Capita di riascoltarle ora, a 36 anni, in macchina mentre si va al lavoro un anno dopo l'inizio dell'ennesima nuova vita, quella giusta, pare. E capita di capire finalmente, e senza nessuno dubbio, che frasi come "a cavallo di un drago, la tentazione non puo' far male", frasi sulle quali si e' fantasticato per anni, non vogliano dire assolutamente un cazzo.
06/03/10
A cavallo di draghi che non significano un cazzo
Capita di riascoltare canzoni imparate a memorie vent'anni fa. Capita di ripensare a quanto quei testi ci sembrassero pieni di significato. Si ricordano le emozioni provate a cantarle insieme a quella ragazzina di 16 anni che ci permise di allenarci per diventare dei maghi nello slacciare reggiseni con una mano sola, tanto da meritarci il soprannome di Kris Kros.
05/03/10
Par condicio
Scusate, ma mi sbaglio o la par condicio la vollero i comunisti contro Berlusconi? E ora invece gli stessi comunisti combattenti, guidati da Santoro, si lamentano perche' si sono resi conto che e' una cazzata?
Chi e' causa del suo mal, pianga se stesso.
(Si', la par condicio e' una legge liberticida come tutte le leggi concepite dai comunisti, ex e nuovi che siano).
04/03/10
Senza parole
Grazie a Wittgenstein. Mi domando se siano 1) coglioni; 2) stupid; 3) teste di cazzo; 4) facce di culo; 5) affetti da delirio d'onnipotenza. O tutti e cinque.
Regole?
Vorrei solo ricordare che se il PD di Bersani ritenesse davvero fondamentale il rispetto della legge e delle regole, dovrebbe ritirare la candidatura di Errani a governatore della Regione Emilia Romagna. Difatti, la legge del 2004 dice chiaramente che non e' possibile essere eletti per piu' di due volte di seguito a Governatore della Regione. Errani, se vincesse, sarebbe al terzo mandato (come Formigoni, che sarebbe al quarto, ma al terzo eletto direttamente).
Per cui, ferma restando la cialtroneria allucinante del centrodestra, ecco, ricordiamoci da che pulpito arriva la richiesta del rispetto delle regole.
Per cui, ferma restando la cialtroneria allucinante del centrodestra, ecco, ricordiamoci da che pulpito arriva la richiesta del rispetto delle regole.
03/03/10
We are the world for Polverini
Chiunque abbia fatto questo e' un genio. Non ci sono altre parole per descriverlo.
01/03/10
Ritardi, panini e congiuntivi
Le reazioni scomposte del PDL all'esclusione (legittima) delle proprie liste dalla corsa laziale confermano ancora una volta come in Italia si pensi che il rispetto della legge sia un optional, non un dovere. Devo presentare le liste a mezzogiorno, ma le presento piu' tardi? Be', dai, e' solo un piccolo ritardo...se mi escludi sei un comunista burocratico.
L'intervista a Milioni, quello che avrebbe dovuto registrare le liste in tempo, e invece e' andato a mangiarsi un panino, e' fantozziana. E giustifica in pieno le parole dette da Rotondi (e non dal Sig. Girandola, ovvero Il Vuoto vestito a festa, ovvero Fini, come avevo scritto all'inizio): "I maestri del Pdl hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. " (Da leggere il post di Pizzeria Italia qui).
Ora. Dov'e' il complotto anti-Berlusconiano in questo caso? Che cosa giustifica l'accusa a una rigida burocrazia?
Avete mai provato a non pagare le tasse in tempo e poi a fare appello al Presidente Comunista invocando clemenza, e accusando una perfida burocrazia? Provateci: vediamo che succede. Oppure provate a non presentare i documenti in tempo per un concorso, e poi fate il diavolo a quattro perche' non vi accettano. Vediamo che succede anche li'.
Ai tempi del master avevo un amico molto caro, spagnolo. Questo amico era un piccolo genio: molto attraente, il suo look un misto tra Che Guevara e Gesu', capelli neri ricci, barba, vestito come un barbone. Pero' era di destra. Le donne - e soprattutto le ragazze italiane - andavano pazzze per lui, perche' ci vedevano l'alternativo che suonava la chitarra, misterioso e taciturno che nascondeva chissa' quali dolori nella propria anima acciaccata. Lui se la rideva: votava Aznar, e a me diceva sempre: "Io non capisco le donne italiane. Sono proprio stupide. Mi adorano e pensano che io non parli perche' abbia chissa' quali segreti. Invece non parlo perche' non ho un cazzo da dire, semplicemente".
Un genio, uno cosi'. E insomma. Il genio, come tutti, doveva fare anche lui una tesi per ottenere il Master. La consegna era alle ore 12 di un giorno di giugno di molti anni fa. Lui alle 11.45 era ancora li' in camera a scegliere la frase da mettere in apertura della tesi, un qualcosa di potente che facesse sospirare l'animo del relatore e degli eventuali lettori. Io gli dissi: "Genio, guarda che tu la tesi la devi consegnare entro le 12. E la devi ancora stampare in triplice copia". Il genio sosteneva che non c'erano problemi, che una mezz'ora in piu' non avrebbe cambiato niente.
Il genio non ottenne il Master a Giugno, ma dovette riscrivere un'altra tesi per Settembre, e ritornare a sostenere il colloquio. Unico caso, si raccontava, nella storia cinquantennale della Scuola.
Chissa', anche lui avrebbe potuto scrivere un bell'appello al Re del Belgio per protestare contro questa inguistizia burocratica.
Banda di scalzacane.
Tra l'altro - e lo dico cosi', giusto per chiarire - la Polverini era invotabile di suo: non e' possibile votare una persona che non azzecca un congiuntivo neanche per sbaglio, indipendentemente dalle sue idee.
25/02/10
La guerra per bande
Questo post e' lungo e anche un po' noioso. Molti penseranno che siano solo elucubrazioni di un tizio qualsiasi che vive l'Italia da emigrato da piu' di dieci anni. Ed avranno ragione. Per cui se i post politici e lunghetti vi annoiano, smettete di leggere qui.
Altrimenti, cominciamo.
Ho spiegato piu' volte del perche' io non voti (non credo che sia giusto per un italiano all'estero che non paga le tasse in Italia da dieci anni poter determinare indirettamente, con il proprio voto, il livello di tassazione degli italiani d'Italia), e quale partito voterei se ancora votassi (la Lega). Ho anche spiegato in tempi non sospetti - ben prima che lo scandalo veline e puttane venisse fuori - del perche' non avrei piu' votato Berlusconi: la degenerazione tardo d'annunziana del nostro Presidente del Consiglio era evidente da tempo.
Vorrei chiarire pero' una cosa: il mio disgusto per il Berlusconi uomo/politico non ha cambiato la mia opinione su altre cose. Penso ancora che molti giudici in Italia operino con finalita' politiche chiarissime, e si sentano al di sopra della Legge. Questo e' dimostrato non solo dall'accanimento contro Berlusconi (evidente anche alle pietre), ma anche da altri piccoli e grandi fatti, per cui innocenti vengono buttati in galera per poi venirne fuori dopo qualche anno, interrogatori vengono portati avanti con tecniche da ghestapo (memorabile l'interrogatorio della Alletto nel caso Scattone/Ferraro), senza che i giudici paghino alcuna conseguenza.
Chiariti questi punti (una lunga premessa, me ne rendo conto), andiamo avanti.
L'Italia al momento e' teatro di una gerra per bande che credo possa avere solo due possibili sbocchi: l'arrivo di un dittatore vero (non Berlusconi, che dittatore non e' e non lo e' mai stato), che rimette tutti in riga con la forza (sto pensando ai settori piu' giustizialisti e forcaioli della sinistra), o lo sfaldamento completo del paese. Niente impedisce che il paese si sfaldi e che arrivi anche il dittatore, ovviamente, in un mix abbastanza esplosivo.
Perche' lo penso? Perche' non so se avete notato, ma ormai tutti - davvero tutti - si sentono in diritto di disconoscere platealmente e violentemente decisioni che non condividono e che non avrebbero la competenza o l'autorita' per disconoscere, ne' tantomeno per disobbedire. Esempi ce ne sono quanti ne vogliamo: medici che minacciano di non applicare leggi dello Stato in materia di aborto o eutanasia; giudici che minacciano di non applicare leggi considerate (a torto o a ragione) illegittime.
Si dira': niente di nuovo. In realta' adesso credo si stia poco a poco superando ogni limite. Abbiamo addirittura due regioni dello Stato, la Lombardia e l'Emilia Romagna, che in plateale spregio di una legge statale, si preparano ad eleggere per la terza volta consecutiva un governatore del PDL e uno del PD. Non credo che molti si rendano conto della gravita' di questa cosa: e' come se ci fosse un accordo tacito tra tutti nel dire "sai cosa, questa legge ci torna scomoda, perche' dice chiaramente che i governatori possono al massimo essere eletti per due mandati consecutivi, per cui noi stiamo zitti e facciamo finta di niente".
Ora, io non so a voi, ma a me questa cosa fa MOLTA paura. Molta piu' paura di eventuali atti di corruzione.
Ma parliamone di questa corruzione: io credo che chi pensi che sia un problema di destra o sinistra sia nel migliore dei casi un illuso, nel peggiore dei casi platealmente in mala fede. Non sono i politici a corrempere l'Italia. Sono gli Italiani, molti, ad essere corrotti nell'animo. La nostra famosa arte dell'arrangiarci sempre e comunque, di trovare sempre vie di fuga che ci permettano di non rispettare la legge, o comunque di favorire gli interessi nostri o delle persone a noi vicine e' ormai arrivata a livelli patologici. Certo, l'esistenza di leggi assurde, di vessazioni continue da parte dello Stato giustifica in molto quest'atteggiamento. Ma e' un problema grave comunque.
E stiamo molto attenti ai puri che invocano alla ghigliottina, tipo Di Pietro e Travaglio. Perche' se la Rivoluzione Francese ci ha insegnato qualcosa, e' che arriva sempre uno piu' puro di te (a parole) che poi ti taglia la testa. Sempre. E quando va male arriva anche il dittatore vero.
Il problema italiano non e' l'eventuale assenza di moralita' o l'eventuale corruzione della classe politica. Il problema e' la certa assenza di moralita' e la certa corruzione di grandissima parte del tessuto sociale italiano. E non c'e' bisogno di andare a scomodare le varie mafie, perche' qui si aprirebbe un discorso ancora piu' ampio, al quale mi limito ad accennare: lo Stato italiano attualmente NON ha il controllo di vaste zone del territorio del Sud Italia. Non e' uno scherzo: non ce l'ha. Nel senso che non puo' mandare i proprio poliziotti in certi quartieri, in certe zone della Locride, ed altrove, senza che vengano presi a fucilate. Se pensate che stia esagerando, ancora una volta siede o degli illusi, o in malafede.
Ma torniamo alla guerra per bande: ormai in Italia tutti si sentono migliori degli altri, e in diritto di sputare in faccia agli altri. Non solo: un corollario importante di questa guerra per bande e' che ormai le posizioni di mezzo su alcune questioni (quasi tutte) non sono piu' ammesse. Se critichi una cosa, allora sei automaticamente un nemico, una merda.
Si prenda una questione apparentemente triviale, ma che credo rifletta benissimo la situazione: la contestazione dell'orchestra a Sanremo.
Ora, e' evidente a tutti quelli con un po' di sale in zucca che la canzone principesca sia una farsa immonda. E' evidente. E le ragioni che hanno portato ai fischi e allo strappo degli spartiti sono sacrosante. Pero'. Pero'. Pero' l'orchestra si arroga il diritto, in nome di una presunta (e in questo caso effettiva) superiore conoscenza, di disconoscere e scagliarsi contro un risultato democratico. E lo fa, perche' ritiene che il sistema Sanremo sia fasullo e corrotto. E' questo il problema: quando il sistema non funziona (o sembra non funzioni), il sistema si sfalda.
Nel caso di specie si puo' discutere se il televoto fosse o meno truccato. Ma attenzione: se anche il televoto fosse stato truccato, la conclusione da trarre da tutto l'ambaradan e' che in italia il popolo, quello che vota, e' diviso tra il modello Berlusconiano di Amici/X Factor, e un modello retorico e retrogrado in cui basta riempirsi la bocca della parola "Italia" per sfondare.
Ora. Nel momento in cui ciascuno di noi si ritiene in diritto di disconoscere un risultato, di non applicare le leggi, di fare un po' come cazzo gli pare a lui, bene, a questo punto il paese non e' piu' un paese. Ma un insieme d'individui pronti alla secessione, o pronti ad accogliere il nuovo demiurgo. E si comincia a rimettere in discussione il concetto di democrazia: perche' - come disse qualcuno molto piu' famoso di me - diecimila ignoranze non fanno una conoscenza.
E ho paura.
Altrimenti, cominciamo.
Ho spiegato piu' volte del perche' io non voti (non credo che sia giusto per un italiano all'estero che non paga le tasse in Italia da dieci anni poter determinare indirettamente, con il proprio voto, il livello di tassazione degli italiani d'Italia), e quale partito voterei se ancora votassi (la Lega). Ho anche spiegato in tempi non sospetti - ben prima che lo scandalo veline e puttane venisse fuori - del perche' non avrei piu' votato Berlusconi: la degenerazione tardo d'annunziana del nostro Presidente del Consiglio era evidente da tempo.
Vorrei chiarire pero' una cosa: il mio disgusto per il Berlusconi uomo/politico non ha cambiato la mia opinione su altre cose. Penso ancora che molti giudici in Italia operino con finalita' politiche chiarissime, e si sentano al di sopra della Legge. Questo e' dimostrato non solo dall'accanimento contro Berlusconi (evidente anche alle pietre), ma anche da altri piccoli e grandi fatti, per cui innocenti vengono buttati in galera per poi venirne fuori dopo qualche anno, interrogatori vengono portati avanti con tecniche da ghestapo (memorabile l'interrogatorio della Alletto nel caso Scattone/Ferraro), senza che i giudici paghino alcuna conseguenza.
Chiariti questi punti (una lunga premessa, me ne rendo conto), andiamo avanti.
L'Italia al momento e' teatro di una gerra per bande che credo possa avere solo due possibili sbocchi: l'arrivo di un dittatore vero (non Berlusconi, che dittatore non e' e non lo e' mai stato), che rimette tutti in riga con la forza (sto pensando ai settori piu' giustizialisti e forcaioli della sinistra), o lo sfaldamento completo del paese. Niente impedisce che il paese si sfaldi e che arrivi anche il dittatore, ovviamente, in un mix abbastanza esplosivo.
Perche' lo penso? Perche' non so se avete notato, ma ormai tutti - davvero tutti - si sentono in diritto di disconoscere platealmente e violentemente decisioni che non condividono e che non avrebbero la competenza o l'autorita' per disconoscere, ne' tantomeno per disobbedire. Esempi ce ne sono quanti ne vogliamo: medici che minacciano di non applicare leggi dello Stato in materia di aborto o eutanasia; giudici che minacciano di non applicare leggi considerate (a torto o a ragione) illegittime.
Si dira': niente di nuovo. In realta' adesso credo si stia poco a poco superando ogni limite. Abbiamo addirittura due regioni dello Stato, la Lombardia e l'Emilia Romagna, che in plateale spregio di una legge statale, si preparano ad eleggere per la terza volta consecutiva un governatore del PDL e uno del PD. Non credo che molti si rendano conto della gravita' di questa cosa: e' come se ci fosse un accordo tacito tra tutti nel dire "sai cosa, questa legge ci torna scomoda, perche' dice chiaramente che i governatori possono al massimo essere eletti per due mandati consecutivi, per cui noi stiamo zitti e facciamo finta di niente".
Ora, io non so a voi, ma a me questa cosa fa MOLTA paura. Molta piu' paura di eventuali atti di corruzione.
Ma parliamone di questa corruzione: io credo che chi pensi che sia un problema di destra o sinistra sia nel migliore dei casi un illuso, nel peggiore dei casi platealmente in mala fede. Non sono i politici a corrempere l'Italia. Sono gli Italiani, molti, ad essere corrotti nell'animo. La nostra famosa arte dell'arrangiarci sempre e comunque, di trovare sempre vie di fuga che ci permettano di non rispettare la legge, o comunque di favorire gli interessi nostri o delle persone a noi vicine e' ormai arrivata a livelli patologici. Certo, l'esistenza di leggi assurde, di vessazioni continue da parte dello Stato giustifica in molto quest'atteggiamento. Ma e' un problema grave comunque.
E stiamo molto attenti ai puri che invocano alla ghigliottina, tipo Di Pietro e Travaglio. Perche' se la Rivoluzione Francese ci ha insegnato qualcosa, e' che arriva sempre uno piu' puro di te (a parole) che poi ti taglia la testa. Sempre. E quando va male arriva anche il dittatore vero.
Il problema italiano non e' l'eventuale assenza di moralita' o l'eventuale corruzione della classe politica. Il problema e' la certa assenza di moralita' e la certa corruzione di grandissima parte del tessuto sociale italiano. E non c'e' bisogno di andare a scomodare le varie mafie, perche' qui si aprirebbe un discorso ancora piu' ampio, al quale mi limito ad accennare: lo Stato italiano attualmente NON ha il controllo di vaste zone del territorio del Sud Italia. Non e' uno scherzo: non ce l'ha. Nel senso che non puo' mandare i proprio poliziotti in certi quartieri, in certe zone della Locride, ed altrove, senza che vengano presi a fucilate. Se pensate che stia esagerando, ancora una volta siede o degli illusi, o in malafede.
Ma torniamo alla guerra per bande: ormai in Italia tutti si sentono migliori degli altri, e in diritto di sputare in faccia agli altri. Non solo: un corollario importante di questa guerra per bande e' che ormai le posizioni di mezzo su alcune questioni (quasi tutte) non sono piu' ammesse. Se critichi una cosa, allora sei automaticamente un nemico, una merda.
Si prenda una questione apparentemente triviale, ma che credo rifletta benissimo la situazione: la contestazione dell'orchestra a Sanremo.
Ora, e' evidente a tutti quelli con un po' di sale in zucca che la canzone principesca sia una farsa immonda. E' evidente. E le ragioni che hanno portato ai fischi e allo strappo degli spartiti sono sacrosante. Pero'. Pero'. Pero' l'orchestra si arroga il diritto, in nome di una presunta (e in questo caso effettiva) superiore conoscenza, di disconoscere e scagliarsi contro un risultato democratico. E lo fa, perche' ritiene che il sistema Sanremo sia fasullo e corrotto. E' questo il problema: quando il sistema non funziona (o sembra non funzioni), il sistema si sfalda.
Nel caso di specie si puo' discutere se il televoto fosse o meno truccato. Ma attenzione: se anche il televoto fosse stato truccato, la conclusione da trarre da tutto l'ambaradan e' che in italia il popolo, quello che vota, e' diviso tra il modello Berlusconiano di Amici/X Factor, e un modello retorico e retrogrado in cui basta riempirsi la bocca della parola "Italia" per sfondare.
Ora. Nel momento in cui ciascuno di noi si ritiene in diritto di disconoscere un risultato, di non applicare le leggi, di fare un po' come cazzo gli pare a lui, bene, a questo punto il paese non e' piu' un paese. Ma un insieme d'individui pronti alla secessione, o pronti ad accogliere il nuovo demiurgo. E si comincia a rimettere in discussione il concetto di democrazia: perche' - come disse qualcuno molto piu' famoso di me - diecimila ignoranze non fanno una conoscenza.
E ho paura.
24/02/10
Nel posto giusto al momento giusto
Nicole Minetti e' l'ultima stella del caravan serraglio berlusconiano: assistente alla poltrona in uno studio dentistico, ha avuto la fortuna di assistere il nostro Presidente dopo che lo squilibrato gli aveva lanciato addosso il famoso duomino (qui le versioni sono discordanti: alcuni giornali dicono che Berlusca l'abbia incontrata mentre lei faceva la hostess a uno stand di Publitalia qualche mese fa).
Qual e' l'esperienza della Minetti, non dico in politica, ma nella sua vita professionale, che puo' aver catapultato una perfetta sconosciuta in un posto iper sicuro nelle liste lombarde? Ci sfugge. Ma guardando la foto qui sotto credo di averlo intuito. La Minetti infatti pare fosse anche una velina a tempo perso...che cosa vogliamo di piu'?
PS: alle prossime elezioni la Lega prende un botto di voti. La gente - come me - disgustata da Berlusca, ma che non puo' votare i tristi sinistri, la votera' in massa. Scommettiamo?
22/02/10
Berlusconi aviatore tra gli indigeni
"Ci sono quelle storie in cui l’aviatore europeo arriva con l’aeroplano nel villaggio di indigeni amazzonici, e loro lo adorano come un Dio, perché ha fatto un numero che non si era mai visto. E tutti sono contenti. Poi un giorno gli chiedono di far cessare una malattia che li stermina, e lui non è capace. E loro non capiscono come mai, e gli dicono “rifacci quel numero dell’aeroplano”, magari funziona. Ma gli si è pure rotto l’aeroplano. Era un semplice aviatore, bravo a fare le capriole. Non c’è mai stato nient’altro".
Luca Sofri su Giuliano Ferrara e Berlusconi. Ha ragione. E io, qualche anno fa, sono stato un indigeno amazzonico.
Luca Sofri su Giuliano Ferrara e Berlusconi. Ha ragione. E io, qualche anno fa, sono stato un indigeno amazzonico.
17/02/10
Treni
Trenitalia considera "in orario" ogni treno che arriva con un ritardo inferiore ai 15 minuti rispetto all'orario previsto. Il treno deve arrivare alle 10,30 ma arriva alle 10,50? Bene, nei rappori interni e nelle informazioni al publico, il treno ha un ritardo di 5 minuti, non di 20, con un buona pace del viaggiatore.
Stamattina alla radio le news si sono aperte con la notizia che, a causa di un guasto, alcuni treni nei dintorni di Chicago avevano dei ritardi "molto seri". Il giornalista ha fatto l'esempio di un treno che avrebbe dovuto arrivare a Chicago alle 7,30, ma e' arrivato alle 7,45, "un grave disservizio".
Cosi', tanto per ribadire che non e' vero che quello che in Italia e' considerato normale lo sia anche altrove.
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