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24/10/09

Tette o culo?

Si dice (grazie L.) che all'uomo di destra piacciano le tette, e che all'uomo di sinistra piaccia il culo. Marrazzo dev'essere un uomo di centro: gli piace che un uomo con grosse tette lo sodomizzi.

Il Trans del caso Marrazzo (nomen omen) - Fonte: corriere.it

Magari potrebbe essere il nuovo leader di centro sinistra, nel pieno spirito maanchista di Veltroni? Un uomo, MA ANCHE una donna.


Domanda sinistra

C'e' qualche elettore di sinistra qui che mi possa spiegare per quale motivo ai politici di sinistra non piacciano le donne, e debbano sempre tradire le proprie mogli - non senza aver prima fatto la morale su Berlusconi - andando con transessuali e facendoselo buttare in culo?

Sono curioso.

18/10/09

Prime volte


Per la prima volta in vita mia ho comprato Playboy. Perche'? Per due motivi: perche' in copertina avevano Marge Simpson, e perche' c'era un racconto di Stephen King.

Il giornale e' una cagata pazzesca. Non capisco davvero come possa ancora vendere anche una sola copia. C'e' molta meno nudita' che in qualsiasi GC o Max italiani.

La pubblicita' e i testi sono molto simili - se non piu' casti - di quelle di GQ, per dire. E al massimo si vede qualche ragazza in topless.

E, grandissima delusione, Marge ha le tette davvero piccole.

25/02/09

L'orgia

Recentemente, parlando con un amico e due amiche, e' sorta una diatriba: qual e' il numero minimo di persone necessario per un'orgia? Cioe', quand'e' che il sesso che coinvolge piu' persone diventa un'orgia?

Il dubbio riguardava in particolare il numero quattro: io sostenevo che a quattro, non si possa parlare di vera orgia, che ci sia bisogno di almeno cinque persone. Altri sostenevano come gia' da quattro sia lecito utilizzare il termine orgia. Eravamo tutti d'accordo nell'escludere il tre (la cosa a tre non e' mai un'orgia).

Ora, la questione ci ha un po' preso, e ci siamo messi a fare delle ricerchine. La cosa interessante, e' che pare che non ci sia una soluzione condivisa. Secondo Esquire, ci vorrebbero almeno cinque persone (due coppie, piu' un battitore libero come minimo).

Ma questa spiegazione non mi soddisfa, perche' si fa dell'orgia una questione di coppie. Certo, tre, quattro coppie, possono fare delle orgie. Ma perche' non cinque-sei single allora?

Wikipedia da' una spiegazione che mi pare molto convincente. Dice che la differenza tra un'orgia da un lato, e una cosa a tre o a piu' persone dall'altro, e' che nella cosa a tre o a piu' persone c'e' un solo specifico atto sessuale, al quale altri si possono aggiungere, ma che non puo' essere diviso in vari atti sessuali; se invece ci sono due o piu' centri di attivita' sessuale specifici, allora la cosa a tre diventa un'orgia.

Quindi secondo wikipedia, la vera differenza e' se ci siano a meno attivita' sessuali separate: se ci fossero anche 6 persone, ma tutte coinvolte nello stesso atto allo stesso tempo, allora niente orgia (le gangbang, con una donna in mezzo a dieci, venti uomini, dunque, non sarebbero un'orgia, e sono d'accordo). Mentre se ci fossero anche solo quattro persone, se trombano indipendentemente, due a due, creando centri di attivita' sessuale indipendente, allora saremmo in presenza di un'orgia. (Da notare che wikipedia dice che anche una cosa a tre puo' essere un'orgia, ma non capisco come. A meno che non si voglia qualifcare come un'orgia due che trombano da soli mentre uno li guarda facendosi una sega).

Nella mia mente io avevo sempre pensato che comunque sia nell'orgia le persone devono fare sesso con almeno due partner, o almeno con uno che non sia il proprio partner ufficiale (se vado a un'orgia con mia moglie, e trombo solo con mia moglie, non ho fatto un'orgia, credo). Ma di questo requisito non trovo menzione.

E voi? Avete mai riflettutto sul problema?

04/12/08

Sesso puro

Madonna, quanto mi fa sesso questa donna. Notate anche il melograno sulla scrivania...chiaro simbolo sessuale (cosa voglia dire di preciso non lo so, ma è chiaramente una roba porno dura). 

Io l'ho sempre pensato e sempre detto: questa è la classica santa fuori ma panterona sotto. La classica da storia clandestina, con sesso matto e disperatissimo in un portone sotto i portici di Bologna, con la pioggia battente e i passanti che corrono vicini...

(Cio non toglie che politicamente dovrrebbe comunque andare a casa. Possibilmente la mia).

29/11/08

La tassa sulle seghe

Quando leggo che "Spetterà al ministro per la Cultura Sandro Bondi individuare cosa è porno e cosa è soft" non so se ridere o piangere. 

Che la tassa sulle seghe non sia la vera via d'uscita dalla crisi economica? E sarebbe proprio a portata di mano, se mi si passa la grezzata...

16/06/08

Commenti sparsi

  • Dire - come fanno i cialtroni europesti alle vongole che hanno commentato il risultato del referendum irlandese - che il voto irlandese è una vergogna anche alla luce di tutti i soldi che l'Irlanda ha ottenuto dall'Unione Europea è un po' come dire che un figlio che rifiuta le molestie sessuali dei genitori è un ingrato perché comunque i genitori gli danno da mangiare, e suvvia, potrebbe alla fine per gratitudine farsi molestare come gesto di riconoscenza. Vi fa schifo questo ragionamento? Anche a me. E dovrebbe per l'appunto farvi schifo il discorso sull'Irlanda, perfettamente in linea con le cazzate del pensiero unico europeo. Ero sicuro che l'ottimo Mercato Unico avrebbe scritto un pezzo sulla questione, ma vedo che rimanda ad un altro post molto ben scritto da Conservative Mind...per cui lo faccio anch'io.
  • Sempre sulla stessa questione: già nel 2005, Francia e Olanda dissero No alla costituzione sovietica europea. Questo trattato reintroduce le stesse cose, in versione abbreviata. Cioè la democrazia in Europa funziona cosi': vuoi tu accettare queste belle regole che noi capi europei abbiamo deciso? Si'? trionfo della democrazia! No? FASCISTI!!! NAZISTI!!!! RIPETIAMO IL VOTO. Cosi' si fa. Una roba da Romania dei tempi d'oro. E' anche scorretto dire che tutto è bloccato per colpa dell'Irlanda: direi che tutto è bloccato GRAZIE all'unico paese che ha concesso al proprio popolo di votare su una questione tanto importante...
  • Cambiando argomento, leggo che Cobogli Gigli vuole portare a termine la sua missione di distruggere definitivamente la Juventus. Dai, Cobogli, vendi Trezeguet, non rinnovare il contratto a Nedved e neanche a Camoranesi. Tranquillo che in finale per la Mitropa cup col Pisa ci arrivi comunque.
  • Vedendo le foto della Bellucci mi pare sia un po' svaccata.
  • Leggo anche sul corriere che si fanno ricerche sul perché i film hard eccitino gli uomini. Ve lo spiego io in due minuti: perché ci sono le donne nude che trombano e fanno porcate. Me lo date anche a me un premio scientifico?

01/05/08

Il corteggiamento del milledugento è uguale a quello di adesso...ce lo prova Ciullo d'Alcamo

PREMESSA: Nei commenti a questo post, avevo usato l'espressione "vai a scopare il mare", che aveva generato un piccolo dibattito sulle sue origini. La commentatrice wiki ci aveva detto che l'espressione trovava un antenato nella storia di Ciullo d'Alcamo...e mi ha inviato un bellissimo scritto nel quale ripercorre la storia di Ciullo e spiega come i fondamentali del corteggiamento non siano molto cambiati dal milledugento...e ci traduce espressioni poetiche in modo diverso da quelle che abbiamo imparato a scuola...Per cui ve lo posto qui sotto. Buona lettura. Ne vale la pena.

Per wiki solo una parola FANTASTICO. Se a scuola le cose le insegnassero cosi'...

Il Contrasto di Ciullo D'Alcamo,
commentato e spiegato da WIKI

Allora, stiamo parlando di uno dei primi testi della poesia comica italiana, prima ancora di Cecco Angiolieri e del suo S'i' fossi foco.., di un vero – e spassossissimo - capolavoro della poesia comico-erotica. Spesso tralasciato o peggio edulcorato nella consueta prassi scolastica.

Siamo in Sicilia, metà del Milledugento. Un ragazzo e una ragazza che “battibeccano” - ed ecco la forma del “contrasto”: una strofa lui, una lei. Ciullo non s'è l'è inventata dal niente: la usavano già i poeti provenzali, cento anni prima. Lei è probabilmente una sguattera che sta alla finestra della casa padronale, lui un gabelliere che finge di essere un ricco nobile per fare colpo su di lei.

Ah, “ciullo” in Sicilia, ancora oggi, è l'organo sessuale maschile – ma nei vostri libri di letteratura troverete sicuramente un ben più poetico “Cielo D'Alcamo”...

Comunque, dato che nomen est omen, il giovane apostrofa così la ragazza:
Rosa fresca aulentis[s]ima ch’apari inver’ la state
le donne ti disiano, pulzell' e maritate:
tràgemi d’este focora, se t’este a bolontate;
per te non ajo abento notte e dia,
penzando pur di voi, madonna mia.

Cioé: Rosa splendida e profumata che fiorisci d'estate, anche le donne ti desiderano, vergini e sposate; toglimi da questo fuoco, se ne hai volontà. Non ho pace né la notte né il giorno, pensando a voi, mia signora.

Quindi lui all'inizio tira fuori la solita frase fatta “sei un fiore”, ma si capisce subito che non ha in mente una relazione molto platonica: lei è così bella da suscitare addirittura desideri saffici – anche se il vostro prof sosteneva che le altre donne la invidiassero e basta per la sua bellezza, quel puritano! – e lui ha fatto proprio venire i bollenti spiriti (este focora)! Naturalmente, tutti sappiamo come si spengano i bollenti spiriti...A me personalmente ricorda abbastanza la scena dell'incontro tra Romeo e Giulietta: “Ho sete...” “Quale acqua può dissetarti?” “È un'acqua che è un fuoco, e che sta sulle tue labbra...”

Ma lei fa la ritrosa, anzi, lo manda proprio a quel paese:
- Se di meve trabàgliti follia lo ti fa fare.
Lo mar potresti arompere, a venti asemenare,
l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare:
avere me non pòteri a esto monno;
avanti li cavelli m’aritonno.

Se stai male per me, sei un pazzo. Potresti arare il mare, seminare il vento, accumulare tutto l'oro del mondo, ma piuttosto che essere tua mi faccio monaca! E il verbo “aritonnare” richiama proprio la tonsura claustrale...Ma lui non si scompone più di tanto, le dice che se lei si facesse suora, lui morirebbe di dolore, così le propone direttamente poniamo che s’ajumga il nostro amore. Cioè, come direbbe Elio e le storie tese, “Uniamo i nostri corpi nell'estasi suprema dell'idillio d'amore”.

Lei fa sempre la ritrosa e trova la più classica delle scuse:
se ti ci trova pàremo cogli altri miei parenti,
guarda non t’ar[i]golgano questi forti cor[r]enti.
Como ti seppe bona le venuta,
consiglio che ti guardi a la partuta.
“se mio padre ti trova con me, ti fa un mazzo così, e i miei fratelli pure”

Ma lui se la ride sotto i baffi: sa benissimo che nelle Costituzioni Melfitane di Federico II c'è una legge che permette ad un nobile (lui sta fingendo di essere nobile, ma lei non lo sa – ma quante balle raccontano gli uomini alle donne?) di cavarsela con una multarella da pochi agustari se stupra una ragazza del popolo. Ah, i vantaggi dell'Ancien Régime...!

Lei dice di non poterne più della sua insistenza e che se anche fosse ricco come un sultano non la potrebbe nemmeno sfiorare con la punta di un dito. Ma lui sa perfettamente che il suo punto di forza non sono i soldi, bensì la suavitas delle sue parole, la loro forza ammaliatrice...
- Molte son le femine c’hanno dura la testa,
e l’omo con parabole l’adimìna e amonesta:
tanto intorno procàzzala fin che ll’ ha in sua podesta.
Femina d’omo non si può tenere:
guàrdati, bella, pur de ripentere.
...talmente ammaliatrice che prima o poi lei cadrà in suo potere, inverando una versione molto più carnale del dantesco “amor ch'a nullo amato..”: una donna non può fare a meno di un uomo! E che lei stia ben attenta a non pentirsi di un suo rifiuto!

Ella risponde che piuttosto che pentirsi si farebbe uccidere e che le sue parole da cantautorucolo fallito l'hanno stancata.
- K’eo ne [pur ri]pentésseme? Davanti foss’io aucisa
[...]
Acquìstati riposa , canzoneri:
le tue parole a me non piac[c]ion gueri.

Ma lui sfodera un colpo basso – perché tutte le donne vogliono essere quella “di più delle altre” - mettendoci dentro anche il destino cinico e baro. E non serve parafrasi.
Femina d’esto secolo tanto non amai ancore
quant’amo teve, rosa invidïata:
ben credo che mi fosti distinata.

E lei di nuovo: “se son destinata a te, allora mi faccio davvero suora”; ma lui dice che anche lui andrà al monastero, che si farà frate pure lui – e cento anni dopo Boccaccio ne racconterà delle belle, a questo proposito - perchè
besogn’è ch’io ti tenga al meo dimino.
“ho bisogno che tu sia mia, che tu sia in mio dominio”. Uau. Il fuoco della passione. E probabilmente lui ha anche un'idea connotata in modo fortemente sessuale, del dominio...
Lei adesso comincia a fare un passo indietro : “oimé misera, oimé tapina, destino crudele...” e finge di cercare una scappatoia, tipo “non son degna di te”:
Cerca la terra ch’este gran[n]e assai,
chiù bella donna di me troverai.

Ma lui è convintissimo:
- Cercat’ajo Calabr[ï]a, Toscana e Lombardia,
Puglia, Costantinopoli, Genoa, Pisa e Soria,
Lamagna e Babilonïa [e] tut[t]a Barberia:
donna non [ci] trovai tanto cortese,
per che sovrana di meve te prese.
Insomma, in tutto l'orbe terracqueo non c'è un'altra come lei! È ovvio che la ragazza a questo punto sia tutta in brodo di giuggiole, ma fa la figlia di Maria, quella che “non lo fo per piacer mio, ma per dare figli a Dio”: “Se soffri proprio così tanto...sposami, e poi farò quello che vuoi”.
Ma lui se la ride sotto i baffi: sa bene che lei sta cedendo, sa di averle dato il colpo di grazia:
e dato t’ajo la bolta sot[t]ana.
Dunque, se pot[t]i, tèniti villana.
...ma le brave ragazze non gli piacciono. Sa bene che con quelle un po' ruspanti (villane) ci si diverte molto di più...

Ma lei ha inteso male la questione del “colpo” e si spaventa:
- En paura non met[t]ermi di nullo manganiello:
o forse non si è spaventata per nulla, anzi! ...dato l'evidente doppio senso di “manganello”!

E il nostro giovane a questo punto fa finta di fare il poeta, ma il doppio senso sessuale avanza implacabile:
di quaci non mi mòs[s]era se non ai’ de lo tuo frutto
lo quale stäo ne lo tuo jardino:
disïolo la sera e lo matino.
...perché è ovvio che lui non si alzi al mattino e vada a letto la sera con la voglia di una bella macedonia...

Ma la fanciulla, con la più classica delle civetterie femminili, fa quella che “ce l'ha d'oro”:
- Di quel frutto non àb[b]ero conti né cabalieri;
molti lo disïa[ro]no marchesi e justizieri,
avere no’nde pòttero:
E lui, giustamente, le fa notare che “non ce l'hai solo te” e che non si può disprezzare ciò che prima non si è provato, anzi, assaggiato...
- Molti so’ li garofani, ma non che salma ‘ndài:
bella, non dispregiàremi s’avanti non m’assai.

Lei deve essere proprio a corto di argomenti, se per l'ennesima volta tira fuori la storia “nemmeno per tutto l'oro del mondo – ma se soffri tanto, perché non muori e non mi lasci in pace?”. Ma lui risponde che morire sarebbe una consolazione, dal momento che per lei farnetica notte e giorno perché
Sanz’on[n]i colpo lèvimi la vita.

E lei – che è lì lì per cedere – “vattene, vattene, disgraziato, che se arrivano i miei...”
Ma lui rincara la dose: è un anno, ormai, che lui non fa che pensare a lei, da quando...
Or fa un anno, vìtama, che ’ntrata mi se’ [’n] mente.
Di canno ti vististi lo maiuto,
bella, da quello jorno so’ feruto.
...da quando l'ha vista in grembiule (maiuto)! No. Fermi tutti. Qui qualcosa non torna. Come, “da quando ti ho vista in grembiule”? Che senso ha? Ha senso, ha senso... perché il “maiuto” era il rozzo grembiule inamidato che impediva alle lavandaie di bagnarsi quando andavano a lavare i panni al fiume o al lavatoio. Ora, si sa benissimo in quale posizione si mettano le lavandaie... ah, ecco di cosa si è innamorato il romanticone! Ecco cosa turba i suoi sonni!

Lei ormai si sdilinquisce tutta “Ah, Giuda traditore, ti sei innamorato di me...neanche fossi stata vestita con le stoffe più preziose...”
- Di tanno ’namoràstiti, [tu] Iuda lo traìto,
como se fosse propore, iascarlato o sciamito?
...però – c'è un però...ultimi baluardi di resistenza – se non mi sposi, mi getto in mare!

Ormai il ragazzaccio è scatenato: “sì, dai, gettati in mare, io ti cerco in lungo e in largo, poi ti trovo mezza morta sulla spiaggia e...
trobàrati a la rena
solo per questa cosa adimpretare:
conteco m’ajo a[g]giungere a pec[c]are.
Zacchete! Grandissimo. Quando si dice “basta che sia ancora calda”.

Lei si fa il segno della croce “Oh Gesùmmaria...” però gli fa notare una cosetta – e facendogliela notare, ci fa capire che ormai il gioco e fatto:
Morta si [è] la femina a lo ‘ntutto,
pèrdeci lo saboro e lo disdotto.
“Ma insomma, se io sono proprio morta morta... che gusto ci provi?”. Soprattutto – che gusto ci prova lei...“Lo so, cara mia, ma cosa ci posso fare? Tu non mi ami...”
Ancora tu no m’ami, molto t’amo,
sì m’hai preso come lo pesce a l’amo.

Lui, come direbbe Elio, la sta “mettendo sull'affetto” ed è ovvio che lei risponda “chiaviamo”! Però prima deve precisare che lo fa per amore “Massì, massì che tii amo...”
- Sazzo che m’ami, [e] àmoti di core paladino.
Lèvati suso e vatene, tornaci a lo matino.
Se ciò che dico fàcemi, di bon cor t’amo e fino.
Quisso t’[ad]imprometto sanza faglia:
te’ la mia fede che m’hai in tua baglia.
“...però torna domattina, e ti prometto che sarò tua”. O meglio: in tua balìa. Insomma: fai di me ciò che vuoi!

Figuriamoci se lui può aspettare fino al mattino dopo! Piuttosto che muoversi si farebbe scannare col suo coltello nuovo:
- Per zo che dici càrama, neiente non mi movo.
Intanti pren[n]i e scànnami: tolli esto cortel novo.
E la supplica di esudire il suo desiderio, ormai esplicitamente erotico
Arcompli mi’ talento, [a]mica bella,
ché l’arma co lo core mi si ‘nfella.
...anche se non dimentica mai di infilarci l'accoppiata “anema e core”.

Le fa la crocerossina: lo sa che la sua arsura non può essere guarita in altro modo e sarebbe anche disposta a sacrificarsi... però però...senza un bel giuramento sul Vangelo non se ne fa niente, che piuttosto le tagli la testa!
- Ben sazzo, l’arma dòleti, com’omo ch’ave arsura.
Esto fatto non pòtesi per null’altra misura:
se non ha’ le Vangel[ï]e, che mo ti dico “Jura”,
avere me non puoi in tua podesta;
inanti pren[n]i e tagliami la testa.

Ma figuriamoci se questo straordinario corteggiatore non ha lì per caso una copia del Vangelo su cui giurarle immantinente eterna fedeltà! Mica ci si può far trovare sprovvisti del necessario proprio sul più bello...
- Le Vangel[ï]e, càrama? Ch’io le porto in seno:
a lo mostero prèsile (non ci era lo patrino).
Sovr’esto libro jùroti mai non ti vegno meno.
Arcompli mi’ talento in caritate,
ché l’arma me ne sta in sut[t]ilitate

E lei a questo punto è spettacolosa:
- Meo sire, poi juràstimi, eo tut[t]a quanta incenno.
Sono a la tua presenz[ï]a, da voi non mi difenno.
S’eo minespreso àjoti, merzé, a voi m’arenno.
A lo letto ne gimo a la bon’ora,
ché chissa cosa n’è data in ventura.
“Ascolta, giura dopo... sono tutta un bollore. Son qui. Non faccio più la ritrosa. E scusa se ti ho disprezzato. Mi arrendo. Andiamo subito a letto. Oh, queste cose capitano..”

Morale: ci sono voluti 160 versi, 32 strofe di amoroso alterco... ma l'amore trionfa sempre!
Perché le parole smuovono anche i massi. Perché saper parlare al cuore e ai sensi di una donna è importante, ora come allora. Perché nonostante il femminismo, il capovolgimento dei ruoli, l'imperante mascolinizzazione, questo è quello che le donne vogliono da un uomo: essere corteggiate. E sanno ben ripagare.

19/12/07

Studentesse spogliarelliste e il perbenismo

C'era già stato il caso delle studentesse di Cambridge, di cui avevo parlato in passato, e che mi aveva portato a sostenere fermamente il bisogno di riaprire le case chiuse.

Oggi l'audio dell'intervista della studentessa di architettura milanese che racconta di come arrotondi (1000 Euri al mese) spogliandosi di fronte alla webcam in una chat, mi ha fatto riflettere. In particolare su una cosa: come sono tutti bravi e lindi, a sentirli parlare, quelli che l'accusano di essere una sgualdrina. Come sarebbero tutti pronti a scagliare la prima pietra, e magari poi sono gli stessi che appena possono si collegano al sito per vederla nuda.

Il perbenismo è una brutta malattia.

PS - ma quanto puo' essere arrapante una ragazza che parla con l'accento milanese? Incredibile...

(Ringrazio Fidelio per la segnalazione).

18/12/07

Sarko, meno figa e piu' lavoro!

Due parole due sulla nuova coppia Sarkozy-Bruni. E vado controcorrente.

Io sono sempre stato il primo a sostenere che un uomo politico abbia il diritto di fare quello che vuole nella sua vita privata. E ho pensato tutto il male possibile di Cecilia, una stronza che, da moglie del presidente francese, si vantava di non avere una goccia di sangue francese nelle vene. Un riassunto della storia l'avevo scritto qui.

Pero' c'è un limite. E' vero che Sarkozy non è ancora ai livelli di Fini, difensore della famiglia e allo stesso tempo ingravidatore di ex soubrette leggermente appesantite. E sicuramente non è ancora ai livelli degli accoliti del nostro Casini, difensori della morale cottolica i quali, con la moglie a casa incinta di nove mesi, fanno festini a base di droghe e sesso negli hotel della capitale.

Pero', santo cielo, datti una calmata Sarko. Un uomo pubblico è comunque un uomo pubblico, e dovrebbe ben capire che cambiare donna quattro volte in tre mesi ti fa si' sembrare un gran figo. Ma ti fa anche sembrare uno che pensa piu' alla figa che ad altro.

Embe', mi si potrebbe dire? Beh, temo Sarkozy rischi la stessa fine di Clinton, potenzialmente un ottimo presidente che pero' ha dovuto passare metà del suo tempo a difendersi da accuse di natura sessuale. E questo lo ha distolto dal risolvere il problema Al Qaeda prima che scoppiasse, per esempio.

Per cui Sarko, dai retta a me: meno figa (o almeno meno giri di valzer), e piu' lavoro.

Ah, un'ultima cosa: non capisco l'esaltazione dei media italiani (grazie a Molto rumore per nulla) perche' Sarko si scopa un'italiana. Fatemi capire per quale motivo dovremmo esserne orgogliosi? Sembriamo un popolo di "pappa".

Mah.

30/11/07

La Lewinski cerca marito. Mi candido?

I bastardoni del Corriere sono andati a vedere che fine ha fatto la Monica Lewinski. Ne è uscito un ritratto tristarello, di una donna sola, che cerca di rifarsi una vita, nonostante tutto. Ma che se tutto va come sembra che debba andare, si ritroverà Hillary Clinton come presidente. Non una bella situazione, dal punto di vista suo personale.

Io, di tutto lo scandalo mi ero fatto un'opinione ben precisa: non credevo - e non credo - che il fatto che Clinton si facesse spompinare dalla brava stagista mentre discuteva della Serbia o dell'Iraq al telefono lo avesse reso meno adatto a governare. Ma credo fermamente che tutte le energie che ha dovuto destinare a difendersi (mentendo) dalle accuse su Monica lo abbiano portato a non fare una mazza contro il terrorismo islamico. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

L'11 Settembre è anche un po' figlio di errori fatti a quell'epoca. Estremizzando, si potrebbe dire che Bin Laden abbia avuto successo grazie ai bocchini della Lewinski. E chissà che, in questa bella Eurabia dove viviamo, non mi becchi una bella fatwa per aver detto una cosa del genere.

Io, per parte mia, dico che non avrei nessun problema a uscire con la Lewinski. L'ho sempre trovata abbastanza sexy, in un certo senso...Detto questo, non condivido il giudizio di chi dice che quello che fece Monica fu "un errore di gioventù". Non scherziamo: un pompino non è mai un errore.

21/11/07

Le quattro regole per la festa di addio al celibato perfetta

1 - Nessun danno alla psiche
2 - Nessun danno al corpo
3 - Nessuna malattia di natura sessuale
4 - Se rapporto sessuale completo ci deve essere, questo deve avvenire o durante un'orgia o come minimo in un menage-à-trois

Queste sono le quattro regole che la futura moglie di un mio amico impose per la festa di addio al celibato che stavamo organizzando per il suo futuro marito. Si', non avete capito male. Ed era tutto un crescendo. Si' al sesso, purche' fosse di gruppo (cosi' non ci sarebbero stati coinvolgimenti emotivi), e purche' non succedesse nulla di irreparabile al corpo o alla psiche.

Da quando me le ha elencate (ed era seria, molto seria) la domanda non mi ha mai abbandonato: questa donna e' un mito o e' semplicemente una donna realista?

Si accettano opinioni.

30/08/07

Mutande pazze ad Atlanta

Mentre a Firenze il sindaco finalmente fa qualcosa contro la piaga dei lavavetri aggressivi ai semafori (e la notizia arriva fino in America, mentre la nostra Sinistra continua a scannarsi sull'argomento), ad Atlanta, negli Stati Uniti, hanno altri mali assoluti: i pantaloni a vita bassa.

Effettivamente nella cultura afroamericana i pantaloni a vita bassa sono una specie di divisa. Basta vedere tutti i rapper con i pantaloni enormi che cadono sulle ginocchia. Pare che la moda sia stata introdotta proprio da alcuni rapper che a inizi anni '90 sono stati messi in galera, e siccome le cinture non sono ammesse in cella, ecco che i pantaloni cadevano. E quando questi signori sono tornati in libertà hanno continuato a tenere i pantaloni cosi' perché era un segno di riconoscimento, erano dei duri, erano stati in galera.

Bene, le autorità di Atlanta dicono che è una piaga sociale che deve finire. E prevedono multe salate. La comunità nera dice che invece è solo un modo per dare alla polizia il diritto di prendersela con i neri.

In realtà anche in Italia (e in misura minore, in Belgio) abbiamo la stessa piaga dei pantaloni a vita bassa che lasciano vedere le mutande. Solo che mi pare che da noi siano soprattutto le fanciulle a mostrare le loro mutande (oddio mutande...fili interdentali), senza particolari rivendicazioni sociali. Ma potrei sbagliarmi, forse qualche rivendicazione c'è...

24/08/07

Armonizzazione legislativa in materia di mutande

In Australia dev'essere una stagione molto tranquilla se l'argomento che tiene banco sui giornali è una piaga sociale un po' particolare: il cosiddetto upskirting. In pratica pare ci siano parecchi casi di uomini che vanno in giro a fotografare le mutande di ignare indossatrici di gonna mentre camminano o stanno sedute (upskirting vuol dire questo).

Il problema è talmente urgente che a livello politico tutti hanno riconosciuto l'importanza di avere un'armonizzazione a livello nazionale della legislazione in materia.

Spero che nessun funzionario della Commissione Europea legga questo post perché altrimenti, dopo i regolamenti europei sulle dimensioni massime delle banane, sul diametro massimo delle albicocche, la circonferenza del melone e le norme per distinguere lupini dolci da quelli amari (è tutto vero...) ci ritroveremmo con un bella proposta su come classificare a livello europeo l'upskirting: come devono essere le mutandine della vittima? Si qualifica come uspkirting anche una foto di una con il mutandone della nonna? E si commette un reato più grave se la vittima ha il sunga o il tanga?

E come la mettiamo con i casi - molto frequenti tra le italiane - di tanga che fuoriesce palesemente dai pantaloni a vita bassa? Si puo' configurare un reato di "istigazione ad upskirting"?

Son problemi.

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