Mentro ero via, non ho avuto modo di assistere allo sprofondamento di Napoli - e di quel che restava (poco) del prestigio dell'espressione geografica chiamata Italia - nel suo letame. Ero partito con nelle orecchie le
parole di Calderoli: "
Siamo di fronte ad un Paese che accetta di avere al suo interno un'enclave extraterritoriale, dove le leggi dello Stato non valgono. Ma un Paese che accetta che lo stato di diritto venga fatto rispettare solo in una parte sì e in altre no cessa di essere uno Stato di diritto e cessa, pertanto, anche di essere uno Stato. E quando non c'è più lo Stato di diritto, per alcune aree del Paese, allora è giusto che anche le altre aree abbiano la possibilità di decidere cosa fare".
Al mio ritorno trovo che Calderoli non aveva solo ragione. Di piu'. La questione rifiuti campani sta adesso infiammando altre regioni, obbligate obtorto collo a smaltire rifiuti prodotti altrove, senza nessun corrispettivo economico. Non si tratta di generosità, di dover aiutare il prossimo. Basta. Non si puo' parlare di emergenza rifiuti. Una situazione che dura costantemente da 14 anni non è un'emergenza, ma la normalità. E allora diciamolo chiaramente: questa normalità la si trova solo in quella parte del territorio li'. Basta.
In quale altra area del mondo c'è bisogno di un commissario per l'emergenza ai rifiuti? Altrove i rifiuti vengono smaltiti, non commissariati. E non bisogna andare all'estero per rendersene conto: basta uscire dai confini campani.
Io provo davvero pietà per i milioni di cittadini onesti campani, disperati per la loro situazione. E mi auguro veramente che la loro vita possa migliorare. Pero' dico anche basta. Ha ragione Calderoli. Separiamoci, che ognuno vada per i cazzi suoi. Lo Stato italiano ha fallito. E credo che quest'ultima mirabolante immonda avventura abbia convinto molte persone che quello che dice Calderoli non è un discorso campato in aria.
Il problema è il nome Italia? Ma che se lo tengano! Se pensate che abbia ancora un qualche valore dal punto di vista dell'appeal per i turisti stranieri, vi sbagliate. Ormai all'estero non si parla piu' d'Italia: ma di Toscana, Umbria, Venezia, Sardegna, Sicilia, Roma.
Fate come vi pare, ma basta. Separarsi è meglio.