22/08/09

Desideri della mente

E poi all'improvviso, mentre sei su una spiaggia a giocare a beach-volley, e senti la brezza freddina che arriva dal lago, ti scopri a desiderare l'autunno. Dopo aver bestemmiato per mesi perche' l'estate non arriva.

16/08/09

Esbat, Lara Manni

Ho dovuto aspettare piu' di due mesi prima di poterlo avere tra le mani. E quando finalmente ho cominciato a leggerlo, il tempo e' volato. Anzi, si e' fermato. E' volato e si e' fermato. Si e' fermato, perche' non esisteva nient'altro che la storia, e la lingua utilizzata per raccontarla. E' volato perche' il libro e' finito velocemente, troppo.


Di che parlo? Di Esbat, il primo libro di Lara Manni edito da Feltrinelli. Ne avevo gia' parlato piu' volte, annunciandovene l'uscita in libreria. Senza averlo letto, un po' sulla fiducia. Mi fidavo del mio istinto: un po' come quando s'intuisce gia' dal menu' che in una trattoria si mangera' da Dio. E ho avuto ragione: Esbat e' cucina buonissima. E si esce dal ristorante sazi, ma dispiaciuti che le porzioni non fossero piu' grandi...


La disegnatrice di un manga famosissimo, che nel libro sara' sempre identificata come la Sensei, subisce la visita del personaggio principale del suo manga, un demone bellissimo. Il demone non e' per niente contento del finale del manga che la Sensei ha disegnato. Questo e' il punto di partenza di Esbat, dal quale si dipanano essenzialmente tre storie, intrecciate e parallele: la storia della Sensei, disposta a tutto pur di soddisfare la passione malata che nutre per il demone; la storia del demone, disposto a tutto pur di disfarsi della Sensei e del finale che lei ha scelto per lui; la storia di Ivy, un'adolescente in fieri disposta a tutto pur di farsi amare e accettare.


E poi c'e' la storia di un altro personaggio - di cui non dico niente per non svelare troppo - che per come la vedo io e' il vero vincitore di una storia piena di colpi di scena, mai banali.


In molte altre recensioni lette in giro si mette in risalto il fatto che il libro sia nato come una fan fiction di un famoso manga. Lo dico giusto per dovere di cronaca: io non ho letto il manga da cui e' nata l'idea di Esbat, non sono un conoscitore profondo dei manga giapponesi, e non frequento abitualmente il mondo delle fanfiction. Nessuna di queste mie tre "mancanze" mi ha impedito di capire e soprattutto apprezzare Esbat. Per cui non vi fate fregare, e compratelo tranquilli.


La lingua utilizzata e' particolarmente bella, semplice, ma allo stesso tempo assolutamente ricercata, alla Calvino: si sente che c'e' una ricerca per ogni singola parola, ogni singolo termine. Ma non fraintendetemi, non e' una ricerca leziosa e inutile, fine a se stessa (alla Baricco). Il lavoro sulla lingua qui e' finalizzato a meglio differenziare i diversi punti di vista dei vari personaggi, di modo da rendere semplice e immediata la comprensione e l'identificazione con il personaggio di turno. Mi ha ricordato molto i libri dei Wu Ming - a mio avviso gli scrittori italiani viventi piu' bravi dal punto di vista della padronanza llinguistica. Lara Manni avrebbe molto da insegnare a scrittori piu' blasonati di lei, che sembrano a volte usare paroloni solo per dimostrare che ne conoscono il significato.


E poi c'e' il ritmo. Che ricorda molto Stephen King (ma non lo Stephen King filtrato dalla traduzione: lo Stephen King vero, quello che scrive in inglese). E non a caso nei ringraziamenti finali del libro, l'autrice non nega il proprio riconoscimento al re.


Tutto perfetto? No, nessun libro e' perfetto (tranne, forse, il Deserto dei Tartari): almeno in un punto, ho fatto un po' fatica a capire da quale punto di vista si raccontasse la storia; e avrei gradito un dizionaretto dei molti termini giapponesi utilizzati nel testo. Visto che lo fa per i libri della Banana Yoshimoto, non vedo perche' la Feltrinelli non l'abbia fatto anche per Esbat (e questo, a ben vedere, e' un difetto ascrivibile alla casa editrice piu' che all'autrice).


Ma questi sono gli unici due difetti che ho potuto trovare in un libro che mi ha catturato fin dalla prima pagina, e che mi ha trasportato in un mondo, e in una scrittura, nei quali avrei voluto continuare a perdermi molto piu' a lungo.

15/08/09

Nuove mode: la panza

Dice il New York Times che gli uomini con la panza sono improvvisamente ritornati di moda a New York. E che anzi, di questi tempi, se uno ha troppi muscoli, vuol dire che ha troppo tempo da perdere in palestra, perche' e' disoccupato.

Se si confermasse il trend, me ne rallegrerai. Io ho sempre sognato di vivere in queste isole polinesiane nelle quali le donne stravedono per l'uomo panciuto.

12/08/09

Quel panetto di margarina

Era un'estate di quindici anni fa. Avevo quest'amico che viveva in una casetta su un Lungarno, con uno spezzino, un fiorentino e un veneto. La casa era molto ordinata, e io ci andavo spesso, a cena, o a cazzeggiare dopocena, in quelle notti interminabili nelle quali sembrava che tutte le porte fossero ancora aperte.

I vari inquilini facevano le spese al supermercato separatamente, comprandosi ognuno le proprie provviste. Ma esisteva un fondo comune per i beni di base: acqua, latte, burro, olio, sale...Ogni tanto buttavo li' cinquemila lire anch'io, visto che ci bazzicavo spesso.

E un giorno apparve nel frigo questo panetto di margarina. Che non piaceva a nessuno. L'hai comprato tu? No, io no. Allora Tu? No, io nemmeno. E insomma l'aveva comprato il veneto. Perche'? Perche' mi serve, disse. E non me lo mangiate, aggiunse.

E la storia fini' li'.

E una sera il burro era finito, ed era finito anche l'olio...il veneto non c'era...e c'ero anch'io per cena, e avevamo due opzioni: utilizzare la sua margarina ancora buona, oppure scendere in strada a cercare un alimentari aperto alle 20,30 di una sera d'agosto. Che era come voler cercare una donna onesta tra le signore di cui si circonda Berlusconi.

E quindi scartammo questa margarina, e ci condimmo la pasta. Ed era anche buona.

E la storia fini' li'.

Fino a quando, un paio di settimane dopo l'amico mi chiamo' e mi disse che porca puttana, che schifo, bisognava farsi la lavanda gastrica, ma che merda. E io non capivo. E l'amico mi disse che era ritornato a casa la sera precedente alle 3 del mattino. E aveva trovato il suo coinquilino veneto di fronte al frigorifero, con il cazzo ritto nella mano destra, mentre con la mano sinistra spalmava il suddetto cazzo con la margarina presa dal frigo.

Il veneto lo guardo' e disse che sai, alla mia ragazza le fa male altrimenti.

E insomma, questa e' la storia della margarina. E l'amico che scopri' l'arcano ha appena aperto un blog, Deus ex Machina, che no, non sono io. Ma a cui auguro ogni bene. In nome dei vecchi tempi e della margarina che ci ha uniti per sempre.

10/08/09

What's my motherfucking name?


Chi e' l'uomo in giallo? "Qual e' il mio cazzo di nome?", ripeteva durante ogni canzone...e la risposta era un boato:


SNOOP DOGG!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Lollapallooza 2009. Spettacolo.

29/07/09

Amazon Kindle 2: recensione

Volevo scrivere una recensione del Kindle 2, il lettore di e-book della Amazon, a tre settimane dall'acquisto. Ma Christian Rocca ha detto tutto quello che volevo dire io, e sicuramente l'ha detto meglio di come l'avrei detto io. Per cui leggete qui: tutto vero quello che dice. Stesse sensazioni, stessa fulminazione sulla via di Damasco.

Per Camillo, che mi aveva chiesto come si leggesse lo schermo al sole, la risposta sta nella foto qui sotto.

Poi, certo, ci sono anche i problemi. Ma di quelli parliamo un'altra volta.

22/07/09

Giovanni Allevi comincia a rompere il cazzo a parecchi

Allora, io non sono un esperto di musica classica, ma devo dire che sono rimasto abbastanza sconcertato dal successo di Giovanni Allevi, il "giovane" compositore che si crede un po' sto cazzo. Ho un suo disco doppio, anche gradevole, ma ecco, non mi pare un capolavoro di musica classica. Mi pare un misto pop orecchiabile. Ma il problema non e' questo, e neanche che Allevi si creda un po' sto cazzo: il problema e' che i giornali e le istituzioni gli diano spago, alimentando la sua convinzione ad avere diritto a sentirsi sto cazzo.

Pizzeria Italia (gran bel blog la cui lettura consiglio a tutti) si e' spesso scagliata contro le banalita' proferite da Allevi. Ieri e' tornata sull'argomento, rimandando a un post di Freddy Nietsche che definire geniale e' poco. Si' perche Nietsche riprende e commenta un'intervista delirante della Gazzetta dello Sport (!!!) a Allevi, con domande del cazzo e risposte ancora piu' del cazzo.

Un esempio? Eccolo, coi commenti in corsivo di Nietsche:

- La musica di Chopin ricorda la pioggia e la sua? (La punteggiatura è originale. Quindi qui, oltre a dare per scontato che la musica di Chopin, come – porca la troia – sanno tutti, ricorda la pioggia, si ipotizza anche che la musica di Chopin riporti alla memoria due cose: la pioggia e la musica di Giovanni Allevi. Un’ipotesi che mi fa sperare in Terminator, nel 2012, e nel ritorno di Verdelli dalle ferie.)

La caratteristica principale che i miei ascoltatori ritrovano è il senso acquatico del linguaggio, che non solo è cullante, ma anche tempestoso. (Eccoci. Cullante, ma anche. Non cullante e basta, eh no! Cazzo, ricazzo e stracazzo. Cullante e tempestoso assieme. Tra l’altro è strano che ci sia tutta quell’acqua nella musica di Allevi e solo il suo primo pezzo del 1997 faccia riferimento all’acqua nel titolo. Buffo, no, lì a bordopiscina, che ci sia questo senso acquatico. Chissà vicino al tornio, cazzo, cazzino e cazzetto, che senso metallico del suono che viene plasmato.)

Vi prego, andate a leggere. E poi ditemi se non vi viene voglia di prendere a calci negi coglioni Allevi.

(Ci sarebbe poi da discutere su un popolo che compra i CD di Allevi credendo che sia davvero un maestro e che quella che fa lui sia musica paragonabile a Chopin, per dire. Ma questo e' un altro discorso, e sarebbe molto triste).

19/07/09

Troll

Per chi vuole divertirsi, abbiamo un troll molestatore che si sta affannando su un mio vecchio post sul film Into the wild: ve lo segnalo perche' siccome sbraita per avere spazio, credendo di essere simpatico, ecco, vorrei che vi rendeste conto della gente che c'e' al mondo.



13/07/09

Genialita' toscana

Non poteva che essere un toscano a fare una roba del genere. Non c'e' niente da fare: siamo troppo superiori. La storia, la trovate qui. Grazie a Wittgenstein.

09/07/09

Kindle - il demonio tecnologico

Ho tra le mani il Kindle della Amazon. Un lettore di ebook creato da Amazon molto particolare, che usa una tecnologia rivoluzionaria per lo schermo (sembra davvero di leggere sulla carta) e ha un software che definire intuitivo e' poco. E un catalogo di libri (tutti in inglese per il momento) gia' molto grande.

Mi pare che in Europa non sia ancora venduto. Qui comincia a vedersi parecchio in giro, e si dice avra' per i libri lo stesso effetto dirompente (fatte le debite proporzioni tra musica e lettura) che l'ipod ha avuto per la musica.

Io ero titubante. Pensavo non mi sarebbe piaciuto, dal momento che a me piacciono i libri: toccarli, annusarli, ascoltarli, sottolinearli...e invece sono MESMERIZZATO.
Devo ancora studiarlo per bene, ma mi pare una una roba SPETTACOLARE. Si puo' sottolineare, scrivere note, mettere segnalibri, comprare un libro in mezzo alla strada AGGRATIS (la connessione wifi la paga Amazon...). E' la prima volta che mi rendo conto di vivere nel futuro.

Lo uso per qualche settimana e poi vi faccio sapere.

Ti potrebbero interessare anche questi post qui:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...