Visualizzazione post con etichetta personale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta personale. Mostra tutti i post

06/03/10

A cavallo di draghi che non significano un cazzo

Capita di riascoltare canzoni imparate a memorie vent'anni fa. Capita di ripensare a quanto quei testi ci sembrassero pieni di significato. Si ricordano le emozioni provate a cantarle insieme a quella ragazzina di 16 anni che ci permise di allenarci per diventare dei maghi nello slacciare reggiseni con una mano sola, tanto da meritarci il soprannome di Kris Kros.

Capita di riascoltarle ora, a 36 anni, in macchina mentre si va al lavoro un anno dopo l'inizio dell'ennesima nuova vita, quella giusta, pare. E capita di capire finalmente, e senza nessuno dubbio, che frasi come "a cavallo di un drago, la tentazione non puo' far male", frasi sulle quali si e' fantasticato per anni, non vogliano dire assolutamente un cazzo.

28/11/08

Livido amniotico - Ghost in the shell

Quante volte, cercando un video di un qualche cantante su youtube, si trovano robe assurde, fatte in casa, con le immagini che non hanno niente a che fare con la canzone che si è appena cercata? 

Beh, direi che in questo caso il lavoro è stato perfetto. Stupendo. 

18/08/08

Il boxer come strumento di avanzamento di carriera

Un paio di giorni fa ho letto un articolo su un giornale americano a proposito del fenomeno Phelphs e dei nuovi costumi a tuta intera. La giornalista si lamentava del fatto che ormai i nuovi costumi super tecnici rovinano di molto il piacere che le donne provavano fino a un paio di anni fa nel vedere i bei corpi in slip dei nuotatori.

L'articolo chiosava dicendo che ormai se uno porta lo slip in spiaggia puo' essere tre cose:
A- gay;
B- Europeo (e quindi nell'ottica americana, sessualmente mezzo depravato);
C - Sessualmente depravato, senza bisogno di essere europeo.

Ho riflettuto sul fatto che quest'anno sulla spiaggia italiana, sia in Sardegna sia in Toscana, mi pare ci sia stato un revival dello slip, di cui io stesso sono stato (brevemente) protagonista. Non mettevo uno slip come costume da bagno da quando avevo 13 anni. Ma quest'anno, me ne sono comprati un paio, uno nero e uno verde. Pensavo di fare l'eccentrico, e invece arrivo in spiaggia e noto che la stragrande maggioranza delle persone sono proprio con lo slip. Strano.

Ho resistito poco, in ogni cqso. Scomodità e strippamento di palle (letterale) vario mi hanno spinto a ritornare al caro vecchio boxer dopo un paio di settimane.

Oggi leggo un articolo su un settimanale americano nel quale, tra i consigli per evitare di fare passi falsi con il capo, quando questi t'invita magari a casa sua in piscina, si dice assolutamente di evitare gli speedo, per non sembrare un molestatore pedofilo o un pederasta.

Mi tranquillizzo. Il mio periodo depravato è durato solo due settimane. Ora sono nuovamente perfettamente in linea con le politiche aziendali americane, e ho un futuro radioso di fronte a me. Pericolo scampato.

27/07/08

Diete Allegre

Quando uno dimagrisce come ho fatto io, che sono passato da 94 kili di simpatica rotonidità a gennaio a 81 kili di muscoli guizzanti (vabbe' dai...suppergiù) in 7 mesi (ebbene si', a me la weight watcher mi fa una bella sega), la gente commenta. E i commentatori si possono dividere in varie categorie:

Quelli/e che commentano veramente contenti per te: Li riconosci, ti sorridono anche con gli occhi, ti fanno i complimenti, ti dicono che sei un figone, ti chiedono come hai fatto, ti mettono la lingua in bocca, nelle orecchie, le mani sulla fava...sono davvero interessati...Molto spesso questa categoria è alquanto ridotta (purtroppo), numericamente parlando: la famiglia (e neanche tutta, diciamo i genitori...ma neanche tutti...diciamo la mamma), alcuni amici intimi, alcune persone grassottelle che vedono in te qualcuno che ce l'ha fatta, e che quindi ti guardano felici perché sei la prova che possono farcela anche loro. Se ce l'ha fatta lui, cazzo...

Quelli/e che ti fanno i complimenti, ma che in realtà gli rode il culo. Potendo, t'infilerebbero un tubo in gola, come tu fossi un'oca alla quale far scoppiare il fegato per ricavarne un buon fois gras...Vogliono che tu riprenda il tuo peso. Ti dicono che si', stai bene, ma oh signora mia, dimagrire cosi' tanto in cosi' poco tempo...è chiaro che i kili li riprenderai tutti, a meno che tu n'abbia l'aids...Anzi, di piu': i muscoli si trasformeranno in grasso, per cui in capo a sei mesi sarai più stronzo e grosso di prima. Non te lo dicono. Ma ti raccontano la storia dei loro cuggggggini, che una volta sono andati a letto e pesavano 75 kili e poi si sono svegliati e pesavano 95 e poi sono morti. Questa categoria è abbastanza affollata: grassottelli che hanno cercato per anni di dimagrire, senza mai farcela, grassottelli che ce l'hanno fatta a dimagrire, ma poi hanno ripreso tutto e subito, obesi, invidiosi di natura, sfigati di varia umanità.

Quelli che ti dicono che in realtà potrai anche essere dimagrito, ma comunque magro non sei. Questi sono i più pericolosi, perché sono quelli che ti mettono di fronte alla realtà delle cose. Si', hai perduto 13 kili. Si', stai meglio. Si', sei più in forma di prima. Ma non sei ancora dove dovresti essere. Sei ancora lontano non dico dalla perfezione, ma dalla mediocrità della salute. E tu ci rifletti, e scopri intimamente che hanno ragione. E allora stai li' li' per cedere e riaprire quel barattolo di nutella che a novembre scorso ti ha accompagnato nel tuo viaggio d'ingrassamento, quando ogni pomeriggio, tuo fidato amico, si faceva toccare, e leccare, ed amare in ufficio. Ma no. Resisti stoico fino alla fine. Perché sei un uomo nuovo.

Ma il vero problema è che mancano le motivazioni per continuare. Dammi un obiettivo, e sono uno schiacciasassi, lo raggiungo con massimo impegno. Ma raggiunto l'obiettivo, me ne devi dare un altro che non sia semplicemente "il mantenimento". Altrimenti si risfanga.

A meno che...a meno che tu non entri in un negozio di sabato, durante i saldi, e veda un impermeabile Allegri da 600 Euri scontato del 70%. Ti guarda, e ti dice "sono tuo". Tu guardi la sua taglia, e gli dici che non siete compatibili: per una volta puoi dire che ce l'hai troppo grosso. Ma lui insiste. Toccami, entrami dentro e saro' tuo. Tu cedi. Te lo provi, anche se la 48 non te la mettevi da quando, nel lontano 1991, celebrasti la maturità.

Te lo provi e scopri che secondo Allegri sei ormai una taglia 48. E queste si', sono motivazioni, altro che l'abbassamento del tasso del colesterolo!!!

08/07/08

Comunicazione di servizio

Sto provando a cambiare piattaforma al blog, passando a un qualcosa che mi dia meno problemi dell'attuale. Per cui i post potrebbero diradarsi un po' nei prossimi giorni.

Se non ci riesco (o meglio, se l'anima pia che si è offerta di aiutarmi aggratis non ci riesce), oppure se dovessi avere problemi nel trasferire l'archivio dei post su quella nuova, allora riprendero' a postare senza problemi qui sulla vecchia piattaforma.

Il tutto dovrebbe comunque risolversi ben prima del compleanno del Demonio Pellegrino, il prossimo 3 Agosto. Anzi, in realtà spererei di essere di nuovo online già da metà della settimana prossima...ma vedremo.

02/07/08

La teoria delle formiche

Questa teoria delle formiche l’ho formulata da un po’ di tempo. Dapprima – come ogni grande teoria metafisica – è stata derisa e ridicolizzata da coloro ai quali l’avevo esposta. Gli stessi che però, adesso, hanno avuto modo di rifletterci bene e di capire che in realtà è una teoria molto valida.

Ve la spiego.

Molti anni fa lessi un articolo sul Corriere nel quale si spiegava come le formiche fossero incommensurabilmente più forti degli uomini, fatte le debite proporzioni. Non mi ricordo i dati esatti, ma si diceva roba del tipo che una formica puo’ trasportare delle cose (molliche, sassi) 10, quindici, venti volte il proprio peso, come se un uomo potesse tranquillamente trasportare un’automobile, o un camion.

E soprattutto si diceva che le formiche potessero percorrere distanze molto più grandi rispetto a quanto possa fare l’uomo, sempre facendo le debite proporzioni: in pratica, è un po’ come se l’uomo, ad andatura normale, potesse coprire in due secondi tutta la lunghezza di un campo da calcio. Per cui, si diceva, la formica aveva insita nella sua natura la possibilità di viaggiare distanze molto più grandi rispetto a noi.

Quando lessi questa cosa era un periodo in cui viaggiavo spesso per lavoro. Inutilmente. Prendevo aerei da Bruxelles a Bucharest per una riunione di un’ora, poi tornavo a Bruxelles e prendevo il treno per Londra per una riunione di due ore, e poi andavo direttamente a Parigi sempre in treno. Sembra figo, eh? Non lo era.

Mi misi a pensare al fatto di come ormai si fosse andati troppo oltre i nostril limiti naturali. Si potrebbe dire che se Iddio (o l’evoluzione di Darwin, come volete voi, tra l’altro le due cose non sono incompatibili secondo me) ci ha dato una certa capacità di movimento, una certa rapidità di spostamento, c’e’ un motivo. Ma senza essere fatalisti, riflettiamoci un attimo:

  • Davvero è’ intelligente prendere il Thalys e andare a Parigi per una riunione di due ore? Tornare a Bruxelles e il giorno dopo andare di nuovo a Parigi per un’altra riunione?
  • Davvero fa figo andare un fine settimana lungo a NY per lo shopping natalizio?
  • Davvero è necessario prendere l’aereo di andata/ritorno per Barcellona ogni settimana per una riunione di un’ora?

No. No. E no.

La mia teoria delle formiche, che più che una teoria è una proposta di vita, prevede che si rifiutino stupidaggini di viaggio che ormai ci sembrano naturali, ma che naturali non sono.

Tutto questo è vero soprattutto nel campo lavorativo. Con viaggi assurdi per motivi inspiegabili e francamente al di là di ogni logica. Certo, anche il mio tornare così spesso in Toscana con Ryan Air va contro la teoria delle formiche, me ne rendo conto. Sono un ipocrita. Pero’ mi chiedo se non sarebbe opportuno tutti fare un passo indietro.

Riscoprire il valore del viaggio. E delle comunicazioni importanti. Davvero la mia presenza a Parigi è necessaria? Davvero una videoconferenza non potrebbe essere la cosa migliore?

Il tutto ovviamente si colloca in un discorso più ampio, di riscoperta del proprio ritmo. Soprattutto – ma non solo – al lavoro.

30/06/08

Osservazioni sovversive in ordine sparso

  • In Italia questo fine settimana ha fatto un caldo becco (anche in Belgio, ma da domani, ovviamente, pioggia). Bene. Finalmente. Mi chiedo come facevo nella mia vecchia cameretta anni fa senza il condizionatore. Mi chiedo se sia vero che faccia più caldo ora rispetto a 10 anni fa. Mi dico che in ogni caso gli ambientalisti che non vogliono che accenda il condizionatore se ne devono andare affanculo. O me lo devono puppare. A scelta. E mi dico che anche se la mia non è una posizione scientifica molto valida, è sicuramente una posizione ragionevole.
  • Sempre e solo Spagna merda. Per sempre.
  • (Anche Livorno merda, ma questo passa in secondo piano per il momento).
  • La spiaggia dove vado io, l'oasi naturale di Marina di Vecchiano, si è un po' trasformata: ci sono parecchi uomini vecchi e sfatti con giovanissime bulgare e rumene e insomma donne dell'est. Mi chiedo se tutte siano davvero innamorate. Mi chiedo se tutte siano davvero solo delle puttane. Probabilmente la verità, come in molte cose, sta nel mezzo.
  • Se hai cinquant'anni, sei grassa, e sei anche parecchio brutta, non è il caso che tu ti metta in topless.
  • Se solo fossi un po' meno pauroso delle conseguenze giuridiche, mi lancerei in una lotta senza quartiere contro autovelox, vigili urbani e soprattutto ausiliari del traffico. Immagino un mondo di guerrigilia dove le categorie di cui sopra vengano rincorse per le strade e picchiate senza pietà. Immagino roghi stupendi dove assessori al traffico e all'urbanismo bruciano insieme ai comandanti dei Vigili, novelle streghe, in fuochi alimentati dagli autovelox. Immagino espropri proletari dove le categorie di cui sopra vengano private di ogni loro bene. E mi chiedo: sarebbe davvero un mondo peggiore di quello in cui viviamo?

25/06/08

Desideri

Avendo un budget illimitato, queste sono gli oggetti del mio desiderio motociclistico che finirebbero immediatamente nel mio garage. Stiamo parlando di moto in produzione, non di moto lontane nel tempo di moto non ancora in produzione, altrimenti le scelte sarebbero altre.

Desiderio No. 1: Confederate B120 Wraith.
Personalmente la ritengo l'unica modo capace di trasmettere al primo sguardo quel misto tra sensualità e motori a cui tutte le moto più o meno aspirano. Non l'ho mai guidata, non è commercializzata in Italia, e costa sui 75mila Euri. Per cui rimmarà un sogno. Ma se potessi...

Fonte foto: Confederate


Desiderio No. 2: Moto Morini Granpasso
Desiderio molto più abbordabile, sui 13.000 Euri se s'includono vari accessori (borse da viaggio, paramotore...). La moto che ha saputo regalarmi più emozioni semplicemente guardandola dal vivo. La moto ideale per i viaggi da soli o in coppia (ripeto: il motociclismo è onanismo, il passeggero è il male). Mi conosco. So che prima o poi sostituirà la mia brava ma insulsa V-strom...assolutamente con il telaio rosso e le sovrastrutture bianche...

Fonte foto: Motoblog



Desidero No. 3: Harley Davidson Nighster
Dal vivo, nella versione verde militare/nero opco, porta via il fiato. L'assenza del faro posteriore, inglobato nelle freccie, è geniale. Un tocco di classe. Sella rigorosamente monoposto, per delle lunghe cavalcate a velocità assolutamente civili, su strade con non troppe curve. Con i suoi 10000 Euri di costo è abbordabile. Ma anche la più inutile. Ma già parlando di utilità siamo sulla strada sbagliata...

Fonte foto: Motoblog e Motorbox


Desiderio No. 4: Triumph Bonneville
Una moto dal design immortale. Presentata per la prima volta nel 1959, la nuova Bonneville dimostra pienamente come Triumph abbia saputo fare quello che a Moto Guzzi non è riuscito. Reinventare i suoi classici, attirando tutta una nuova serie di clienti. Anche in questo caso so che questa moto sarà mia.

Fonto foto: Triumph




24/06/08

Il biliardino di Veltroni

Quando Veltroni e i Sinistri lanciano strali contro Berlusconi e il governo dicendo che se faranno questo o quello il dialogo s'interromperà, sembrano scordarsi che le elezioni le avrebbe vinte Berlusconi...

Mi ricodano molto una situazione in cui mi sono trovato quando ero bambino. I miei mi avevano regalato un biliardino, avro' avuto 7-8 anni. Il problema è che per giocare a biliardino devi essere almeno in due...e mia sorella era appena nata, per cui nisba. Mio padre non aveva molta voglia di giocare quando tornava a casa, per cui niente.

C'era un compagno delle elementari, Andrea, che all'epoca mi stava già molto sui coglioni. Ma viveva nel palazzo accanto, per cui alla fine lo invitai a giocare. La prima partita vinsi subito, 10 a 2, mi pare. E lui - che sapeva che senza di lui non avrei potuto giocare - mi disse che o lo facevo vincere SEMPRE, oppure se ne sarebbe andato.

I primi due giorni andarono cosi', con io che arrivavo sul 9 a 0 in tutte le partite e poi lo lasciavo vincere 11 a 9. E lui che poi andava a scuola a dire che mi aveva battuto e gne' gne gne gne gne.

Il terzo giorno, alla prima partita, lo battei 10 a 0. Lui mi urlo' "Cosi' non vale!!!!" - frase che ogni bambino avrà detto almeno 1000 volte nella vita - e fece per rompere il biliardino. Io mi ricordo distintamente che gli andai di fronte, gli sputai in faccia e lo presi a sberle.

Ovviamente rimasi in castigo per una settimana. Pero' che soddisfazione!

Per cui Berlusca, vai tranquillo: sputagli in faccia e prendili a sberle. Tanto lo hanno già fatto gli elettori.

21/06/08

Stordimento motociclistico

Ieri, alla ricerca di uno stordimento fisico che annientasse i miei desideri e i miei pensieri, sono saltato sulla Mana per un lungo giro attorno alla città di Gent. Le mie ginocchia hanno subito trovato posto negli incavi della moto, come le mani sui fianchi di una donna. Clarabella mi ha accolto borbottando allegramente con il suo motore potente, ma gentile. E mi ha subito fatto capire che non avrei dovuto preoccuparmi di niente, che si sarebbe fatta carico lei di tutto. Io dovevo solo andare. E sono andato.

70km di autostrada per arrivare al punto di partenza, a 120 km/h, con il ronfare sordo del motore. Un itinerario poi di 140Km su stradine strette di campagna, spesso sconnesse, su ciottoli, e ancora 70km di autostrada per tornare a casa.

Un solo stop di 10 minuti per la benzina, e un altro per mangiare una banana. Per il resto, 5 ore ininterrotte di moto, con l’obiettivo chiaro di riuscire a svuotare il cervello per riempirlo di vuoto. Con la scelta precisa di non mangiare, affinché la mente dovesse occuparsi anche della sensazione di fame fisica, e avesse meno risorse da dedicare ad altro.

E’ un gioco di strategia, ma alla lunga si puo’ vincere, si puo’ arrivare ad un punto dove l’unico elemento che occupa la mente è la posizione del piede sulla pedana, la posizione del corpo rispetto all’asfalto, il desiderio di piegare veloce, per capire se i tuoi limiti arrivano prima di quelli di lei, toccare le pedane per terra, consumare la ruota sui bordi. Anticipare sempre di più il momento in cui spalancare l’acceleratore in uscita di curva, fino a sentire la ruota posteriore sbandare, e vederla quasi affiancarti sulla sinistra...Come fare sesso brutalmente, senza sentimento, con lei che ti lascia fare perché sa che comunque non le farai del male. Che ti fermerai un attimo prima.

La strada, come tutto ormai in questo paese, è stata avara di emozioni: il percorso che avevo caricato sul GPS da un sito di motociclismo belga si chiama “La strada dei mulini ad acqua”. Su 140 km c’era un mulino solo, e neanche un attraversamento di un canale. La profonda mediocrità di questo paese m’incupisce sempre di più. E mi stupisco per il mio stupore.

Ma ieri l’obiettivo non era paesaggistico. Ho fatto pochissime foto, non mi volevo fermare. Non volevo pensare. Anche pensare di dovermi fermare mi disturbava. Contava solo lo strada come strumento di annichilimento. Fino al ritorno in autostrada, stavolta rabbioso, 150, 160, con l’aria che finalmente mi dava quello stordimento che cercavo, dopo molte ore. E con lei che sussurrava che forse stavo esagerando...che certo se volevo potevo chiederle di più, ma che forse, per oggi, era meglio tornare a casa.

Casa?

20/06/08

Tempesta

Una canzone che non esce dalla testa. Una sonnolenza improvvisa. Una vertigine. Un venerdi' sera che non passa, un sonno che, incompatibile con il senso di spossatezza profonda, non arriva, una pioggia sottile che riflette e allo stesso tempo condiziona l'umore.

Conversazioni origliate a cena, già sentite, già dibattute. Dieci, cento, milioni di volte. In anni che forse sono dieci, forse sono mille, ma sembrano appartenere ad altri. E l'immagine chiara, nitida: tirare la tovaglia, scaraventarla a terra, prendere a sberle metà dei commensali, risvegliarli dal torpore in cui sono caduti. Dal torpore in cui si è caduti.

Le porte sbattono chiudendosi, e non ci sono chiavi. E quelle che c'erano non le trovi o non aprono un emerito cazzo.

E una moto ferma, coperta da un telo del tutto incapace di proteggerla dalla pioggia, dai topi, dal fetore dei gatti. Triste anche lei, accusa chi di dovere per la scelta "perché qui, perché non altrove dove puoi godere di me? Di me che ti appartengo, di me che sono tua e che solo posso essere tua?". No. Non adesso, Clarabella. Non stasera. Stasera si va a piedi, che l'equilibrio per poter uscire con te stasera proprio non ce l'ho.

Ti potrebbero interessare anche questi post qui:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...