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07/12/11

Quello che penso del Governo Monti

Ho gia' detto in passato che, data la lontananza, le questioni italiane m'interessano sempre meno. E' chiaro pero' che di fronte a un cambiamento come quello avvenuto recentemente - e che e' sempre in fieri - ho un'opinione ben precisa. La mia opinione si basa sulle mie conoscenze storiche, costituzionali e di diritto. Ed e' questa:

In Italia, un governo democraticamente eletto e' stato spodestato con un colpo di stato ideato dal Capo delle Forze Armate, su precisa richiesta di - e con le modalita' imposte da - potenze straniere (soprattutto Francia e Germania). Il Capo delle Forze Armate, nonche' Presidente della Repubblica, annunciando che non avrebbe mai sciolto le camere, ha poi incaricato persone mai elette a portare avanti riforme imposte da burocrati stranieri mai eletti (la famosa Bruxelles), da Governi stranieri e dai famosi mercati (altri parlerebbero di "poteri occulti). Il Parlamento si trova al momento privo dei propri poteri, ed e' costretto solo a ratificare la volonta' espressa dal Capo delle Forze Armate attraverso il suo governo fantoccio. 

Questo e' quanto. Il fatto che il governo di B. fosse o meno un governo di merda, non cambia di una virgola la questione, cosi' come da me espressa. Si puo' discutere se il colpo di stato fosse o meno opportuno e auspicabile. Ma non si puo' negare ci sia stato, ed esattamente nei termini da me esposti.

La cosa interessante e' vedere come i Sinistri e i cosiddetti democratici, che sempre si sono scagliati contro la presunta tendenza sudamericana e presidenzialista di Berlusconi, non dicano niente di fronte a quello che non si puo' non definire un colpo di stato. Simile in tutto e per tutto a quello accaduti in Algeria e in Turchia in passato, dove un'elite non eletta ha preso il potere impedendo al governo democraticamente eletto di svolgere le sue mansioni.

E questo e' quanto.

26/09/08

Terza gamba

Beh, mica c'è da stupirsi se Sarko ha la famosa terza gamba. Per soddisfare Carla credo sia imprescindibile.

22/06/08

C'etait un rendez-vous

Nel 1976 il regista francese Claude Lelouch realizzo' un film di poco meno di 9 minuti in cui una Mercedes 450 SEL 6.9 guidata da un pilota di cui non si è mai saputa l'identità, percorre le strade di Parigi ad una velocità folle. Il film si chiamava "C'etait un rendez-vous" (Era un appuntamento).

L'auto non si vede mai. Ma una telecamera montata sul paraurti ci fa vedere l'Arco di Trionfo, la Piazza della Concordia, gli Champs Élysées...pedoni superati a velocità stratosferica, semafori rossi bruciati...

Il film, realizzato senza nessun effetto speciale, fu proibito nelle sale, ed è riapparso solo un paio di anni fa. Ed è assolutamente da spezzare il fiato. Vedere una macchina sfrecciare per le strade a quella velocità, con quel rumore (il suono è quello di una Ferrari 275 GTB, che è stato sovrapposto al suono originale della Mercedes in fase di produzione), è pazzesco.

Pare, ma il condizionale è d'obbligo, che la macchina abbia raggiunto i 180km/h di velocità superando pedoni e vecchie Renault...e pare, ma anche qui il condizionale etc. etc., che il pilota sia lo stesso Lelouch...

In ogni caso, godetevi il video. Meraviglioso. Se vi rompete le scatole partite almeno dal minuti 8, cosi' vedete perché il pilota fa tutto sto casino...


02/02/08

La conferma di due luoghi comuni

Crescendo, ho sempre pensato che la maggior parte delle hostess fossero delle gran porcone, almeno in potenza (primo luogo comune) e che le francesi fossero anch'esse delle gran porcone (secondo luogo comune). Certo, sono generalizzazioni, per l'amor di Dio...

Pero' questo video di un hostess francese che si spoglia nella cabina di pilotaggio sembrerebbe dimostrare che a volte i luoghi comuni hanno un fondamento. (Chi capisce il francese noterà anche l'accento a porcona e le porcate a porcona che la presunta porcona dice...)

Ah, dimenticavo: speriamo che Air France compri presto Alitalia.

19/10/07

Ce n'etait plus possible, dice

Come avevo già scritto qui, Sarkozy e la moglie hanno ufficialmente divorziato. Lei in un'intervista dice che non ce la faceva più, che in realtà è una donna riservata e che la vita pubblica non le si addice. Che Iddio ti perdoni, donna...Quando te ne sei scappata negli stati uniti nel 2005 con un altro pero', questo ti si addiceva, nevvero? Quando non sei andata a votare per tuo marito alle presidenziali, questo ti si addiceva, nevvero? Quando hai detto tu, moglie del presidente francese, che eri fiera di non avere una sola goccia di sangue francese nelle vene, questo ti si addiceva?

Che me ne frega, direte voi? Perché ne sei cosi' ossessionato? Perché Cecilia è il caso di scuola di come una donna possa rovinare la vita di un uomo, rendergliela un inferno.

Sto cercando di trovare parole per descrivere questa donna. Basta guardarla in faccia per capirne il potenziale distruttivo. Mi vengono solo in mente offese pesanti. Quindi meglio chiuderla qui.

15/10/07

Sbattila fuori, Sarko

Alla fine si sono lasciati. Era nell'aria. Ci sarebbe da scrivere libri sulla sfiga che accomuna i leader del centrodestra europeo con le mogli. Per quanto Veronica Lario sia da prendere a schiaffi dall mattina alla sera per come si comporta con il marito, Cecilia Sarkozy la supera.

Per chi non lo sapesse, ecco un piccolo riassunto. Cecilia era sposata ad un noto personaggio dello spettacolo francese prima di sposare Sarko. Anzi, era la migliore amica della moglie di Sarko. Sarko aveva addirittura officiato le nozze tra lei e il marito, in qualità di sindaco. Andavano in vacanza insieme a doppia coppia, come fanno molte coppie. Hanno figli dai rispettivi sposi.

Poi il colpo di fulmine. Sarko perde la testa. Lei pure. A lui dura tutt'ora. A lei no. Lasciano marito e moglie, e si mettono insieme. Pensate alla tragedia di una situazione cosi'. Comunque tanto di cappello, hanno le palle di farlo e vanno avanti.

Il problema e' che Cecilia non si calma. Nossignore. E rischia di rovinare pesantamente l'immagine di Sarko. Prima delle elezioni presidenziali se ne va in America con un amante piu' giovane (pare, si dice, non si sa). Sarko si dice che la vada a ripescare e se la riporta a casa. Tutto bene? Neanche per sogno. Alle presidenziali non va a votare. Tuo marito si candida alle elezioni presidenziali e tu non vai a votare. Non appare al discorso dopo la vittoria. Negli Stati Uniti rifiuta all'ultimo momento l'invito a casa dei Bush per una laringite (salvo poi andare a fare shopping il giorno dopo). Dichiara di essere fiera di non avere una goccia di sangue francese (e' mezza rumena e qualcos'altro). Lei, la moglie del presidente piu' gollista dopo De Gaulle.

Sarko, dammi retta. Stai meglio senza.

08/10/07

I Decrescenti

Torno da un simpatico weekend a Parigi. Sono stato graziato da un tempo magnifico, e soprattutto dall’ospitalita’ di una cara coppia di amici che molto convenientemente abita nel quartiere dei Marais. Convenientemente per me, perche’ il marais e’ uno dei quartieri piu’ belli di Parigi, molto trendy.

A parte la bellezza della citta’, i miei ospiti mi hanno informato dell’esistenza di un nuovo fenomeno sociologico, quello dei “décroissants”. Ora, magari il fenomeno non è nuovo, ma sicuramente il fatto che sia riconosciuto con un nome apposito lo è.

Di cosa si tratta? I décroissants (che potremmo tradurre con “decrescenti”) aspirano a ridurre il piú possibile il loro impatto ambientale, rifiutano i ritmi della societa' moderna e aspirano ad un ritorno alla natura (perche' non se ne vanno in campagna, dico io?). Come lo fanno? Non comprando i pannoloni per bambini usa e getta, per esempio, ma usando i vecchi panni riutilizzabili e lavabili. Oppure non comprando vestiti decenti, ma vestendosi non di stracci, ma quasi. Oppure non comprando giocattoli di plastica ai bambini, ma guardando nei cassonetti se si possono trovare vecchi giochi che altri hanno buttato.

Sbaglierebbe chi pensasse che i décroissants siano poveri. Non lo sono affatto. Anzi. Il punto dell’essere décroissant sta proprio nel poterlo non essere, e nello scegliere di esserlo.

E’ vero che la Francia non è nuova a questo tipo di cagate. Un paio di anni fa mi pare di ricordare che i figli dell’alta borghesia francese passavano un paio di notti al mese con dei barboni sotto i ponti per protestare contro la mancanza di alloggi per i barboni stessi. L’utilità della cosa mi è sempre risultata dubbia: se vuoi risolvere il problema dell’alloggio dei barboni, non andare sotto i ponti con loro, ma al limite portatene uno in casa per un paio di giorni…ma no, questo non farebbe notizia.

Però il fenomeno decrescente non e' solo francese. Alcuni sostengono che circa il 20% della popolazione americana è decrescente (e mi pare una cazzata, perché mi devono spiegare come sono arrivati a questo numero), e che cira 10 milioni di persone in Europa seguono il verbo decrescente.

E non dubito che a breve il decrescentismo arriverà anche in Italia, se non lo ha già fatto. Diamogli un anno al massimo e stai sicuro che ce l’avremo anche noi...

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