20/07/10

Il prezzo dei libri in Italia

Un lettore (Il Fakiro) ha postato un commento molto interessante al post su Ilium, dicendo:

"a proposito di volumetti, lo sapete che in italia la saga è stata sdoppiata? sì da due volumi i grandi geni di mondadori hanno ben pensato di fottere il lettore come me e di pubblicare ben QUATTRO volumi, anzichè due come nell'originale.
fantastico eh? e poi dovrei continuare a comprare i libri cartacei in italiano? W kindle, male che vada pago 13 dollari le ultime uscite; ben che vada ne pago 7 per i titoli di un annetto o più. sapete quanto mi è costata la saga cartacea in italiano? 68 fottutissimi euro. W le fottute aziende italiane."

Ecco, io la saga di Ilium che il Fachiro in Italia ha pagato 68 Euri, l'ho pagata 14 dollari in America (11 Euri). Ma se anche avessi voluto comprare l'edizione con copertina rigida, avrei speso massimo 40 Euri. Il 60% in meno che in Italia.

Credo che basterebbe partire da questi dati per ammettere che in Italia un problema di prezzi dei libri esista. E il problema e' molto semplice: i prezzi sono alti in modo ridicolo e assolutamente non giustificato. Soprattutto rispetto all'oggetto che si finisce per tenere in mano.

Mi spiego: se tu, editore del menga, mi fai spendere 20 Euri (io diro' Euri fino alla morte) per un libro che non ha neanche la copertina rigida, ma che e' in pratica un tascabile solo un po' piu' grosso, be', io m'incazzo. Pensate ai Canguri Feltrinelli o alle Strade Blu Mondadori: vi sembra normale pagare quei prezzi li' per dei libri cosi'? Se pago 20 Euri, voglio almeno una copertina rigida. Ma rigida per davvero.

In America posso comprare edizioni rilegate in pelle, con pagine CUCITE, non incollate, per 25-30 dollari. Oppure dei tascabili per 7-9 dollari. La capite la differenza di qualita' dell'oggetto libro? Sara' anche per quello che in Italia si vendono pochi libri?

Ora, quando leggo post come questi dello scrittore GL D'Andrea, mi cascano le braccia. Perche' mi pare che si facciano operazioni pericolose (e anche in modo confuso): si arriva a sostenere che gli sconti sul prezzo dei libri ammazzerebbero i librai, e che che chi compra ebook in pratica svaluta il libro, e lo vuole sempre e comunque a prezzo zero.

Discorsi come questi potrebbero avere un senso se il prezzo dei libri in Italia fosse decente. Ma palesemente non lo e'. E se si nega che il prezzo sia indecente, vuol dire che si vive fuori dal mondo. O che forse non si e' mai preso in mano un libro. Il che pero' mi parrebbe strano, visto che l'autore in questione li scrive, i libri.

Poi. Dire, come fa l'autore in questione,

"Arriveranno gli Ebook. Che meraviglia! Così sì che si potrà fottere il Bullo Del Quartiere e tutti i suoi accoliti (e creare un Bullo Ancora Più Bullo, ma non ditelo ad alta voce o ve ne diranno di cotte e crude)! Ebook! Altro che 10% o 20% o 50%! Con gli Ebook i libri avranno finalmente il Giusto Prezzo.

Zero."

vuol dire o essere in malafede, o non avere assolutamente capito niente della rivoluzione che - forse - gli ebook possono generare anche in Italia.

Perche' scusatemi, ma il giusto prezzo degli ebook lo si trova in maniera molto semplice. Si prende il prezzo del libro cartaceo, si tolgono il costo della carta, il costo della distribuzione, il costo dello stoccaggio (il tutto pari a circa il 60-70%% del costo di un libro) si lasciano i diritti per l'autore, i costi per editing e impaginazione, e il gioco e' fatto.

Ma evidentemente fa comodo ad alcuni autori gridare al Maligno.

La questione piu' complessa e' quella della sopravvivenza dei librai. Personalmente, credo che alcuni librai indipendenti sopravviveranno, specializzandosi in libri/oggetti di valore. Ma se anche sparissero, di grazia, noi sopravviveremmo.

Prendiamo ad esempio un'altra forma d'arte, il cinema: qui in America non e' quasi piu' possibile trovare dei negozi fisici dove affittare DVD. Ormai tutto si fa online, e attraverso un sistema streaming che ti permette di scaricare i film che vuoi vedere direttamente sul tuo televisore. Si vedono forse meno film? No. Si fanno forse meno film? No. Il Cinema e' morto? Non mi pare.

Per cui calma e gesso. Tanto piu' che in ogni caso le rivoluzioni in Italia arrivano con parecchio ritardo, se arrivano...

Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

15/07/10

Ilium, Dan Simmons

Ilium, di Dan Simmons, canta del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti lutti addusse agli Achei...solo che le gesta si svologono su una terra parallela, in un futuro lontano, e sono narrate non dalla musa, ma da un professore universitario esperto di Iliade del XX secolo che viene resuscitato dagli Dei Greci. Dei Greci che sono alquanto tecnologici, tra nanotecnologie, armi nucleari, e conoscenze mediche capaci di risuscitare anche i morti (appunto). Nel frattempo, gli ultimi umani sulla terra - che hanno perduto ogni conoscenza del loro passato - vivono fino a cento anni, per poi essere trasformati in immortali dai Post-Umani. E un gruppo di robot semi organici - con la passione per Shakespeare e Proust - si mette in viaggio verso Marte per capire quali siano le cause di fenomeni quantici che rischiano di mettere in pericolo tutto l'Universo.

Vi intriga? A me intrigo' parecchio quando lessi la quarta di copertina, poi come capita in molte occasioni, il libro mi passo' di mente. Fino a qualche giorno fa, quando l'ho scaricato sul Kindle e me lo sono letto.

E' stato pubblicato nel 2003, e il seguito - Olympos - e' apparso nel 2006. Purtroppo e' uno di quei libri che deve essere letto con il seguito, perche' lascia molti (troppi) punti irrisolti. E questo e' uno dei (vari) difetti di questo libro. Ma andiamo con ordine.

La trama
Come ho spiegato brevemente qui sopra, la trama si svoge su tre livelli, con tre storie separate, ma che confluiscono verso un unico finale. Nella storia principale il narratore e' Thomas Huckenberry, un professore universitario di studi classici vissuto e morto tra il XX e il XXI secolo. Hockenberry e' stato risuscitato dagli dei greci impegnati in una ripetizione della querra di Troia che si svolge in un futuro molto lontano. Gli dei - che si muovono con portali quantici che permettono loro di apparire e sparire dove vogliono, e che sono dotati di armi e tecnologie avanzatissime - si servono di professori come Hockenberry per capire se lo svolgimento della guerra di Troia nella quale sono impegnati sia lo stesso raccontato nell'Iliade di Omero. Il compito di Hockenberry - e dei suoi colleghi - e' di annotare ogni discrepanza dall'originale di Omero, e di riportarla agli dei, che - a parte Zeus - non sanno cosa Omero abbia raccontato. I professori pero' hanno l'obbligo di non svelare a nessuno lo svolgersi degli eventi previsto da Omero, e debbono astenersi dall'interferire, per non falsare il futuro. I pochi professori che commettono l'errore di disubbidire vengono uccisi seduta stante.

Per molti anni il racconto di Omero e i fatti in questa tecnologica battaglia coincidono, con discrepanze minime. Ma le cose a un certo punto cambiano: il Pelide Achille decide di NON aiutare gli Achei in rotta, e opta per una vita lunga e felice senza gloria, pur di non aiutare l'odiato Agamennone. A quel punto Hockenberry interviene, con un'agenda tutta sua, e mette in moto una serie di eventi imprevisti che porteranno i troiani e i greci a fare fronte comune contro gli dei.

Nel secondo piano della storia, vediamo una terra di un futuro non ben definito, abitata da poche migliaia di uomini totalmente ignari del proprio passato. Senza scrittura, incapaci di leggere, senza nessuna conoscenza scientifica, gli umani vivono e sopravvivono grazie ai voynix, esseri organici che li proteggono da eventuali minacce (come i dinosauri) e grazie a servitori meccanici che si prendono cura di ogni loro bisogno. Non conoscono la geografia della terra, e si spostano di citta' in citta' grazie ai fax, dei portali di teletrasporto. Nessuno si avventura piu' di un paio di miglia da questi portali. Tranne un uomo, Harman, l'unico che ha imparato a leggere, ama scoprire la geografia della terra che abita, e si pone alcune domande su chi siano i voynix e chi abbia creato i servitori.

Gli umani sulla Terra vivono per 100 anni. Ogni venti anni vengono faxati all'infermeria, dove vengono curati e rimessi in sesto, in modo da sembrare sempre ventenni. Al compimento del centesimo anno vengono faxati su citta' in orbita nelle quali vivono i Post-Umani, che hanno abbandonato la Terra circa 1500 anni prima. Come atmosfera ricorda molto il Brave New World di Huxley.

Le cose cambiano quando arriva Ulisse. E quando Harman si convince di andare all'infermeria sulle citta' post umane per chiedere un'estensione, la possibilita' di vivere oltre i cento anni. E soprattutto quando appare Savi, l'unico essere umano ad aver compiuto 1500 anni, e che i post umani hanno lasciato sulla terra (volontariamente?) 1500 anni prima. E che parla di un passato e di un presente molto diversi dalla presunta realta' in cui credono gli umani...

E poi ci sono i moravecs (chiamati cosi' da Simmons in onore di Hans Moravec), dei robot che partono da Giove con la missione di cercare di capire quali siano le ragioni dietro i disturbi quantici che stanno devastando Marte, e che potrebbero mettere a rischio l'intera galassia. I Moravecs pero' non sono robot come gli altri: alcuni di loro hanno una sensibilita' particolare per la cultura e la storia umana, per cui citano e discettano di Proust e Shakespeare come e meglio del mio professore d'italiano del Liceo.

Non voglio spoilerare, ma i tre piani si riuniranno verso la fine del libro, risolvendo una parte - solo una minima parte - dei misteri del libro.

Cosa mi e' piaciuto e cosa non mi e' piaciuto.
L'idea alla base del libro secondo me e' molto affascinante, e almeno fino alla prima meta', il libro lo classificherei tra quelli che ti tengono svegli la notte per cercare di capire come va a finire. E tutto questo nonostante si accumulino misteri su misteri. Pero' poi il libro perde vapore. E superate le prime 400 pagine ci sono un centinaio di pagine che ho fatto veramente fatica a superare. Non perche' fossero particolarmente noiose, ma perche' mi sembrava fosse tutto un gia' visto, gia' sentito nelle pagine precedenti. Quasi un voler tirare per le lunghe qualcosa che poteva essere risolto prima.

Ma in realta' il vero problema e' esattamente l'opposto: la parte tirata per le lunghe e' la parte iniziale, che ripercorre l'Iliade. La vera svolta nella storia, con Achille e Ettore che si mettono d'accordo, arriva solo a tre quarti del libro. Un po' tardi, forse.

Una cosa bellissima e' invece leggere dei combattimenti tra gli eroi greci e troiani attraverso gli occhi di Hockenberry, che spiegano il perche', per esempio, della ferocia e della velocita' di Diomede nei combattimenti singoli. Omero ci parla di una velocita' sbalorditiva che emanava addirittura calore. Bene, qui si spiega tutto: Atena aveva iniettato nel sangue di Diomede un composto a base di nanotecnologie che aumenta il metabolismo e ti fa diventare un semidio, quasi. Detta da me sembra una cavolata, ma se uno si ricorda anche solo un minimo l'Iliade non puo' che sorridere e dire "ah, ora ha senso...".

Pero'. Pero': davvero c'era bisogno d'introdurre anche Caleban e Prospero della Tempesta di Shakespeare tra i personaggi? Mi e' parsa una forzatura. E' stato come dire "guardate quanto so di letteratura io, e se volete capire il mio libro, bene, dovete anche sapere della Tempesta e altro". E in piu' mi e' sembrato creare solo casini nella storia, che a un certo punto e' alto rischio di svaccatura.

Poi: se da un lato la descrizione degli ultimi umani sulla Terra e' eccezionale, dall'altro non mi e' piaciuto per niente il fatto che Simmons abbia voluto introdurre un paio di commenti sulla realta' attuale. Che bisogno c'e' di parlare dell'11 Settembre, con un accenno en passant, se questo non e' assolutamente funzionale al libro? E perche', di grazia, i voynix, che non si sa chi siano, e chi ce li abbia messi, neanche alla fine del libro, cercano di ammazzare Savi, l'ultima umana, mentre dai minareti di Gerusalemme un muezzin preregistrato grida "Ammazza il Giudeo"? Ecco, forzature.

Un libro al quale darei tre stelle, proprio per queste sbavature, e soprattutto perche' non riesce a spiegare tutti i punti in sospeso. E parliamone di questi misteri.

I punti lasciati in sospeso
Ora, se c'e' una cosa che mi fa incazzare come una scimmia, sono i libri che finiscono senza finire. Quelli che ti obbligano a comprare il sequel per capire dove vada a parare la storia. E il problema e' che qui di punti non chiari ne rimangono parecchi. Magari questi punti verranno chiariti nel secondo e ultimo libro (che ho appena cominciato a leggere). Vedremo. Ma nel frattempo:

Chi cazzo sono i voynix e chi ce li ha messi sulla terra? Possibile che in 600 pagine non si trovi il modo di spiegare chi siano questi esseri organici bipedi che scarrozzano e proteggono gli umani? Potrei capire se fossero un elemento secondario della trama, ma sono invece una parte importante della storia degli umani. Si capisce solo che odiano gli ebrei, perche' attaccano Savi e i suoi compari. Ma perche'?

Perche' gli dei scelgono un professore del XX secolo? Mi spiego: se io fossi stato una divinita', avrei sceolto di resuscitare una persona che appartiene all'epoca che ha realizzato la massima conoscenza dell'Iliade. E magari e' nel XX secolo, non dico di no: ma lo vogliamo spiegare? Perche' altrimenti mi viene il dubbio che Simmons abbia scelto uno del XX secolo solo perche' gli riusciva meglio parlare in prima persona attraverso un suo contemporaneo.

Chi sono i post umani? In cosa si distinguono dagli umani? Io credo che i post umani siano gli dei greci, ma nel libro non lo si spiega. Boh.

SPOILER: se Harman e Daeman riescono a distruggere l'infermeria e i servitori robot smettono di funzionare, mentre i voyinx spariscono senza lasciare traccia, bene, chi e' che continua a faxare gli umani da un portale all'altro? Nel libro ci viene spiegato che in realta' il faxare tra un portale e' l'altro non e' un vero e proprio teletrasporto, ma una distruzione di un corpo nel punto d'ingresso, e la costruzione di un corpo nuovo, con gli stessi ricordi di quello morto, nel punto di arrivo. Pare di capire che il processo avvenga attraverso lo stesso sistema usato nell'infermeria ogni 20 anni per aggiustare i corpi. Ma se l'infermeria e' distrutta, e i servitori sono o morti e/o spariti, com'e' possibile che il processo di faxing continui?

Momenti WTF(*)
(Spoiler)
  • Una delle cose piu' interessanti della storia degli umani e' il fatto che spesso si colleghino a una specie di televisore portatile, in tessuto, che Simmoons chiama turin cloth. Su questa TV di tessuto gli umani assistono alla guerra di Troia...di cui ovviamente non sanno niente, perche' sono ormai degli illettarati incapaci di leggere. Ora: possibile che Simmons mi butti via un elemento cosi' spiegando in due righe verso la fine che il turin cloth lo ha dato Ulisse a Savi affinche' gli umani si riacclimatassero al concetto di guerra, in vista di guerre future? Ma che davero davero???
  • Hockenberry ha una collana che e' in realta' un sistema di teletrasporto (questo si') quantico. Basta strizzarlo, visualizzare nella mente dove si vuole andare, e bum, ci sei istantaneamente. E allora perche' - maremma bestia - verso la fine del libro Hockeberry corre di qua e di la', maledicendo di non poter arrivare in tempo? Strizza la collana, stronzo!
  • Ne accennavo prima: di questi voynix non si sa niente. Ma ho trovato davvero ridicolo - RIDICOLO - che questi cosi sinistri (perche' solo gli umani sono talmente stupidi da non capire che questi cosi sono sinistri) attacchino i nostri protagonisti mentre il muezzin preregistrato grida ammazza l'ebreo. Perche'? Perche' introdurre un elemento del genere? C'era gia' il fatto che - guarda il caso - gli unici umani non teletrasportati verso le citta' post umane 1500 anni prima fossero gli ebrei: ma questo ci stava, dava un mistero da risolvere anche molto interessante. Ma gli esseri bipedi che attaccano l'unica ebrea rimasta mentre il muezzin automatizzato grida ammazza l'ebreo mi pare un po' una presa per il culo. WTF?

In sintesi
Un libro con una bellissima idea alla base, un 400 pagine fenomenali, ma con un forte sbandamento. E con molte, troppe questioni rimaste aperte. Vedremo nel secondo libro se i punti in sospeso si risolveranno, e come. Ne riparleremo.

Punti wow:
  • I misteri dell'Iliade spiegati con la tecnologia futura
  • La frattura umano/post umano, e la descrizione del mondo umano
  • L'infermeria che aggiusta gli dei
Punti vaffanculo
  • L'arrivo di Caleban, Prospero, e i personaggi della Tempesta e di altri poemi inglesi.
  • Rimandi immotivati all'11 settembre e all'antisemitismo
  • Le lunghe (estenuanti) discussioni tra i moravec a proposito di Proust e Shakespeare

Voto complessivo: 7


(*) WTF: What the Fuck, tipica espressione in inglese di estremo stupore, usata anche quando ci si sente presi per il culo.

13/07/10

Moto Guzzi Stelvio 1200 - le impressioni di Jigen

Tempo fa, in uno dei suoi commenti, Jigen - alias Luca - aveva detto che si era da poco comprato la Moto Guzzi Stelvio. La Stelvio mi ha affascinato sin da quando e' uscita, un paio di anni fa. Per cui ho chiesto a Jigen se gentilmente poteva scrivermi due righe su quello che ne pensava. E Jigen ha scritto questa bellissima "recensione" qua sotto (anche le foto sono sue). E' particolarmente interessante perche' i suoi commenti sono quelli di un ex vespista.

Tra poco pubblichero' anche le mie impressioni su Wakanda. Ma se avete una moto, uno scooter, e volete scrivere una recensione da pubblicare sul Demonio, contattatemi e se ne discute. Nel frattempo buona lettura. E grazie JIGEN!

***

Ciao a tutti, sono Luca, aka Jigen, e ringrazio il Demonio Pellegrino per l’ospitalità; dietro suo invito vi faccio partecipi dei miei primi 5.000 chilometri sulla mia Moto Guzzi Stelvio 1200 4V del 2008 acquistata a fine maggio di quest’anno. Premessa: è la mia prima moto, abbandono per lei la mia fidatissima Vespa 200L Gran Turismo del 2003 che da Milano mi ha accompagnato fino a Dublino (due volte) e a Salonicco (l’estate passata).


Laroux, si chiama così la mia Guzzi, (anch’io come il proprietario di questo blog non mi sottraggo a dare nomi a oggetti “inanimati”) si sta comportando bene anche se il suo peso quando torno sulla Vespa mi fa sembrare quest’ultima uno scooter giocattolo…I suoi 250 kg infatti sono il mio più grande cruccio, ho davvero più paura di farla cadere da ferma che quando è in moto! Ad ogni modo, si comincia.

Come va la moto
La Stelvio mi ha fatto scoprire cosa significa avere un motore sotto il culo. È difficile, me ne rendo conto, per chi ha sempre guidato un’auto o un mezzo a due ruote di bassa cilindrata, capire quest’affermazione, credetemi sulla parola. La si cavalca come una puledra, anzi si tende a scivolare alla fine della sella verso il bicilindrico tanto che hanno messo delle protezioni per le ginocchia; la sua posizione di guida, tipica delle enduro stradali è quella che ho sempre cercato.


Laroux va giù in curva se lo vuoi tu. O meglio, data la sua massa, non ci vuole niente a piegare con questo tipo di moto nonostante non sia una sportiva, devo solo capire bene quanto/quando posso farlo e a quali velocità. A differenza della Vespa anche a settanta chilometri orari mi sembra di correre e la lontananza dal terreno mi fa sentire in totale balia della moto. Sono alto un metro e ottanta ma consiglio questa Guzzi a quelli alti dal metro e ottantacinque in su.

Raggio e precisione dello sterzo: buono il primo, ma mi aspettavo di meglio, da ferma mi capita spesso di fare manovre automobilistiche per uscire da alcuni parcheggi; impeccabile la seconda, il manubrio molto ampio contribuisce a identificare il pilota con la moto, se decidi di passare in un punto stretto, anche nel traffico milanese più caotico, ti ci infili senza tentennamenti. Sono spesso gli automobilisti a percepire la moto più grossa di quello che è ed a farle spazio!

Il cambio
La Stelvio non ha la catena ma il cardano e la classica leva al piede come cambio, non è una moto come, che ne so, la Mana… Com’è passare da uno scooter senza marce a un 1200 che ne ha sei? Ecco, un po’ traumatico. Adesso che mi sono abituato posso dirvi che credo Laroux abbia i rapporti troppo corti: mi trovo molto spesso a cercare le marce più alte, anche sopra la sesta! La prima è nervosissima al pari della seconda, mi trovo a mio agio con la terza, la quarta quasi non la conosco, la quinta ogni tanto la uso in superstrada e la sesta è la regola in autostrada.

A 4.500 giri la Stelvio tocca i 130 km/h e tanto mi basta. Come avevo già letto sulla Rete prima di acquistarla non è una moto per chi desidera avere una spinta sempre “pronta”. Potreste rispondermi che allora è una moto che ha qualcosa che non va se presenta difetti di erogazione… Non, so, proverò una Stelvio NTX (dove hanno risolto la cosa, ho letto) e vi farò sapere! Risposta per quanto mi riguarda, sopra i 5.000 giri trovo tutta la grinta di cui ho bisogno quando raramente mi serve e sono contento così.

Il cambio dicevamo: talmente dolce che bisogna maltrattarlo. Ringrazio il meccanico che me l’ha consegnata, il consiglio è stato “Non essere timido con le marce”; le marce entrano tutte facilmente ma non perdonano tocchi troppo incerti, la sensazione in questi casi è che la marcia sia entrata ma non completamente – ditemi voi se è possibile –, allora scalo e la inserisco meglio.

La seduta è la dimostrazione di come la posizione di guida e non l’imbottitura influisca su eventuali dolori dopo due/tre ore di viaggio, questo il mio pensiero. Davvero comoda, il pilota ha anche molto gioco se vuole cambiare durante la guida mentre il passeggero ha una sella praticamente tutta sua; la mia passeggera l’ha trovata piacevole lamentandosi solo delle vibrazioni provenenti dai pedalini e del calore della marmitta.

Invece pilota e passeggero non possono che ringraziare le sospensioni, avete idea di quante “botte” si prendono con una Vespa? Adesso le buche sono solo un lontano ricordo ed è anche possibile scendere da un marciapiede senza problemi. Le ruote trasmettono un buon feeling, quella anteriore, forse per il peso del motore proprio a ridosso, l’ho trovata a volte un po’ incerta.

I comandi
C’è quello che serve, metà analogico (i giri) e metà digitale (indicatore della benzina, tachimetro e temperatura esterna), più le solite spie. In condizioni di luce particolari la plancia dei comandi riflette molto e infastidisce. Il display già presenta i difetti degli schermi a cristalli liquidi lasciati al sole, peccato. Assolutamente impreciso l’indicatore della benzina, mi regolo grazie ai due “trip” parziali che è possibile programmare, infatti adesso vi parlo dei consumi:


Riempiendo il serbatoio fino all’orlo non ce n’è, la spia della riserva, almeno sulla mia Guzzi, si accende sempre dopo 215 chilometri (a 120 km/h di media). In seguito a un percorso misto mi è capitato di fare 235 chilometri. Ovvero, Laroux fa i 16,5 km con un litro o giù di lì. Quando “parte la riserva” il contachilometri inizia un conteggio parziale ad hoc che fa innervosire parecchio, per ora in queste condizioni ho fatto quaranta chilometri (così non vi angosciate!).

Il computer della moto dicevo può gestire due “trip” diversi che riportano chilometri, velocità, durata e consumi di un determinato viaggio. Piccolo appunto, se impostate “trip” numero due e fate rifornimento una volta riaccesa la moto ricordatevi di tornare sul secondo programma perché il computer va sul primo in automatico e addio statistiche.

Il famigerato sportellino sul lato destro del serbatoio… Lo trovo comodo – ci sta al più il portafoglio, il telefonino e il biglietto dell’autostrada –, si apre solo quando la moto è accesa e in folle. Il tasto è dietro e opposto a quello delle frecce, anche troppo imboscato. Ad alte velocità lo sportello presenta un po’ di gioco che lascia dubbi circa la sua chiusura stagna, per ora acqua non ci è mai entrata.

Concludo come il Demonio copiandogli l’idea degli applausi e anche dei vaffanculo, versione pellegrina dei cari vecchi pro e contro.

APPLAUSI SCROSCIANTI per
* i fari, due occhioni tondi che ti illuminano la strada così bene che tra anabbaglianti e abbaglianti non c’è praticamente differenza, avrete capito che il look della Stelvio mi piace;
* il borbottio del bicilindrico trasversale a V, ti ci affezioni a questa bestiola da cento cavalli appena davanti alle ginocchia;
* il vano sottosella, accoglie il libretto e – importante – una catena bella massiccia fatta come si deve facendo solo un po’ di attenzione a come la si dispone;
* il cambio, come passare da uno scooter senza marce a una moto che ne può vantare sei senza bestemmiare più di tanto, necessita un po’ di brutalità;
* le ridotte vibrazioni, ricordo che arrivo da una Vespa che non sa cosa siano. Diventano fastidiose dai 5.000 giri in su, provare per credere;
* il parabrezza, protegge davvero molto anche in presenza di forti temporali (se si va a velocità sostenute).
* il cavalletto laterale – la Stelvio ha anche quello centrale –, facile da raggiungere con il tacco della scarpa dalla normale posizione di guida, diventa il tuo migliore amico.

VAFFANCULO MERITATI per
* l’indicatore della benzina. Se ho riempito al massimo il serbatoio perché non mi segna tre tacche su tre ma solo due? Perché? Qualche ingegnere di Mandello me lo può dire?
* il peso eccessivo, vabbè. Non ci posso fare niente, dovrò mettermi sotto a sviluppare massa muscolare, non per essere figo ma per non avere paura di far cadere la mia moto;
* il posizionamento delle borse rigide, troppo “attaccate su”. Fare uno sforzo in più per capire come renderle più aderenti alla moto no? Vedi alla voce Yamaha Super Ténéré 1200…;
* le marce corte. Sarà l’inesperienza ma mi sembra una moto impossibile da guidare alle basse velocità, come se la Stelvio avesse sempre voglia di scappare via;
* la regolazione del parabrezza. O.k., capisco la soluzione manuale rispetto a quella elettrica. La procedura è tuttavia troppo laboriosa e si tende a regolarlo una volta sola e finito lì;
* le plastiche delle protezioni per le ginocchia. Sarò solo io a percepirle troppo economiche? Probabilmente la loro elasticità e il loro aspetto mi inducono a pensarlo;
* l’aspetto della marmitta. Non riesco ancora ad abituarmici e a capire se era l’unica soluzione possibile per la Stelvio, per ora penso solo che non sia del tutto indovinata;

Questo è quanto. In occasione di viaggi più impegnativi rispetto a scampagnate di trecento chilometri chiederò al Demonio Pellegrino se è ancora dell’idea di lasciarmi spazio in casa sua per dire la mia. Se vedete in giro per il Nord Italia una delle poche Stelvio in circolazione fate un cenno con la mano o un lampo con gli abbaglianti, potrei essere io!



07/07/10

Resoconto

Purtroppo le vacanze sono finite. Troppo brevi, come tutte le vacanze. Volevo solo dirvi che mi sono sciroppato alcuni dei titoli che mi avevate proposto qui, piu' un paio di titoli che avevo in lista da tempo.

Devo ringraziare l'anonimo che mi ha consigliato Where men win glory, di Krakauer. Il libro e' un po' costruito alla cazzo in alcune parti (come lo era Into the wild, secondo me), ma la storia di Pat Tillman e dello schifo messo su dai militari americani per trasformare la sua morte per mano di fuoco amico in uno strumento di propaganda di guerra e' agghiacciante.

Purtroppo daro' una delusione a Jigen: ho scaricato Sirens of Titan di Vonnegut, e ho provato a leggere la prima cinquantina di pagine, ma poi non ce l'ho fatta. Davvero. Io ho un problema con la fantascienza umoristica stile guida galattica per autostoppisti: non la reggo. E questo Sirens of Titan non ha fatto eccezione. Ma ci ho provato.

Ho scaricato anche Perdido Street Station e lo sto leggendo adesso. Promette bene, ma sono all'inizio.

Poi ho letto Altai dei Wu Ming (scaricabile gratuitamente e legalmente qui, come tutti i libri wuminghi), e mi e' piaciuto. Non mi ha esaltato pero'. E Keeper of dreams, di Orson Scott Card. E' una raccolta di racconti, tra fantascienza, fantasy, "letteratura" (come la chiama lui) e storie mormone. I racconti di fantascienza sono molto belli. Quelli di fantasy cosi' cosi'. Quelli di letteratura sono insipidi. E quelli mormoni boh. Insomma, bicchiere non proprio pieno.

Comunque grazie a tutti ancora una volta. I libri che avete consigliato sono tutti "sulla pista di decollo" per farsi leggere nel corso del 2010...

PS: volevo aggiungere due parole sul libro Lasciami entrare, che ho letto prima delle vacanze e che mi pare venga esaltato ovunque. Ecco, a me ha fatto cagare. E anche parecchio. La storia l'ho trovata abbastanza pallosa (solito bambino sfigato e sbeffeggiato a scuola s'innamora di vampiro bambina, che in realta' era un bambino, cattivo/a ma tanto tanto carino/a), ma soprattutto la lingua utilizzata dal traduttore italiano e' risibile. Io ubriachi o bambini italiani che dicano "maledettamente" ogni tre per due non li ho mai sentiti. E poi mi piacerebbe che nelle frasi fosse chiaro il soggetto: e' chiedere troppo?

25/06/10

Vacanze e letture

Ringrazio tutti quelli che hanno lasciato i commenti in calce al post precedente coi consigli dei libri per l'estate. Mi avete proposto una marea di libri, che mi basteranno ben oltre l'estate e ne sono felice. Ho una mezza idea di come sfruttare questa cosa, ma ve la dico al ritorno.

Nel frattempo, vi comunico che ho scaricato i primi capitoli di tutti i libri consigliati che sono disponibili per Kindle (col Kindle si possono scaricare le prima venti-trenta pagine di un libro gratuitamente, e se ti piace poi l'acquisti. Magari mentre sei in spiaggia al sole...o seduto a un bar). Vi faro' sapere...

Un chiarimento: non credevo di doverlo scrivere, ma evidentemente sono una persona troppo ottimista, e la stupidita' della gente mi prende a volte alla sprovvista.

Ho ricevuto un paio di email di persone che mi dicevano che ero un uomo incolto, un bruciatore di libri e anche un po' nazista perche' avevo chiesto libri disponibili sul Kindle, e avevo messo in una lista "nazista" (giuro, me l'hanno scritto) i titoli non disponibili su Kindle. Ora, io leggo il mondo, cartaceo e non. Ho una libreria di diverse centinaia di libri, che si allarga quasi ogni settimana, anche dopo l'acquisto del Kindle. Pero' uno degli aspetti piu' fantastici del Kindle e' che e' sottile come un fumetto di Topolino, e ci stanno mille libri. E siccome io in vacanza sono abituato a leggere 4-5 libri in una settimana, la differenza tra mettere in valigia un Topolino di 300 grammi, o 4-5 volumi dal peso totale di 2-5 chili e' essenziale.

(Parentesi: recentemente ho letto The Stand - L'ombra dello scorpione - di King. Avevo comprato una prima edizione con copertina rigida in un mercatino di libri usati. Dopo averlo cominciato a leggere, mi facevano male le braccia...e mi sono comprato la versione Kindle. GRAZIE al Kindle l'ho letto molto piu' velocemente. Chiusa parentesi).

PS: di solito quelli che attaccano cosi' violentemente il Kindle, non l'hanno mai preso in mano, e confondono il piacere della lettura con il piacere del libro come oggetto. Sono due piaceri complementari, ma distinti. E' la stessa differenza tra guardare una bella foto, e vivere lo scenario ripreso nella foto.


22/06/10

Libri per l'estate: qualche consiglio?

Cari lettori, sabato parto per una settimana di vacanza. Come al solito, credo che passero' gran parte del tempo su varie spiagge a leggere. Da qui, la mia richiesta di aiuto: che libri mi consigliate di scaricare sul Kindle? (non ho intenzione di portare libri fisici).

Mi date qualche titolo? Qualche libro che vi e' piaciuto un sacco? E mi dite perche'? Mano a mano che mi date i titoli, li metto in calce a questo post, cosi' anche gli altri lettori ne possono beneficiare.

Grazie!

Aggiornamento titoli proposti
Be', mi avete dato un sacco di libri: mi sa che tra questi e quelli che avevo gia' sullo "scaffale di decollo" (come chiamo io lo scaffale dove metto i libri che voglio leggere a breve) arrivo tranquillo alla fine dell'anno. Pero' continuate, continuate...che mi state proponendo autori che non avrei pensato di leggere, per cui mi fa molto, molto piacere.

Allora, i libri che avete proposto, e che non ho letto, e che sono disponibili su Kindle sono questi:

Ubik, Philip Dick (Superpiccione)
Libri di Michael Gregorio (Pizzeria Italia)
Atonement, Ian McEwan (Annalisa)
Follie di Brookln, Paul Auster (Annalisa)
The Caves of Steel,The Naked Sun,The Robots of Dawn, Robots and Empire tutti di Asimov (Annalisa, Dreamy)
Not a Star, Nick Hornby (Casper)
The Sirens of Titan, Kurt Vonnegut (Jigen)
Chesil Beach, Ian McEwan (Trippi)
Non dire notte, Amos Oz (Trippi)
I libri di sangue, Clive Barker (Elianto)
Where men win glory, John Krakauer (Anonimo)
Perdido street station, China Mieville (LGO)

I libri che avete proposto, e che ho gia' letto, o che non sono disponibili su Kindle sono questi:

The Nigger of the Narcissus & other stories - Joseph Conrad (no Kindle)
Year of the Hare - Arto Paasilinna (no Kindle)
Il ciclo della Fondazione - Asimov (letti)
The Caves of Steel,The Naked Sun,The Robots of Dawn, Robots and Empire tutti di Asimov (No Kindle)
Shop Class as Soulcraft: An Inquiry into the Value of Work - Matthew Crawford (no Kindle)
Coraline - Neil Gaiman (letto)
American Gods - Neil Gaiman (letto)
How to be good - Hornby (letto)
the lovely bones - Alice Sebold (ce l'ho, anche se non l'ho ancora letto)
Barney's version - Mordecai Richler (letto)
Non dire notte (don't call it night) - Amos Oz
Brave new world (Mondo Nuovo) - Aldous Huxley (letto)
Saga del Commissario Bordelli, Marco Vichi (no Kindle)
4 amici, David Trueba (no Kindle)
Margherita Dolcevita, Stefano Benni (no Kindle)
Cuatro Amigos, Trueba (no Kindle)
Sayonara, Gangster, Takahahis Gen'Ichiro (no Kindle)
La neve era sporca, Simenon (no Kindle)

PS: Amazon ha abbassato ulteriormente il prezzo del Kindle, che ora e' a 189$. Non ci sono piu' scuse.

16/06/10

I mondiali visti dal nuovo mondo

Nel mio primo mondiale di calcio visto dal nuovo mondo, mi sono trovato in dubbio: su che canale guardare le partite? Non mi fraintendete: questa e' l'America, non l'Europa. Per cui il problema non e' dettato dalla scarsezza delle risorse (e cioe' trovare un canale in chiaro che ti faccia vedere le partite), ma dall'abbondanza delle risorse e delle scelte: quale dei molti canali in chiaro scegliere per vedere le partite?

La scelta di base che mi si e' posta e' stata se guardare le partite sui canali in spagnolo, con commentatori sudamericani, o sul canale anglofono ESPN. ESPN e' il canale dello sport per eccellenza. Quest'anno ha investito parecchi soldi sul calcio - o soccer, qui - contando su un aumento degli spettatori. E essendo americani, hanno ovviamente fatto le cose in grande, con studi molto curati. E hanno ingaggiato degli "esperti" di calcio come commentatori che potessero spiegare il calcio agli americani (Parentesi: qui davvero gli americani di calcio ne capiscono proprio poco. E non si tratta solo di capire le regole, ma proprio lo spirito dello sport. Per farvi un esempio, mi si chiede spesso come sia possibile appassionarsi a uno sport che spesso lascia i risultati in pareggio (le partite di baseball, dove secondo me non succede mai un cazzo, possono durare ore e ore fino a che il risultato non si sblocca).

E insomma, io avevo grandi speranze per ESPN. Ma Fabrizio mi aveva gia' mezzo avvisato. Secondo lui l'approccio dei commentatori americani al calcio era troppo simile a quello verso il baseball e al rugby, e non avrebbe dato frutti applicato a uno sport come il calcio.

Forse per ovviare a questo problema, gli esperti che ESPN ha assunto sono europei, e quindi, ipso facto, nella mente americana, sanno di calcio.

Ora. Il problema e' che "gli esperti" sono tutti scozzesi o irlandesi. E conoscono - e parlano - solo della Premier League. E sono anche abbastanza arroganti nei confronti di tutte le squadre che non sono l'Inghilterra. E le squadre che non sono l'Inghilterra sono parecchie in questo mondiale (diciamo tutte, tranne una).

Risultato? Le telecronache in inglese sono insopportabili. E cosi' ho optato quasi immediatamente per le telecronache in spagnolo: commentatori messicani, argentini, cileni...che dimostrano di conoscere molto bene tutte le squadre, sono allegri, non sono arroganti...si sente che si divertono, non cagano il cazzo con statistiche del menga. C'e' entusiasmo.

Leggo che non sono il solo a pensare che le telecronache in castigliano siano migliori...Temo ESPN abbia cannato. E di brutto.

PS: qui ci sarebbe da fare un discorso piu' lungo sul mio processo d'integrazione in America, nel quale sono costantemente al centro di pressioni diverse. Da un lato, la cultura americana dominante, anglofona, e' quella di piu' immediata immedesimazione, in molte cose. Dall'altro, il richiamo dei latinos, per cui un italiano non puo' non essere uno di loro: caliente, y no frio. Como los putos gringos...ma su questo ritorneremo.

11/06/10

Il Mussolini del Culo

Questo il titolo di un gran bell'articolone apparso su GQ americano (via Camillo). La fine e' da incorniciare:

"Si puo' provare a rappresentare l'Italia come se fosse l'amante di Berlusconi. A volte e' come la sua ex moglie, Veronica Lario, sedotta, sposata e dopo incastrata in una villa a fronteggiare umiliazioni e l'eta' che avanza. A volte e' come Patrizia D'Addario, spinta a concedersi in cambio di un qualcosa che non ricevera' mai. La moglie non sa mai dove sia il marito, l'altra passa la sua vita aspettandolo, e lui si presenta in ritardo alla prima, e con magnifici regali all'altra [...]. E' il tipo di relazioni nelle quali, se sei la donna, sei sempre il soggetto passivo - sei sedotta, abbandonata, portata attraverso saloni danzanti euforica di champagne - e non hai il potere di fare niente. Ma un bel giorno una nazione intera si svegliera', e nella parte del letto dove c'era il Presidente, restera' solo un'ombra sul lenzuolo. Scommetto che avra' lasciato una rosa, o magari un breve messaggio al profumo della sua cologna. Ma arrivera' comunque il momento di alzarsi, andare a vedere se c'e' qualcosa per colazione, ripensare alla notte precedente. E a quel punto il popolo italiano dovra' capire se la notte appena passata insieme era una notte d'amore o solo una scopata".

(Traduzione mia).

10/06/10

Vie di fuga

Ho baloccato con questo racconto lungo per molti mesi. Ve lo lascio qui, a mo' di epitaffio. Non e' ancora finito, ma non vuol dire che non abbia un senso.

In un'altra vita, qualcuno mi disse "se non c'è quel qualcosa, scrivere è mero esercizio di calligrafia. esercizio inutile, se si usa un pc". Non ho scordato niente di quello che mi disse quella persona. Saprei ripetere, credo, ogni sua parola scritta, cantata e sussurrata. Non che questo faccia di me una persona intelligente, dal momento che anche i pappagalli sanno ripetere tutto. Ma cosi' e'.

Stephen King finisce tutte le sue introduzioni con un saluto a Constant Reader, Fedele Lettore in italiano. Ecco, io saluto te invece. E ti auguro molto vento nelle vele. (E ovviamente non voglio paragonarmi a King...)


Vie di fuga


1

La mattina del 22 ottobre il cielo era terso e faceva freddo. I grattacieli grigi, rossi, bianchi si stagliavano su uno sfondo azzurro scuro che li rendeva irreali. Le luci della citta' si sarebbero spente di li' a poco. Lo scenario per i primi dieci minuti di traffico cittadino non avrebbe potuto essere dei migliori.

Sull'autostrada, nel silenzio della propria auto, Jack ripassava mentalmente la lista di cose che avrebbe dovuto fare di li' a poco: la revisione del comunicato per la settimana della salute; la revisione di alcuni cartelloni da appendere in bacheca sulle misure preventive per ridurre la possibilita' di contagio della febbre suina (lavatevi le mani sempre dopo aver starnutito; se hai il raffreddore, NON portare i tuoi germi in ufficio: lavora da casa! e ammazza solo i tuoi familiari, pensava Jack); la stesura di un memo interno sulla possibile vendita di una parte della business unit. Ecco, soprattutto quest'ultima cosa gli avrebbe portato via sicuramente un paio d'ore.

Perso tra questi pensieri, Jack arrivo' piu' rapidamente del solito all'uscita 12 dell'autostrada, la sua. Il traffico sembrava scorrere molto velocemente, e se ne rallegro'.

I colori d'autunno stavano facendo un ottimo lavoro nel cambiare vestito al paesaggio. Gli alberi che avevano formato l'avanguardia rossa gia' ai primi di ottobre erano stati ormai raggiunti da tutti gli altri. Non era il Rhode Island, con i suoi ottobri rossi e gialli sogno, ma anche qui l'autunno sapeva stupire.

L'ufficio della compagnia per la quale Jack lavorava, la MegaCorporation Inc., era in un casermone grigio a tre piani, simile a cento altri della periferia di Chicago. Dall'esterno ogni piano era di una sfumatura di grigio diversa, dalla piu' scura in basso, alla piu' chiara in alto. Era brutto, e gli faceva pensare a una nave spaziale sgraziata. Se gli alieni avessero avuto delle navi spaziali netturbine, probabilmente la forma sarebbe stata questa, ripeteva Jack a sua moglie.

La bruttezza esterna aveva una diretta corrispondenza all'interno dell'edificio: un labirinto di muri grigi di diversa tonalita', una serie di uffici (loculi?) molti dei quali senza una finestra esterna. Mobilio di legno scuro, per lo piu', vecchio e scheggiato. Divieto assoluto di appendere quadri o qualsiasi altra decorazione suscettibile di creare problemi per la sicurezza dei dipendenti, recitava uno dei cartelli nella bacheca appena entrati. Jack si era sempre chiesto quale fosse il vero significato del cartello: forse i quadri appesi ai muri avrebbero fatto capire agli impiegati la merda di edificio in cui erano, e la cosa avrebbe provocato un'isteria di massa. Chissa'.

A Jack piaceva l'ultima parte del percorso per arrivare aal suo ufficio: poco prima dell'ultima curva la strada era magnifica: delle colline belle, anche se artificiali, prati verdi con qualche albero sparso, nascondevano alla vista i vari edifici aziendali che si susseguivano in circolo come pietre di un rosario. Alcuni colleghi gli avevano detto che in realta' le colline che gli piacevano tanto erano delle discariche ricoperte. Ma Jack aveva accolto la notizia con una scrollata di spalle. Pensava che il risultato fosse bello davvero. Proprio come i seni rifatti, a volte: chi se ne fregava se erano rifatti se erano rifatti bene?

All'ultima curva prima del suo edificio, getto' uno sguardo allo Starbucks dove molti dei suoi colleghi si fermavano la mattina per rifornirsi della loro dose di blanda caffeina. Sembrava esserci meno gente del solito, e tra le automobili parcheggiate non ne riconobbe nessuna dei suoi colleghi.

Al verde del semaforo, Jack svolto a sinistra, e costeggiando la fila di sequoie piantate da non piu' di un paio d'anni (quanto avevano speso per piantarle gia' cosi' grandi, ecco dove vanno le mie tasse), entro' nel vialetto che lo avrebbe portato al suo ufficio. Destra, una mezza curva a sinistra, destra ancora, e poi l'ultima curva a sinistra, e finalmente avrebbe visto gli ultimi due piani del netturbino interspaziale.

Solo che quella mattina del 22 Ottobre l'edificio non c'era.

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08/06/10

Leggere L'ombra dello scorpione a Las Vegas

Leggere gli ultimi capitoli di The Stand (L'ombra dello scorpione) di King, mentre si alloggia in una camera dell'Hotel MGM a Las Vegas e' un'esperienza indimenticabile. Uscire dalla camera, dirigersi verso gli ascensori e aspettarsi di vedere Randall Flagg sbucare da dietro un angolo...

Impagabile.

PS: perche' tradurre "The stand" con "L'ombra dello scorpione"? Eh? Perche'? Quando nel testo originale la frase "make a stand" in molteplici varianti occupa un posto importante fino all'ultimo capitolo? Perche'?

PS 2: questo post ha un senso se avete letto il libro. Altrimenti, per farla breve, nel libro il cattivo di turno, Randall Flagg, alias the Walking Dude, alias the Dark man alias un sacco di altre cose sceglie l'hotel MGM a Las Vegas come sua base operativa.

PS 3: e ora sotto con la saga della Torre Nera.

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