03/07/08

La teoria delle formiche

Questa teoria delle formiche l’ho formulata da un po’ di tempo. Dapprima – come ogni grande teoria metafisica – è stata derisa e ridicolizzata da coloro ai quali l’avevo esposta. Gli stessi che però, adesso, hanno avuto modo di rifletterci bene e di capire che in realtà è una teoria molto valida.

Ve la spiego.

Molti anni fa lessi un articolo sul Corriere nel quale si spiegava come le formiche fossero incommensurabilmente più forti degli uomini, fatte le debite proporzioni. Non mi ricordo i dati esatti, ma si diceva roba del tipo che una formica puo’ trasportare delle cose (molliche, sassi) 10, quindici, venti volte il proprio peso, come se un uomo potesse tranquillamente trasportare un’automobile, o un camion.

E soprattutto si diceva che le formiche potessero percorrere distanze molto più grandi rispetto a quanto possa fare l’uomo, sempre facendo le debite proporzioni: in pratica, è un po’ come se l’uomo, ad andatura normale, potesse coprire in due secondi tutta la lunghezza di un campo da calcio. Per cui, si diceva, la formica aveva insita nella sua natura la possibilità di viaggiare distanze molto più grandi rispetto a noi.

Quando lessi questa cosa era un periodo in cui viaggiavo spesso per lavoro. Inutilmente. Prendevo aerei da Bruxelles a Bucharest per una riunione di un’ora, poi tornavo a Bruxelles e prendevo il treno per Londra per una riunione di due ore, e poi andavo direttamente a Parigi sempre in treno. Sembra figo, eh? Non lo era.

Mi misi a pensare al fatto di come ormai si fosse andati troppo oltre i nostril limiti naturali. Si potrebbe dire che se Iddio (o l’evoluzione di Darwin, come volete voi, tra l’altro le due cose non sono incompatibili secondo me) ci ha dato una certa capacità di movimento, una certa rapidità di spostamento, c’e’ un motivo. Ma senza essere fatalisti, riflettiamoci un attimo:

  • Davvero è’ intelligente prendere il Thalys e andare a Parigi per una riunione di due ore? Tornare a Bruxelles e il giorno dopo andare di nuovo a Parigi per un’altra riunione?
  • Davvero fa figo andare un fine settimana lungo a NY per lo shopping natalizio?
  • Davvero è necessario prendere l’aereo di andata/ritorno per Barcellona ogni settimana per una riunione di un’ora?

No. No. E no.

La mia teoria delle formiche, che più che una teoria è una proposta di vita, prevede che si rifiutino stupidaggini di viaggio che ormai ci sembrano naturali, ma che naturali non sono.

Tutto questo è vero soprattutto nel campo lavorativo. Con viaggi assurdi per motivi inspiegabili e francamente al di là di ogni logica. Certo, anche il mio tornare così spesso in Toscana con Ryan Air va contro la teoria delle formiche, me ne rendo conto. Sono un ipocrita. Pero’ mi chiedo se non sarebbe opportuno tutti fare un passo indietro.

Riscoprire il valore del viaggio. E delle comunicazioni importanti. Davvero la mia presenza a Parigi è necessaria? Davvero una videoconferenza non potrebbe essere la cosa migliore?

Il tutto ovviamente si colloca in un discorso più ampio, di riscoperta del proprio ritmo. Soprattutto – ma non solo – al lavoro.

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