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11/12/07

Ma guarda te, mi fanno anche tifare l'Inter...

No, non per motivi calcistici, non sia mai. La squadra indossatrice di scudetti altrui non avrà mai il mio cuore e il mio tifo. Piuttosto tifo il Livorno, che per un pisano come me è come se Luxuria dicesse di preferire le donne agli uomini.

Pero' è successo che un avvocato turco che ovviamente non ha un cazzo da fare, abbia chiesto l'intervento della UEFA. Secondo lui, la maglia che l'Inter ha indossato in una partita del 27 Novembre scorso contro i Turchi del Fenerbahce sarebbe un insulto inaccettabile all'Islam. Per cui i tre punti per la vittoria interista andrebbero decurtati. Motivo? La casacca bianca con croce rossa (maglia storica dell'Inter, rispolverata per il centenario - vedi la foto qui a destra, tratta dal sito di Repubblica) sfoggiata nella partita ricorderebbe la divisa dei Monaci Templari, uccisori di saraceni.

Ora, maremma impestata. Già che rompono i coglioni con il Natale. Già che discutono ancora se sia lecito o meno picchiare le donne, già che in alcuni paesi obbligano le donne a vestirsi come Jedi. Ora s'innervosiscono anche per la maglia di una squadra di calcio che rappresenta un simbolo cittadino?

Non ho dubbi che il nostro cuor di leone Moratti calerà le braghe. Ma mi chiedo: per cosa s'incazzeranno adesso? Si da' il caso che la croce rossa su sfondo bianco sia il simbolo della città di Milano. E difatti, proprio in quanto tale, si trova anche sul marchio dell'Alfa Romeo (semicerchio sinistro - vedi la foto). Il simbolo c'entra con i templari come io c'entro con Tom Cruise: cioè un po' pochino. Ma vuoi vedere che tra qualche giorno scatta la fatwa contro tutti i guidatori di Alfa in giro per il mondo? Perche' è inaccettabile che il simbolo dei templari sia anche sul cofano delle macchine, no?

Vi ricordate quando venne fuori il casino per le vignette su Maometto pubblicate su un giornale danese? E quando Calderoli fu crocifisso - politicamente parlando - per aver indossato una maglietta con una delle vignette incriminate? Ecco, stiano attenti quelli che lo criticavano allora: e si guardino bene dall'indossare maglie dell'Inter o guidare un'Alfa Romeo.

Mi faranno diventare un cattolico praticante, se continuano. Oltre che interista. Roba da calci in culo.

04/12/07

Voci dal fronte

Notizie a caso, sull'Islam:
  • Una maestra inglese ha rischiato la condanna a morte per aver permesso alla propria scolaresca di chiamare "Maometto" l'orsetto di peluche. Lo ripeto? Forse non avete capito la gravità del fatto? Una maestra inglese ha rischiato la condanna a morte per aver permesso alla propria scolaresca di chiamare "Maometto" l'orsetto di peluche. Poi pero' è stata perdonata. Cioè, ha passato comunque 10 giorni nelle prigioni sudanesi (che immagino perfette da un punto di vista igenico e del rispetto dei diritti umani), per aver commesso un tale crimine.
  • Un imam libanese ha detto parole rivoluzionarie: secondo lui, la donna ha il diritto di difendersi se il marito la picchia. Ovviamente, voci indignate si sono levate alte nel cielo per attaccare parole tanto abominevoli, e difendere i veri precetti della Vera Religione. Infatti, non sia mai che la donna si ribelli al marito che la picchia per cercare di educarla. Ecco, come dire...ma sono soltanto io che provo ribrezzo a notizie del genere? Dove sono le femministe sempre pronte a stracciarsi le vesti per una parola del Papa? Mah. (Grazie a Gandalf per la segnalazione)
  • Un museo dell'Aia ha deciso di non esporre arte offensiva verso l'Islam. O meglio. Di non esporre arte che gli islamici locali avevano usato come scusa per fare casino ancora una volta. Quando ho letto il titolo pensavo, dai, ci risiamo, hanno rifatto Maometto come un maiale, o chissà cosa. Ma no. La foto incriminata era quella di due uomini dal titolo "Adamo ed Ewald", che indossavano la maschera di Maometto. I curatori del Museo, per evitare grane, hanno subito tolto la foto, opera di un'iraniana. Domanda: da noi ci sono rivolte epocali quando il comune di Milano proibisce una mostra dove ci sono statue della Madonna che piangono sperma (tutto vero), mentre qui tutti zitti. Ma come? E diritti degli omosessuali? E tutto il carrozzone del politicamente corretto dov'è?

Quando smetteremo di calarci le braghe?

26/10/07

Dedicato a tutti quelli che...


Quando ho visto queste foto, via JamieWearingFool, mi è venuto in mente Guerre Stellari, e un simposio dei Jedi. Solo che queste macchie nere senza volto sono donne. Esseri umani. Anzi, chissà se sono donne. Non si vede un cazzo.

Sono foto di Laura Bush che è andata in Medio Oriente per celebrare la settimana della ricerca contro il cancro al seno. Non lo avevate capito? Ma come? Quella macchiolina di colore rosa è un fiocchetto della campagna, appunto.

Il primo che dice che "ma Demonio, sono loro stesse a volerlo, non sono costrette" io giuro che lo prendo a schiaffoni telematici. A calci in culo.

Vorrei dedicare queste foto a:
  • quelli che scuotono le spalle di fronte alla condizione vergognosa delle donne nel mondo islamico, nascondendosi dietro il falso rispetto di altre culture. Se i diritti dell'uomo sono universali, debbono valere dappertutto. Anche nei paesi islamici.
  • i giudici che chiedono 30 anni di galera per il padre che ha ucciso Hina, sua figlia, solo perche' voleva vivere all'occidentale. Che doveva fare per meritare l'ergastolo? Mangiarne anche il corpo? Pisciarci sopra? Giudici bastardi.
  • quelli che "ma il vero diavolo, il vero problema sono gli Stati Uniti". Che peste vi colga, e che il vostro Dio, se mai ne avete uno, vi affidi a morte lenta, dolorosa e infame. Infame come la vostra mente.
  • a Rosy Bindi che, bontà sua, non trova niente di sbagliato nell'ordinanza della polizia che permette alle donne di andare in giro mascherate a questo modo in Italia. Rosy, dammi il tuo indirizzo che ti mando anche ago e filo, cosi' magari cominci anche a infibulare qualcuno. Dove cazzo ce l'hai la testa?
  • agli omosessuali di sinistra che si scagliano giorno e notte contro la Chiesa Cattolica e non vedono il grave pericolo rappresentato per il loro modo di vivere, il loro modo di essere, dalla sharia avanzante. Pim Fortuyn lo aveva capito. Un animalista del cazzo l'ha ammazzato. Venite a Bruxelles e fatevi un giro in alcuni quartieri. Poi ne parliamo.

10/10/07

Islam a Bruxelles

Una giornalista belga di 30 anni, Hind Frahi, si è infiltrata nella comunità marocchina di Bruxelles per due mesi e ha scritto un libro, "Undercover in Morocco", nel quale racconta la sua esperienza e di come le giovani generazioni marocchine, figlie di immigrati, si siano convertite all'islam più radicale. Pare che il sogno di molte ragazze BELGHE sia quello di sposarsi con un martire per l'islam.

Qui troverete un bel video con un'intervista alla scrittrice, ma soprattutto alcune immagini riprese nel quartiere di Molenbeek, non troppo distante da casa mia.

Tralascio ogni commento.

27/09/07

Le tasse degli italiani servono a pagare corsi di arabo per i poliziotti

Ieri il ministro degli interni italiano ha annunciato un'iniziativa in nove città del Sud Italia per insegnare l'arabo e la cultura araba a poliziotti, carabinieri e guardia di finanza, di modo che possano "interagire positivamente con gli immigrati nelle varie situazioni che si trovano a fronteggiare nelle loro attività di ogni giorno". Le città interessate sono Bari, Catania, Potenza, Reggio Calabria, Napoli, Palermo, Caserta, Cagliari e Sassari. La notizia la trovate qui.

Ottimo. Ma perché invece di insegnare l'arabo ai nostri funzionari, non insegnamo l'italiano e la cultura italiana agli immigrati che vengono da noi? Fatemi capire: loro possono venire qui senza parlare una parola d'italiano (o di francese e olandese, per il Belgio) senza conoscere un secondo della nostra storia, e noi muti e zitti, in nome del "multiculturalismo". Pero' poi spendiamo i soldi delle tasse degli italiani per insegnare ai poliziotti la lingua e cultura araba (nel caso del Belgio è diverso: molti poliziotti l'arabo non devono impararlo, visto che lo parlano dalla nascita).

In un mondo perfetto, dove i poliziotti parlano inglese e francese per aiutare gli stranieri in visita (ma magari anche solo un italiano comprensibile in alcune parti d'Italia), insegnare anche l'arabo sarebbe una bella cosa. Ma in questo momento mi pare una bella presa di culo. Un calare le braghe.

Mala tempora currunt.

18/09/07

Statue velate in Germania

Stamani gli abitanti di Berlino, Brema, Amburgo, Colonia e varie altre città tedesche hanno avuto una sorpresina al risveglio: varie statue femminili erano state "mascherate", come direbbe l'ex Ministro Castelli, con Burka e chador.

L'obiettivo della campagna del Gruppo Anonimo per il Pensiero Libero e Democratico è di sensibilizzare i tedeschi all'importanza dei principi democratici, liberali e di laicita', a fronte dell'avanzata di culture che hanno principi profondamente diversi. Dicono che "in a religious system that promotes totalitarian ideas and demands submission of individuals, the state of freedom and achieved values can easily get under pressure". Beh, parole sante.

Dicono anche che in molti casi non riusciamo a capire il vero significato di alcuni concetti islamici, con il risultato che li accettiamo interpretandoli con le nostri lenti, come direbbe Kant: "For instance, the „house of peace“ and the „house of war“ have a different meaning in Islam and in our understanding. According to the Islamic view, the „house of peace“ can only exist where Islam reigns." . Il che, aggiungo io, vorrebbe dire che tra un po' anche in Belgio e in Italia regnera' una bella pace se continua cosi'.

Secondo questo gruppo, alcuni valori fondanti della Costituzione tedesca, come la possibilità di ogni individuo di gioire dei propri diritti individuali senza nuocere ad altri "non sono accettati come i valori più preziosi da alcune società parallele in continua crescita". E la campagna mira ad attirare l'attenzione su questo fatto.

Le foto della campagna, che potete trovare qui, sono abbastanza inquietanti, ma allo stesso tempo credo che siano molto azzeccate. Ricordiamoci che i talebani hanno raso al suolo le due enormi statue dei Buddha di Bamiyan nel Marzo 2001, perché ritenute immagini non islamiche. E che meno di un mese fa, un musulmano in Italia ha murato l'immagine di una madonnina perché gli dava fastidio.

Al primo demente che nei commenti mi dice che anche la Chiesa faceva dipingere le foglie di fico su vari capolavori con donne discinte, voglio far notare brevemente che: 1) una cosa è modificare - per quanto in modo ignobile - un'opera esistente, altra cosa è distruggerla; 2) accadeva 500 anni fa; 3) era sbagliato anche allora; 4) la Chiesa è tra i piu' grandi committenti della Storia di opere d'arte (la Cappella Sistina vi dice qualcosa?).

Sono curioso di leggere le reazioni sui giornali domani...

13/09/07

Maiale Day

Un genio. E prima di giudicare, andatevi a leggere almeno questo, sul perche' questa particolare moschea non s'ha da fare. (Di moschee avevo gia' parlato qui).

Ovviamente mi aspetto l'indignazione di Fini. Gianfranco, ma perche' non te ne vai?

07/09/07

Moschee in salsa europea

Nell’edizione del 1 Setttembre scorso, l’Economist sostiene che l’Europa sbaglia a opporsi alla costruzione di nuove moschee e che dovrebbe fare come negli Stati Uniti. Secondo l’Economist:

“negli Stati Uniti i progetti per la costruzione di nuove moschee si trovano di fronte a obiezioni di natura pratica, che hanno a che fare con piani regolatori, sfruttamento delle acque o i parcheggi. Alla fine pero’ questi problemi vengono superati, grazie anche a un ordinamento giuridico che protegge tutte le religioni. In paesi dell’Europa meridionale come la Spagna e l’Italia – dove l’attaccamento alla simbologia cattolica è forte –i cittadini somo molto più diretti nell’esprimere le proprie obiezioni in termini culturali: questa e’ una terra Cristiana, non c’e’ posto per le moschee”.

Secondo me l’Economist, come spesso accade, non ci ha capito una mazza. O meglio, dimentica (di proposito?) alcuni elementi che forse servono a spiegare la differenza di trattamento.

Innanzitutto ci sarebbe da considerare che i musulmani che vanno negli Stati Uniti credo ci vadano con una mentalita’ molto diversa da quelli che vengono in Europa. Se un iraniano, un marocchino, un tunisino prende e va nell’Ohio o in California, ci sono buone probabilita’ che ci vada perche’ vuole aderire al modello di vista americano, che promette si’ integrazione, ma a patto di un rispetto molto preciso di alcune regole di convivenza sociale.

Nel caso dell’Europa siamo di fronte a un fenomeno diverso: molti dei musulmani che vengono da noi non lo fanno per aderire a un nuovo modello di vita o di valori. Non perche’ siano tutti terroristi. Ma semplicemente perche’ non siamo in grado di offriglielo questo modello di valori, ritenendo – sbagliando – che esigere l’adesione a valori condivisi sia una forma di razzismo verso le altre culture. E’ solo partendo da una cultura forte che posso aprire ad altre culture. Se questa cultura forte, condivisa, non ce l’ho, la mia apertura non potra’ che essere dettata da confusione e paura.

E’ un po’ come quando si organizza una festa a casa propria: il modello americano consiste nell’invitarti e nel dirti, magari, che non potrai fumare in casa mia. Se tu accetti di venire comunque, sai quali sono le regole e le accetti. Nel modello europeo io t’invito a casa mia, non voglio che tu fumi, ma non te lo dico, perche’ la mia ragazza dice che sono uno stronzo a importi di non fumare. Risultato: vieni, fumi, meta’ degli invitati s’incazza e ne nasce un litigio.

Sul fatto che in Italia non si costruiscano moschee, poi, vorrei far notare all’Economist la costruzione della moschea di Colle Val d’Elsa, in Toscana. Un comune di 20 000 abitanti, con un totale di 600 musulmani, dove si sta costruendo una delle moschee piu’ grandi d’italia, di 3200 metri quadrati. Dove il monte dei Paschi di Siena donera’ 500 mila euro per i lavori. Dove l’imam che guidera’ la moschea fa parte dell’UCOII, affiliata ai Fratelli Musulmani in Italia, un’organizzazione che non riconosce il diritto di’Israele all’esistenza, e, secondo Magdi Allam, mira a “convertire all’Islam l’insieme degli italiani”. Dove la biblioteca comunale sara’ chiusa e la biblioteca della nuova moschea fungera’ da biblioteca comunale.

Ecco, l’Economist mi saprebbe spiegare per quale motivo io non dovrei oppormi alla costruzione di questa moschea? Senza minacciare bombe come fece a sua tempo la mai troppo compianta Fallaci, posso chiedere perche’ si sta costruendo una roba da 600 metri quadri su un terreno da 3200 metri quadrati per un totale di 600 musulmani (e pare che in moschea ne vadano regolarmente solo una quarantina?). E’ un’emergenza questa moschea?

Ha ragione Sarkozy nel dire che “non sono i minareti ad essere pericolosi, ma i garage e i sementerrati che nascondono luoghi segreti di culto”. Ma questo presuppone che non si facciano erigere moschee a gruppi che dichiarano apertamente di volermi convertire e che dichiarano di voler distruggere uno stato sovrano.

O no?

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