19/12/08
Decadenza in salsa bruxellese
Sono il solo italiano, e so già cosa devo aspettarmi.
Cominciare dagli uomini, sempre: questa è la regola. E parlare di politica, subito. Un italiano che conosca la politica belga è una rarità. Un italiano che conosca la politica belga, e si schieri dalla parte dei fiamminghi nella diatriba ridicola che li oppone ai francofoni è un caso più unico che raro.
Mi conquisto subito la loro simpatia. Potrei anche farne a meno: gli uomini fiamminghi hanno imparato a temere il fascino che il Toscano ha sulla donna delle Fiandre da mezzo millennio a questa parte, e non oppongono resistenze. Saggi fiamminghi. Lo vedo nei loro occhi, nei loro gesti d’intesa: posso scegliere quella che voglio. Si limiteranno a competere per quelle che scarto io, loro.
Come sempre, quando sono attorniato da donne fiamminghe, alla fatidica domanda “where are you from?” non rispondo “Italy”, ma “Tuscany”.
Un dettaglio, direte? Oh, no, miei cari amici. Tutt’altro.
Vedere gli occhi cerulei della cerebrolesa di turno spalancarsi di fronte al sogno ad occhi aperti di una villa in toscana, con i girasoli che fanno da contorno a una notte romantica, e un concepimento toscano del figlio tanto voluto, e un casolare contadino li’ vicino, mi provoca sempre un piacere malvagio. Non mi chiamo Demonio per niente.
Attendo impaziente. So già la frase che verrà pronunciata da quella bocca Nordica dalle labbra chiare, non appena l’immagine della perfezione toscana si sarà formata nella sua testolina. “Oh”, dirà rapita, con voce tremante, “I love Tuscany”.
Ho già vinto. Ma non c’è gioia nella mia vittoria a tavolino.
Mi siedo comunque accanto alla donna diafana di mille dipinti. Sono svogliato, stasera. Vorrei essere altrove, non importa dove. Il suo profumo però, Jardin Clos di Dyptique, mi riporta alla realtà. Tentenno un attimo: se le dicessi subito “adoro Jardin Clos di Dyptique” le rovinerei la vita per sempre…non smetterebbe mai di sognare di me. Sono pochi i fiamminghi capaci di riconoscere un profumo che non sia quello dello sterco delle loro fattorie. E quei pochi non avrebbero l’ardire di farle un commento del genere. Non prima di essersi ubriacati di birra e averle ruttato in faccia.
Ma rinuncio. Stasera mi sento buono. Natale è vicino. Perché rovinarle la vita?
Mentre mi compiaccio della mia bontà, però, e intrattengo una conversazione minima, per tenerla a bada, la stolta commette un errore. Mi mostra tutto il vuoto della sua mente. Un vuoto profondo, che viene subito riempito dal mio disprezzo, altrettanto profondo.
Per cui, alle sue parole “Quello che mi piace della Toscana è il fatto che ci sia l’Oceano e ci siano le Alpi”, decido che la mia pietà nei suoi confronti è immeritata. L’Oceano. Le Alpi. In Toscana.
Mi avvicino, la guardo negli occhi. Vedo il rossore fare capolino prepotente sul suo decolleté, e le sue splendide lentiggini, mentre aspiro con aria rapita il suo profumo... “Jardin Clos di Dyptique”, dico “...sublime”.
07/09/08
Blade runner di ostriche
20/06/08
Tempesta
Conversazioni origliate a cena, già sentite, già dibattute. Dieci, cento, milioni di volte. In anni che forse sono dieci, forse sono mille, ma sembrano appartenere ad altri. E l'immagine chiara, nitida: tirare la tovaglia, scaraventarla a terra, prendere a sberle metà dei commensali, risvegliarli dal torpore in cui sono caduti. Dal torpore in cui si è caduti.
Le porte sbattono chiudendosi, e non ci sono chiavi. E quelle che c'erano non le trovi o non aprono un emerito cazzo.
E una moto ferma, coperta da un telo del tutto incapace di proteggerla dalla pioggia, dai topi, dal fetore dei gatti. Triste anche lei, accusa chi di dovere per la scelta "perché qui, perché non altrove dove puoi godere di me? Di me che ti appartengo, di me che sono tua e che solo posso essere tua?". No. Non adesso, Clarabella. Non stasera. Stasera si va a piedi, che l'equilibrio per poter uscire con te stasera proprio non ce l'ho.
06/06/08
30/05/08
Ma non erano fascisti?
Quest'intervista merita, perche' la rabbia di questo Ernesto (che nel frattempo si e' costituito), le cose che dice, non hanno colore, e fanno capire molto di quello che accade non solo nelle periferie italiane (nel mio quartiere a Bruxelles risse tra immigrati e locali sono ormai all'ordine del giorno...)
Aggiornamento: leggo che pare che tra i famosi fascisti della spedizione punitiva ci sia anche uno "de colore", che, come gli altri, ne ha le palle piene di vedere il quartiere dove vivono devastato dalla delinquenza.
Allora, cara sinistra, che famo?
25/05/08
Ma chi se le mette?

Ho sentito il bisogno impellente di fotografare questa bella...ehm...scarpa? Ma chi si mette ai piedi a un abominio del genere? E chi se le compra, visto che costeranno anche un pacco, considerando il negozio.
Avrei voluto dar fuoco al negozio. Per principio.
14/02/08
Capire Bruxelles

Bruxelles è anche questo: le direzioni cambiano e le distanze variano a seconda che a misurarle siano i valloni che parlano francese o i fiamminghi che parlano olandese.
E il problema è che a volte sono sbagliate tutte e due. La prima volta che tornai in macchina dall'aeroporto di Bruxelles verso il centro mi persi. Non ci potevo credere. Eppure ero sicuro di aver seguito le indicazioni per Bruxelles...
E infatti avevo fatto proprio quello. Solo che quando si vuole tornare a Bruxelles dall'aeroporto, NON bisogna seguire le indicazioni per Bruxelles, ma per Luik. Ovvio. Ma anche no.
19/10/07
Riscaldamento climatico???? Dove, esattamente?

10/10/07
Islam a Bruxelles
Qui troverete un bel video con un'intervista alla scrittrice, ma soprattutto alcune immagini riprese nel quartiere di Molenbeek, non troppo distante da casa mia.
Tralascio ogni commento.
30/09/07
Resistere, Resistere, Resistere
Ma stamattina ho ceduto. Con 16 gradi in casa e una situazione come quella indicata nella foto qui sotto (9 gradi esterni) ho accesso il riscaldamento. Dopo l'estate più piovosa e fredda a Bruxelles da quando ci vivo - e vi assicuro che negli ultimi 10 anni non è che l'estate qui fosse tipo Florida - ho ceduto.
Domanda: ma il riscaldamento globale dove cazzo è?
26/09/07
Dati alla mano: i blocchi del traffico PEGGIORANO la qualita’ dell’aria
Domenica scorsa a Bruxelles e in varie altre città del Belgio il traffico era vietato per la “domenica senza auto”. Un’iniziativa che ho sempre ritenuto non solo profondamente lesiva dei diritti delle persone (se mi obblighi a non utilizzare la mia auto per un giorno, rimborsami le tasse di circolazione per quel giorno, Stato bastardo!), ma anche inutile. Ne avevo parlato qui.Adesso ci sono le prove che i blocchi del traffico sono addirittura dannosi. L’Agenzia Interregionale Belga per l’ambiente ha pubblicato i dati sulla qualità dell’aria nelle città belghe dove c’è stato il blocco del traffico. Vediamo i risultati.
Domenica 16 settembre (con le macchine che circolavano) la qualità dell’aria ad Anversa era di indice 4 (in una scala da 1 a 10 dove 1 indica qualità ottima e 10 pessima). Lo stesso indice di domenica 23, quando le auto non circolavano. Indice peggiore di quello di domenica 9, quando, pur con le macchine in circolazione, l’indice era 3. Domanda: a cosa è servito vietare le macchine, se il risultato è uguale o peggiore di quando le macchine circolano?
Non solo. A Bruxelles l’assenza di macchine ha causato un calo notevole dei livelli di monossido d’azoto. Cosa buona, direte voi? A sentire l’esperto, Olivier Brassseur, intervistato in questo servizio della televisione belga pare di no. Perché il monossido d’azoto emesso dalle automobili, distrugge l’ozono. E se non ci sono macchine, c’e’ meno monossido di azoto, e di conseguenza c’e’ piu’ ozono. E infatti il livello di ozono domenica scorsa, senza macchine, era molto più elevato di quello di una normale giornata di traffico. Il giornalista parla di “effetti perversi” del blocco del traffico.
Facciamo un riassuntino dunque, dati alla mano:
- La giornata senza macchine non ha avuto NESSUN EFFETTO misurabile sull’indice complessivo della qualità dell’aria delle città coinvolte, che è rimasto ai livelli di sempre e in alcuni casi è pure peggiorato.
- L’assenza dei veicoli sulle strade ha ridotto i livelli di concetrazione di alcuni inquinanti, aumentando quelli di altre sostanze, anch’esse nocive.
Domanda per i fascisti dell’ambientalismo verde militante: cosa cazzo le facciamo a fare queste giornate senza macchine?
Si abbiano le palle di dire che non le facciamo per l’ambiente, ma per far incazzare gli automobilisti, per poter far cagare i cavalli nelle strade dove poi circoliamo ogni giorno, per poter far sfogare lo stress dei ciclisti accumulato in 364 giorni di convivenza forzata con gli automobilisti stronzi, per poter vedere le donnine con i pantaloni corti corti sui rollerblade.
Tutti argomenti validi, diranno alcuni. Ma io direi di no.
19/09/07
Belgio in vendita
Pare che l'ultima offerta fosse di 10 milioni di Euro. Dico "pare" perché poi l'asta è stata sospesa da Ebay, e non c'è modo di ritrovare il particolare oggetto in vendita...peccato. Sarebbe stato abbastanza divertente vedere quanto si sarebbe pagato alla fine.
(Grazie a LdP per la segnalazione)
01/09/07
L'estate sta finendo
Era il 1985. E nonostante siano passati 22 anni, niente è cambiato: anche stavolta l'estate sta finendo. Oddio, qui non è mai cominciata...
13/08/07
Non ci sono piu' i tagada' di una volta

Ieri, per la prima volta in 20 anni, ho rimesso piede alle carrozzine. Proprio vicino casa mia c’é la Brussel Kermis, il Luna Park piu’ grande del Nord Europa (cosi’ mi dicono molti brussellesi orgogliosi), che ogni anno provoca non pochi problemi di traffico per un mese all’anno, da meta’ luglio a meta’ agosto. Immaginatevi un mega Luna Park di fronte alla Stazione Termini di Roma, per avere un’idea.
Girando per le carrozzine mi sono subito stupito nel notare come i proprietari delle varie giostre fossero belgi "belgi", e non zingari di varia importazione, come in Italia. Devo dire che questa é forse la più grande differenza immediatamente percepibile rispetto alle carrozzine italiane.
Poi mi sono divertito a fare attenzione su come fossero cambiate (o no) le carrozzine rispetto ai miei tempi.
Beh, prima di tutto il Tagada’ non esiste piu’ (ma le mie fonti mi dicono addirittura che qui non è mai arrivato). In ogni caso, al suo posto ci sono varie macchine che ti sbatacchiano in cielo a 80 metri dal suolo, tirandoti in ogni direzione. Facendoti vomitare anche l’anima, se solo uno ce l’avesse (ma sono in pochi qua ad esserne rimasti forniti). Roba che al confronto, anche il tappeto volante dei miei tempi era roba facile facile.
Con mia grande sorpresa scompaiono anche gli autoscontro...ce n’era uno solo ieri. E viste le dimensioni del parco giochi, non e’ molto. Le pésche invece hanno sempre un grande successo: ce ne sono tantissime, anche se il livello dei premi si è notevolmente alzato: ai miei tempi si vincevano peluche o radioline. Adesso si vincono PlayStation 3, frigoriferi Samsung, motociclette, TV al plasma...una bella differenza.
Ma ovviamente, per ogni cosa che scompare ce ne sono altre che arrivano, e che io non avevo mai visto.
Prima di tutti tale giostra Rotor. Un cilindro alto circa 3 metri e largo una decina. Uno paga, entra e si mette contro il muro del cilindro, che comincia poi a girare velocissimamente, spingendoti verso l’alto del cilindro, facendoti perdere il contatto con il pavimento. Sembra divertente. Un TV al plasma esterno fa vedere agli spettatori non paganti quello che succede dentro...
Poi la giostra dei cavalli per bambini...ma coi cavalli veri! Povere bestie, costrette a girare continuamente con la testa nel culo del cavallo di fronte, per ore. Mah.
Ma la giostra piu’ assurda si chiama “il gioco del ratto” (nel senso di topo, e già il nome...). In cosa consiste? Beh, è una sorta di roulette col topo, come mi è stato fatto notare: al posto del piatto della roulette c’è un recinto quadrato, delimitato da varie fessure, ognuna delle quali numerata. Un criceto (il ratto in questione) viene lasciato libero nel mezzo di questo recinto, e quando entra in una di queste fessure, fa vincere il detentore del biglietto col numero corrispondente.
Detto cosi’ sembra innocuo. Ma vedere quella povera bestia alienata (provateci voi a correre verso una fessura 300 volte al giorno, sapendo di non avere via di scampo) rifiutarsi di muoveri tra le grida bestiali (quelle si’) degli astanti, e’ stata un’esperienza brutta.
Sono a posto per altri venti anni.
09/08/07
Bruxelles, 14 gradi e il perma18
Ma oggi e' il 9 agosto.
Le ultime tre giornate di sole consecutive con temperature superiori ai 25 gradi risalgono ad Aprile.
A Bruxelles c'e' un microclima che io chiamo "perma18". Come il permafrost, qui abbiamo il perma18, la temperatura media di 18 gradi da aprile a ottobre. Fissa. Certo, ad Aprile-Maggio abbiamo sempre un paio di settimane di caldo africano, cosi' che quando vai in giro i Belgi ti guardano e ti dicono "hai visto che anche qui fa caldo? Che ti lamenti a fare?".
Io non mi lamento. Pero' peccato che duri due settimane. Peccato che poi arrivi immancabile il perma18. Peccato che per tutta l'estate io mi deprima pensando a che paese di farabutti sia l'Italia, dove uno come me non avrebbe avuto un futuro uscito dall'universita'. Peccato che siano 10 anni che io passo le estati nel perma18.
Oggi fuori ci sono 14 gradi. Ed e' il 9 agosto.