31/01/11

I libri di gennaio

Gennaio era partito molto bene, ma e' finito in modo pessimo, a causa di un libro che mi ha bloccato e che sono stato molto tentato di buttare al cesso.

Un cappello pieno di ciliege, Oriana Fallaci (18 Euri)
La storia picaresca e a tratti incredibile dei vari rami della famiglia della Fallaci, dalla meta' del 1700 in poi. E ' una lettura molto bella e difficile da mettere giu'. La Fallaci riesce a mantenere vivo il tuo interesse anche quando spiega come funzionavano i bagni nella Toscana del '700...e la sua scrittura e' davvero un piacere per la mente.

Pero' il libro e' ripetitivo nella struttura: per quattro volte si raccontano le avventure dei trisavoli, e alla fine, per quanto le avventure siano sempre diverse, il tutto e' un girotondo che stanca. E' un peccato in ogni caso che la Fallaci non sia riuscita a finire la saga, che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto raggiungere il 1944, ma che si ferma alla fine dell'800.

Per me, la piu' grande scrittrice italiana del '900. Voto: 8/10

Il segreto del bosco vecchio, Dino Buzzati (8 Euri)
Mi ha deluso. Buzzati e' forse il mio autore italiano preferito, ma questo segreto del bosco vecchio l'ho trovato un po' esilino nei contenuti. E' piu' una fiaba che un romanzo breve, ma non mi ha convinto.

Voto: 5/10

Holidays on Ice, David Sedaris ($3.90)
David Sedaris e' uno scrittore americano che potrei forse paragonare a Stefano Benni. Non e' un comico prestato alla scrittura, ma un vero scrittore comico, che con il suo cinismo e la sua sfrontatezza mette a nudo molto delle ipocrisie della societa' americana contemporanea. Questa raccolta di vari racconti brevi e' una chicca da non perdere: il disoccupato che trova lavoro ai grandi magazzini come elfo aiutante di Babbo Natale, e che incontra e descrive un'umanita' davvero triste, e' la storia piu' famosa. Si ride (amaro, a volte, ma si ride) dalla prima all'ultima pagina.

Voto: 8/10

Non e' un paese per vecchie, Loredana Lipperini (15 Euri)
Libro molto interessante, che si legge di un fiato come un buon reportage giornalistico, anche se a volte e' un po' dispersivo. E' soprattutto un libro con dati che lasciano di sasso: in piu' occasioni mi sono ritrovato a dover rileggere alcuni passi, non per una confusione del testo, ma perche' mi pareva (speravo?) di aver capito male.

Per chiunque abbia genitori ultra sessantenni che non appartengono a quella categoria dei ricchi che in Italia non ha mai problemi sara' una lettura spiacevole. Che fara' riflettere, e che fara' intavolare discussioni a casa, magari con una moglie straniera, sul “dove-vogliamo-andare-cosa-vogliamo-fare-con-i-vecchi-genitori-in-Europa”.

Piccolo appunto sull'interludio dello scrittore GL D'andrea. Ecco, non l'ho capito, proprio come mi capita spesso con gli interventi di questo autore su vari blog che frequenta e che leggo. Come sempre, le frasi erano grammaticalmente corrette, e cosi' pure la sintassi. E sicuramente ci sara' un senso profondo da qualche pate. Ma a me sono sembrate 5 pagine di supercapsula stile Amici Miei. Solo che alla fine non scattava la risata.

Il prezzo di copertina e' in ogni caso FUORI DAL MONDO: chiedere 15 euri per un tascabilone fa venire voglia di bruciare tutti i libri e mandare tutti gli editori affanculo.

Voto: 7/10.

The Hollow Man, Dan Simmons ($7.90) - Pubblicato in Italia da Urania come Gli uomini vuoti
Boia che palle. Questo libro ha due problemi di fondo molto grossi. Il primo e' che la trama pare scritta da un pazzo furioso con problemi sessuali molti forti, con episodi che lasciano a dir poco perplessi non solo e non tanto sul loro significato, quanto sul perche' siano presenti nel libro. Il secondo grosso problema e' che il libro e' zeppo di capitoli con un infodumping di teoria matematica che farebbe scappare anche il piu' nerd tra i lettori.

Il tema di fondo e' potenzialmente molto interessante: cos'e' la realta'? E' possibile che la realta' venga "creata" da chi la percepisce, proprio attraverso la sua percezione? Sembra interessante, nevvero? Peccato che invece il libro sia un calcio nei coglioni. Io non ho problemi con episodi di violenza nei libri: ma la violenza dev'essere funzionale alla storia, ci dev'essere un motivo, anche se il motivo e' semplicemente voler mostrare la banalita' della violenza stessa. Ma se tu scrivi 50 pagine raccontando l'episodio di una proprietaria terriera che vuole staccare il cazzo del protagonista dopo essersi attaccata dei denti di metallo alla bocca, bene, me lo devi giustificare. Mi devi dire perche' cazzo mi stai facendo leggere una roba del genere, per poi passare a parlare della chimica dietro le percezioni sensoriali, dimenticandoti improvvisamente della ninfomane con i denti finti.

Simmons, gia' mi avevi lasciato l'amaro in bocca con Ilium. Ma ora ho solo questo da dirti: vaffanculo, vai.

Voto: 3/10.

30/01/11

Black Swan

Vi divertite a guardare per ora la vernice fresca che si asciuga? A leggere per tre-quattro ore il dizionario? Bene, allora Black Swan e' il film per voi.

Boia CHE PALLE.

PS: Pero' la scena di sesso lesbico tra Natiale Portman e Mila Kunis e' SPETTACOLARE. E Mila Kunis e' una topa esagerata. Ma e' un po' poco per salvare un film davvero brutto.

03/01/11

Letture 2010: i libri piu' belli e quelli piu' brutti

Anche nel 2010 appena finito sono riuscito a raggiungere l'obiettivo di 50 libri letti, anche se per il rotto della cuffia. Ripeto quello che ho detto nel 2009: si', e' vero che non e' necessariamente importante quanto si legge, ma quello che si legge, pero' sticazzi. Perche'? Perche' si'.

La lista dei libri letti e' in calce a questo post. Analizzandola, i dati sono questi:
  • 50 libri (3 in meno che nel 2009), di cui 36 in inglese (72% del totale, in aumento rispetto al 2009), 1 in francese, il resto in italiano
  • 13 ebook, che rappresentano il 26% del totale (in leggero calo rispetto al 2009)
  • 26 libri di autori americani, esattamente come nel 2009
  • 8 libri di autori italiani, il 16% del totale, in calo vertiginoso rispetto al 2009 (quando, con 16 titoli, rappresentavano il 30% del totale).
  • 11 titoli di autori inglesi, il 22% del totale, in forte aumento rispetto all'anno scorso, essenzialmente grazie ai setti libri della saga di Harry Potter
  • 24 autori letti per la prima volta (48%, in leggero calo)
  • 8 libri non di narrativa (uno in meno del 2009).
Prima di fare una top ten dei dieci libri piu' belli e dei dieci piu' brutti, due parole sugli italiani. Per quanto mi sforzi di leggere i libri di cui si parla maggiormente in Italia ogni anno, li trovo sempre largamente al di sotto 1) delle aspettative, 2) del can can mediatico, e 3) di quello che pubblicano autori non italiani. Per storia, per struttura, per lingua. Alcuni di voi mi prenderanno per uno snob, ma vi assicuro che mi piacerebbe poter dire che Acciaio o Acccabadora sono libri fantastici, ma purtroppo non e' cosi': sono due cagate, con storie da calci in culo, e con un uso della lingua italiana (soprattutto la Murgia con Accabodara) da diti nel culo. E davvero non capisco l'esaltazione collettiva. Non vedo Calvino o Buzzati in giro in Italia al momento (si salvano i Wu Ming pero' - e infatti gli intellettuali italiani non perdonano loro il successo). E Ammanniti da quando ha vinto lo Strega sforna solo libri del menga (Strega incluso).

Detto questo, veniamo alle classifiche.

Top ten 2010

1) Blankets, Craig Thompson
Un romanzo fumetto (adesso in Italia va di moda chiamarli graphic novels: mah!) di 700 pagine che toglie il fiato. Una bellissima storia d'amore, un romanzo di formazione, con dialoghi e disegni che ti rapiscono. In assoluto il libro piu' bello del 2010. Fatevi un regalo e leggetelo.

2) Le citta' invisibili, Italo Calvino
Talmente bello che me lo sono letto due volte a distanza di pochi mesi. Credo che sara' uno di quei libri che tornero' a leggere nel corso della mia vita, senza posa.

3) The Stand, Stephen King
Pur avendo letto molto di King, L'ombra dello Scorpione non l'avevo letto. Che dire? E' bellissimo. Un po' tirato per le lunghe in alcune parti (la storia di Trashman mi ha spaccato i maroni), ma comunque un libro largamente al di sopra del 99% che si pubblica attualmente in Italia.

4-8) Harry Potter, JK Rowling
Cinque dei setti libri della saga di harry Potter occupano le posizioni dalla quarta all'ottava. In quest'ordine: Order of the Phoenix (il migliore), Half-Blood Prince, Deathly Hallows, Goblet of Fire, Prisoner of Azkaban. I primi due non entrano nella top ten: erano ripetitivi e un po' noiosi.

9) Le nebbie di Avalon, Marion Zimmer Bradley
Libro che vagava nella casa dei miei genitori dal 1986, alla fine l'ho preso in mano, ed e' stata una piacevole scoperta.

10) Where men win glory, Krakauer
La storia del marine Pat Tilmans, ucciso da fuoco amico in Afganistan, lascia senza fiato.


Delusioni del 2010

The time traveler's wife, Niffenegger
Boia che palle. 400 pagine che si potevano riassumere con "tizio sparisce dal presente, appare nel passato e nel futuro: ripetere 1000 volte, ed ecco la trama". Non succede niente in questo libro. Niente. Ma VAFFANCULO.

Lasciami entrare, Lindqvist

Ora, io non parlo svedese, e non sono in grado di tradurre un libro dallo svedese. Il problema e' che neanche il traduttore di questo Lasciami entrare mi pare ne sia capace. Magari lo svedese lo parla benissimo, eh, non mi fraintendete. Ma di sicuro NON scrive bene in italiano (e l'editor, in ogni caso, dov'era?). Dialoghi inverosimili (avete mai sentito degli ubriachi dire "maledettamente" in un discorso diretto? Anzi: avete mai sentito qualcuno usare l'avverbio "maledattamente" ogni tre per due?) e frasi con grammatica spesso pesante e sconclusionata. A volte non si capisce quale sia il soggetto della frase. Boh. Di certo questo ha rovinato un po' il piacere della storia. Che non mi e' neanche tanto piaciuta, lo devo ammettere. Bah.

Eat, Pray Love, Gilbert

Un libro di una banalita' talmente grande da risultare affascinante. Un ammasso di cazzate scritte da una sgualdrina che per ritrovar se stessa (dopo aver abbandonato il marito ed essersi fatta pigiare ben bene da un giovane che poi la sfancula) si fa un viaggio di un anno (pagato dall'editore) per mangiare, pregare coi santoni e scopare. Ho sbagliato qualcosa nella vita se c'e' gente come questa signora che si fa lautamente pagare per scrivere quest'ammasso di minchiate.

The adventures of Sherlock Holmes, Conan Doyle
Le avventure di Sherlock Holmes sono invecchiate molto male. E leggerle e' una pena senza fine.

The sirens of Titans, Vonnegut
Come ho gia' detto piu' volte, io ho un problema con la fantascienza umoristica inglese: non mi fa ridere e la trovo insopportabile. Questo libro di Vonnegut non ha fatto eccezione.

Keeper of Dreams, Card
Raccolta di racconti molto inconsistente, con alcuni racconti validi, ma altri (la maggior parte) davvero scialbi. Storie inesistenti, morale da accatto. Boh. Una delusione molto grossa.

Accabadora, Michela Murgia
Ora, la storia e' anche bella. Pero' innanzitutto se tu, editore di merda italiano, mi fai pagare 15 euri per un libro di 150 pagine, gia' mi stai sul culo. Ma anche tralasciando questo, la lingua utilizzata dall'autrice mi è sembrata troppo spesso falsa, con tentativi (quasi mai andati a buon fine) di cercare il colpo a effetto, tra paragoni infiniti e similitudini alla cazzo di cane. Non mi fa certamente venire voglia di leggere altro dell'autrice. Se questa e' una delle giovani promesse italiane, mi tengo stretti Buzzatti e Calvino.

The Gunslinger, The Dark Tower - Book 1, Stephen King
Ho aspettato molti anni prima di prendere in mano la saga della Torre Nera, perche' ODIO leggere saghe non finite che mi lasciano alla merce' dell'autore per quanto riguarda la tempistica. E visto che praticamente tutti mi dicevano che questa saga era davvero il capolavoro di King, alla fine ho cominciato, e, boh, delusione senza fine. King stesso nell'introduzione al libro ammette che il primo libro e' molto lontano dall'essere perfetto, ma davvero, che fatica. E che noia. Non un buon inizio. E ho cominciato il secondo e non mi pare meglio. Boh.


Lista libri letti nel 2010
  1. Under the Dome, Stephen King
  2. House of Leaves, Mark Danielewski
  3. The adventures of Sherlock Holmes, Arthur Conan Doyle (Kindle)
  4. American Gods, Neil Gaiman (Kindle)
  5. Blankets, Craig Thompson (fumetto)
  6. Bury my heart at wounded knee, Dee Brown (saggistica)
  7. Luna? Si', ci siamo andati, Paolo Attivissimo (saggistica, Kindle)
  8. Americans at work, Craig Storti (saggistica)
  9. Guide pratique de la photo, Peter Burian (saggistica)
  10. The Crossing, Cormac McCarthy
  11. Behold a pale horse, Milton Cooper (saggistica)
  12. Nikon D3000 for dummies (saggistica)
  13. The Stand, Stephen King (Kindle)
  14. The Gunslinger - The Dark Tower book 1, Stephen King
  15. The complete Persepolis, Marjane Satrapi (fumetto)
  16. Eat, pray, love, Elisabeth Gilbert
  17. Lasciami entrare, John Lindqvist
  18. Keeper of Dreams, Orson Scott Card (Kindle)
  19. The sirens of Titans, Kurt Vonnegut (Kindle)
  20. Altai, Wu Ming (Kindle)
  21. Where men win glory, John Krakauer (Kindle)
  22. Ilium, Dan Simmons (Kindle)
  23. The Screwtape letters, C.S. Lewis (Kindle)
  24. Pochi inutili nascondigli, Giorgio Faletti
  25. Norwegian Wood, Haruki Murakami (riletto)
  26. Love story, Erich Siegel
  27. The time traveler's wife, Audrey Niffenegger
  28. How Starbucks saved my life, Michael Gates Gill
  29. Le citta' inivisibili, Italo Calvino (letto due volte)
  30. Lunar Park, Brett Easton Ellis
  31. Harry Potter and the Sorcerer's stone, J.K. Rowling
  32. Harry Potter and the Chamber of Secrets, J.K. Rowling
  33. Harry Potter and the Prisoner of Azkaban, J.K. Rowling
  34. Harry Potter and the Goblet of Fire, J.K. Rowling
  35. Harry Potter and the Order of the Phoenix, J.K. Rowling
  36. Harry Potter and the Half-Blood Prince, J.K. Rowling
  37. Harry Potter and the Deathly Hallows, J.K. Rowling
  38. Secret Ingredients
  39. Full Dark, No Stars, Stephen King
  40. Il barone rampante, Italo Calvino
  41. La danza degli gnomi e altre fiabe, Guido Gozzano (Kindle)
  42. The secret diary of Laura Palmer, Jennifer Lynch (riletto, Kindle)
  43. The next 100 years - a forecast for the 21st century, George Friedman (saggistica, Kindle)
  44. It's a dog's life, Snoopy, Charles M. Schulz (fumetto)
  45. It's a big world, Charlie Brown, Charles M. Schulz (fumetto)
  46. Acciaio, Silvia Avallone
  47. La sonata a Kreutzer, Tolstoy
  48. Le nebbie di Avalon, Marion Zimmer Bradley
  49. Accabadora, Michela Murgia
  50. Niente da fare, Charlie Brown, Charles M. Schulz (fumetto)

14/12/10

"Un'opera per liberare la coppia e la societa' dallo strategismo sentimentale che le tormenta"

Io non ho mai capito a cosa cazzo servano i booktrailer, cioe' i filmati che parlano di un libro e che dovrebbero spingerti a comprarlo. Anzi, i booktrailer m'infastidiscono proprio, perche' m'impongono nella testa delle immagini che invece la mia mente vuole materializzare da sola, mentre legge il libro, eventualmente.

Detto questo, m'inchino di fronte a questa roba qui. Cioe', davvero, non so cosa dire. Cosa si puo' dire di "un'opera per liberare la coppia e la societa' dallo strategismo sentimentale che le tormenta e ha enormemente rallentato il cammino della civilta'. E' bellissimo."

Io, boh.




29/11/10

Cartelli menzogneri


Di questi cartelli in Messico ce ne sono a bizzeffe. Pero' io di tope ne ho viste davvero poche.


19/11/10

Il giorrno del ringraziamento: tra miti e falsita'

Il primo ringraziamento, di Brownscombe
(Articolo tradotto dall'originale inglese, che e' qui).

L'ultimo giovedi' di Novembre (quest'anno il 25 pv) si celebra in America il giorno del Ringraziamento. E' una festa alla quale mi pare gli americani siano addirittura piu' attaccati che al Natale. Immagino che il motivo sia legato alla storia della festivita', che celebra uno dei momenti fondanti di questa nuova Nazione. Pero' c'e' un pero'.

La storia ufficiale insegna che il Primo Ringraziamento fu celebrato nel 1621, quando i pellegrini sbarcati a Plymouth nel New England riuscirono a salvarsi grazie all'intervento degli indiani, che diedero loro cacciagione e mais. Cosi', ogni anno, l'ultimo giovedi' di Novembre, gli Americani celebrano questo momento conciliatore con la loro famiglia e i loro amici, cucinando un pasto che ricalcherebbe quello che venne mangiato in quel Primo Ringraziamento di quasi 500 anni fa. Purtroppo e' tutto falso: il mito del Primo Ringraziamento sarebbe infatti un'invenzione di un'autrce di romanzi del XIX secolo, o almeno cosi' sostiene Andrew F. Smith nel suo articolo The First Thanksgiving, pubblicato nel 2003.

La celebrazione di ringraziamenti (e cioe' preghiere per ringraziare il Signore per svariate cose, come un buon raccolto, una pioggia provvidenziale, la fine di una malattia) erano prassi comune in molte comunita' delle colonie inglesi in America. Questi vari ringraziamenti prevedevano preghiere comuni, ma non si tenevano a date fisse. E di sicuro non avevano niente a che fare con commemorazioni di un presunto Primo Ringraziamento dei pellegrini, di cui nessuno ha parlato per secoli. Infatti la prima volta che si fa menzione di un Primo Ringraziamento e' in una lettera del 1841 (e cioe' 220 anni dopo i presunti fatti): il mittente parla di un evento del 1621 che sarebbe durato tre giorni, per celebrare un ottimo raccolto. Secondo lo storico Smith pero' questa lettera non sarebbe nient'altro che una specie di forma di pubblicita' per convincere piu' inglesi a trasferirsi nelle colonie americane. Un po' come quelle pubblicita' che passano alla TV, nelle quali ci sono immagini bellissime di posti lontani e problematici, e che dovrebbero invitarci a visitarli.

Nel momento in cui quella lettera viene scritta, nel 1841, la serie di eventi che avrebbe trasformato un falso storico nella maggiore celebrazione americana si era gia' messa in moto. Nel 1827 Sarah J. Hale pubblica il suo romanzo Northwood: a Tale of New England, che contiene un capitolo intero che descrive con dovizia di particolari una cena di ringraziamento con il tacchino arrosto, marmellate, torte di zucca e gravy, il sugo di carne per cui qui vanno tutti matti. In pratica inventa dal niente quell'immagine che diventera' poi l'iconografia classica della cena del Ringraziamento americano.

Il romanzo della vedova Hale ha molto successo, tanto che Hale finisce a dirigere una pubblicazione molto influente all'epoca, la Godey's Lady's Book. Nel suo nuovo ruolo, la Sig.ra Hale fa una campagna senza sosta per tentare di convincere il governo a creare un giorno del Ringraziamento nazionale. I suoi sforzi vanno finalmente a buon fine durante la guerra civile americana, quando, nel 1863, il Presidente Lincoln dichiara per la prima volta l'ultimo giovedi' di Novembre come il giorno del Ringraziamento.

E' interessante notare pero' come neanche la Sig.ra Hale nel suo romanzo avesse MAI fatto il collegamento tra il Ringraziamento e un presunto Primo Ringraziamento del 1621. La prima volta che Hale fa questo collegamento e' in un editoriale del 1865, e quindi DOPO che Lincoln ha gia' creato la festa nazionale. Nel giro di un paio d'anni pero', l'editoriale di Hale viene ripreso praticamente in quasi ogni giornale dell'epoca, diventando una cosa (sbagliata) di dominio comune.

Il tutto torno' anche molto comodo come strumento per cercare di assimilare il flusso senza fine di immigrati non anglofoni che arrivava negli USA: il Primo Ringraziamento del 1621 divenne una facile storiella da insegnare a scuola, creando nei nuovi americani un senso di appartenenza e di unita' di cui in quel momento la nuova nazione aveva un bisogno disperato: i pellegrini venivano identificati con quell'ideale di liberta' che la maggior parte delle persone che emigravano in America perseguivano, e il Ringraziamento divenne il momento unificatore in cui un'intera nazione diceva grazie per tutto quello che aveva ottenuto.

Freedom from Want, 1943, Rockwell -
iconografia classica della
cena del Ringraziamento
Ma di sicuro almeno la tradizione del tacchino si basa su fatti veri? No, purtroppo no. Evan Jones, in un libro meraviglioso che ripercorre la storia della cucina americana, dai primi colonizzatori ai giorni nostri (American Food), dice che i documenti storici parlano di un ringraziamento del 1621 il cui menu sarebbe consistito in "carne di cervo, anatra arrosto, oca arrosto - nessuna menzione di un tacchino arroso - vongole, anguille, pani di grano e mais, porri, crescione, prugne, vino fatto in casa".

Quindi e' tutto falso? Si' e no. Ogni paese ha i suoi falsi miti unificatori, (l'Italia ne e' piena), ma questo non vuol dire che le celebrazioni e i sentimenti dietro le celebrazioni siano falsi anche loro. Lo spirito che unisce gli Americani nel giorno del Ringraziamento e' ben reale: lo si respira quasi nell'aria, lo si sente nei discorsi della gente che fa carte false per prendere quell'ultimo areo e arrivare a casa in tempo per sedersi a tavola con la famiglia e riabbracciarla. E magari anche sterminarla tutta, come ha fatto un tizio in Florida l'anno scorso.


17/11/10

Saviano in TV fa cagare

Si puo' dire che Saviano alla TV fa cagare? Che e' soporifero, INDIPENDENTEMENTE da quello che dice, che non ha il tempo della televisione, che pare un Celentano dei poveri?

Si puo' dire, senza essere accusati di essere mafiosi, fascisti, ammazzatori di delfini e mangiatori di gattini appena nati?

Be', anche se non si puo' dire, io lo dico: Saviano in TV FA CAGARE. OK?

Devo aggiungere tutti i "questo non vuol dire che..."? Ma che paese di merda davvero siamo diventati?

15/11/10

Tempi bui

"Cova sotto la cenere una questione sociale. Il Sud, che già ora è un focolaio di rivolte - quando, col federalismo fiscale, dovrà farcela, e scoprirà che non ce la fa, con le proprie forze - minaccerà di diventare, per la nostra Repubblica, ciò che è stata l'Algeria per la Quarta repubblica francese, la causa scatenante della sua crisi; il Nord - se scoprirà che il Fondo di perequazione del federalismo solidale altro non sarà che la prosecuzione dell'assistenzialismo al Sud - ripiomberà nella voglia secessionista, che si sommerà alla causa scatenante meridionale nel provocare la crisi."

Piero Ostellino sul Corriere.
Il resto, qui.

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