disadattati e di moto allucinanti. Postero' le foto...
01/06/11
La mia Honey Badger su Rocket Garage
Orazio di Rocket Garage ha incluso la mia XR1200X Honey Badger sul suo (fantastico) blog. Qui. Se vi piacciono le moto (e in particolar modo le cafe racer), le belle donne (e in particolare poco vestite, e su motociclette) e il Rockabilly, quel blog e' da seguire.
24/05/11
XR1200X Harley: Honey Badger (Il tasso del miele/2)
Perche' si chiama Honey Badger l'avevo spiegato qui. In sostanza, perche' gl'importa una sega di tutto e tutti. E si vede. 4500km in un mese. Ma a Honey Badger gl'importa una sega.



10/05/11
Il Tasso del Miele/1
Il tasso del miele, o mellivora o ratele, e' un mammifero della famiglia dei mustelidi. E' diffuso in Africa, in Medio Oriente, India.
La bestia e' lunga circa un metro, e puo' pesare fino a 15 kili. E' molto robusto, ha l'aria paciosa, ma cattiva, con dei muscoli notevoli. E' spesso definito come il mammifero piu' coraggioso del mondo animale, perche' non si fa problemi ad attaccare briga con animali molto piu' grossi (tipo le antilopi) e/o piu' pericolosi (tipo i cobra). A questo proposito, wikipedia dice che "È noto per la sua abilità nell'uccidere serpenti, e si nutre persino di quelli velenosi. Inoltre possiede una resistenza al veleno di suddetti serpenti; infatti dopo un eventuale morso da parte del serpente, [il tasso del miele] invece di andare incontro alla morte dorme per circa due ore, dopodiché riprende conoscenza e continua a cacciare".
In due parole, come si evince chiaramente anche dalla foto, al tasso del miele gl'importa una sega. Se ne frega di tutto e di tutti, e va giu' ignorante. Non e' un caso che i Sudafricani abbiano dato il nome di questa bestiola a uno dei loro veicoli militari corazzati.
Per capire quanto e' ignorante guardate questo video. In inglese la frase Honey badgers don't care, honey badgers don't give a shit e' diventata un tormentone. (In inglese il tasso del miele si chiama Honey Badger).
Ovviamente c'e' un motivo per cui vi dico queste cose.
13/04/11
La prima cosa da fare quando si aspetta un figlio e' comprare la moto nuova
Quando si aspetta un figlio, si sa, ci sono molte cose da comperare, e molti piani a cui pensare: il lettino, il passeggino, i vestitini, e via cantando. Ma la prima cosa in assoluto che un uomo deve comprare e' la moto nuova. Non per il bimbo, ma per se stesso.
Ora, questa cosa puo' sembrare assurda a molte donne, ma credo che gli uomini mi capiranno pienamente. Pensateci un attimo: e' chiaro a tutti che, dalla nascita del pargolo, i rubinetti delle spese saranno dirottati ad altri tipi di acquisto per i prossimi 20 anni a dire poco. Asili, baby sitter, scuole. E' quindi evidente che se l'uomo proponesse come acquisto necessario dopo la nascita del pargolo quello di una motocicletta, le probabilita' di non suscitare grossi casini in casa sarebbero molto piccole.
Ma non avrai il tempo di guidarla la moto nuova, mi si dira', con un bambino piccolo. Esatto: ed e' proprio per questo che la moto nuova va comprata PRIMA dell'arrivo del pargolo. Per poterla guidare nei prossimi tre mesi. E perche' una volta che e' in garage, sara' comunque possibile prenderla quelle quattro ore al mese di un sabato mattina...la moto e' gia' li', perche' non usarla? Molto piu' difficile sarebbe giustificare l'acquisto della moto DOPO la nascita de pargolo, per un uso che per forza di cose sara' limitato.
Chiarito come l'acquisto della moto prima del parto sia dunque la cosa piu' razionale che ci sia, rimane il problema del quale moto.
Ora, e' chiaro proprio alla luce di quanto detto sopra, che per i primi sei anni di vita del piccolo Tiranno, il tempo per andare in moto sara' molto poco. Per cui i giri in moto saranno brevi, probabilmente le classiche scappate del sabato o della domenica mattina. La moto potra' anche essere utilizzata in citta' o per andare in ufficio.
D'altro canto, e' evidente che per molti anni sara' IMPOSSIBILE andare a fare delle belle vacanze in moto in due con mia moglie. I bei ricordi legati alle vacanze col Demonio Pellegrino rimarranno ricordi, fino a quando il Tiranno potra' venire anche lui guidando la moto sua. Le vacanze saranno in macchina, e tanti saluti al vento.
Per cui, ricapitalondo: una moto per andare a fare le sfogate di mezza giornata, che sia comoda per andare in citta', e non necessariamente una moto atta al viaggio di coppia e a lungo raggio.
In quest'ottica, avevo evidenziato come candidato ideale la Triumph Scrambler. Il cielo ha voluto che la provassi per bene prima di staccare l'assegno, e meno male, perche' e' una moto DI MERDA. Mi ha dato un'impressione pessima, di una bicicletta settata male, con cambio duro, scomoda, e con un on-off da schifo.
Rimangono al momento in lizza due Harley: la Iron 883 nero opaca, che ha un look da paura, e' una moto tranquillona, e mi piace da sempre (e' quella nera nella foto sotto). O la XR1200, una grossa stradale naked a meta' tra una scrambler e una sportiva (quella arancione nella foto sotto), che ho provato l'altro giorno e che mi ha stampato in faccia un sorrisone da ebete che solo la notizia che devo pagare un pacco di tasse allo Zio Sam ha potuto togliermi dopo molte ore.
Il tutto, ovviamente, in nome del futuro figlio. Che dite?

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