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06/06/08

L'importanza delle parole: fallito vs loser

A me non sta simpatico Cecchi Gori. Lo trovo uno sbruffone, uno che ha solo avuto il culo di avere un padre bravo e ricco. Tutto qui. Pero’ il suo arresto per bancarotta mi ha fatto riflettere. Magari ha commesso dei torti, ha fatto dei magheggi per ingannare i creditori, non lo so.

Sta di fatto che in Italia, se hai un’impresa – piccola o grande – e fallisci, non solo sei morto economicamente, ma finisci in galera, I tuoi diritti di cittadino sono drammaticamente ridotti (limitazioni per le cariche pubbliche, e via dicendo).

Io credo che tutto questo sia un grave ostacolo alla competitivita’ e al dinamismo del paese. Se uno prova, investe, e fallisce, in Italia è finito: socialmente (porta la croce dello sfigato, mezzo delinquente, dell’appestato) e giuridicamente (rischia la galera). Mi dite per quali motivo una persona sana di mente, che non sia uno squalo disonesto che non ha nulla da perdere, dopo essere fallito una volta dovrebbe ritentare a creare valore, creando un’impresa, e rischiando un’altra volta galera e tutto?

Negli Stati Uniti, uno crea un’impresa (ci mette due ore a farlo, come in Inghilterra), investe, e via. Non funziona? Fallisce? Nessun problema, si va dal giudice, si paga se si puo’, se non si puo’ si contrattano dei pagamenti futuri, e si ricomincia. Nessuno tratta da perdente il piccolo imprenditore che ha provato a creare un’impresa ed ha fallito. Di sicuro nessuno lo tratta da delinquente. Il vero delinquente in America è colui che non prova a fare nulla, non quello che prova e fallisce. E state sicuri che l’imprenditore in questione ci proverà di nuovo. Anche perché il sistema del credito è molto piu’ elastico (con conseguenze anche negative, certamente, vedi la crisi dei mutui).

Credo che da noi tutto questo non sia possible. La nostra mentalità non ce lo permette. E ne troviamo riscontro anche nella nostra lingua: da noi si dice “sei un fallito” alla persona che è una nullità. Fallito, come quelli che dichiarano fallimento, appunto. In America sei un Loser, un perdente. Non uno bankrupt.

Come diceva Moretti, le parole sono importanti.

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