26/10/10

Raccomandazioni americane vs raccomandazioni all'italiana

Quando leggo di come in Italia il vero problema del mondo del lavoro sarebbero le raccomandazioni, mi viene da ridere. Perche' la raccomandazione nel mondo del lavoro americano non solo non e' un problema, ma e' considerata una risorsa fondamentale. Ma ovviamente non e' la raccomandazione all'italiana.

La raccomandazione, referral, e' non solo prassi accettata nel mondo del lavoro americano, ma incoraggiata. Non e' raro per un'impresa americana dare dei premi in danaro al proprio impiegato che raccomandi una persona di talento per un posto di lavoro, se la persona in questione viene poi assunta e fa un buon lavoro.

Avete capito bene: chiudete la bocca che avrete aperto presi dallo schock, che vi spiego meglio.

Tutte le aziende americane per le quali ho lavorato io hanno un programma d'incentivi per spingere i propri impiegati a raccomandare persone talentuose. L'obiettivo dell'azienda e' semplice: assumere le persone migliori sul mercato del lavoro. In un'azienda per cui ho lavorato in Belgio, per esempio, c'era un formulario che permetteva agli impiegati di presentare il CV di un loro conoscente (o amico, o altro) per posti di lavoro disponibili. Io l'ho fatto piu' volte. E piu' volte mi sono beccato un premio per aver presentato candidati che poi sono rimasti nel loro posto di lavoro per piu' di un anno.

Il sistema come capirete e' molto diverso: non raccomando Gina perche' mi ha fatto un pompino. E non raccomando Gino perche' e' figlio del ministro, e neanche Tullio nipote del mio barbiere che cosi' mi fa uno sconto quando vado a tagliarmi i capelli. Raccomando persone che so che sono qualificate per il posto di lavoro disponibile: ho un incentivo ben preciso a farlo, anche di natura economica. Perche' se la persona che raccomando non e' migliore degli altri candidati in lista, allora non verra' assunta e io non otterro' il mio bel gruzzoletto. Non solo: raccomandando capre mi farei anche un brutto nome all'interno dell'azienda e non andrei da nessuna parte.

Io stesso sono stato raccomdandato per un lavoro fatto in passato. Raccomandato da una persona per la quale avevo lavorato in precedenza, ma che non aveva nulla da guadagnare dalla mia eventuale assunzione. E io stesso ho raccomandato - come ho gia' detto - un paio di persone che hanno poi avuto successo. Per cui non e' raro che riceva chiamate di cacciatori di testa o dipartimenti di risorse umane che vogliono sapere se per caso conosco qualcuno che possa andare bene per il posto di lavoro X o Y.

Non mi credete? Bene. Allora leggete il primo consiglio che il Wall Street Journal da' a chi cerca lavoro: "La raccomandazione attraverso qualcuno che conosci e' la tua chance migliore per trovare un lavoro. Uno studio fatto da CareerXroad intervistando piu' di 200 datori di lavoro mostra che la percentuale di assunzioni fatte attraverso raccomandazioni e' rimasta stabile negli ultimi cinque anni. Quasi il 27% dei partecipanti allo studio ha risposto che la raccomandazione era il fattore piu' importante nell'assunzione di persone esterne all'azienda nel 2009, praticamente allo stesso livello del 27.1% del 2005".

Ovviamente il sistema per funzionare ha bisogno di due cose: di gente che non raccomanda capre, e di persone all'interno dell'azienda che non assumono capre. Non basterebbe - temo - importare nel sistema italiano questo meccanismo d'incentivi: sarebbe comunque possibile raccomandare capre, e assumerle, sempre nella speranza di favori futuri.

E' per questo che dico che in Italia non c'e' speranza. Voglio dire: in un paese in cui i sindacati pretendono che le banche assumano i figli dei propri impiegati, dove cazzo si vuole andare?

17 commenti:

Cristian ha detto...

Viene pure difficile commentare il tuo post... sarebbero commenti scontati.
Dici bene quando scrivi "E' per questo che dico che in Italia non c'e' speranza".

Jigen ha detto...

Non preoccuparti Demonio, verremo sepolti dai rifuti prima :-)

Ad ogni modo sono riuscito a cambiare lavoro (e ad avere il mio primo impiego in precedenza) senza essere "figlio di" o "raccomandato all'italiana da" quindi annuncio al popolo che c'è speranza!

Adesso scusami che sono in fibrillazione per il nuovo Nook. Mi sa che lo preferisco al Kindle 3 se sarà, davvero, a colori...

Demonio Pellegrino ha detto...

Cristian, in Italia si pensa che basta che Berlusconi se ne vada e tutto e' risolto. Auguri!

Jigen, certamente non voglio dire che TUTTI i posti di lavoro in Italia siano per raccomandati, ci mancherebbe. Mi piaceva solo spiegare come funzionino le cose altrove...

Fammi sapere del Nook.

Camillo ha detto...

Io sono favorevole ai "Baroni" nell'Università, ad esempio. Ritengo che il responsabile della Cattedra, del Dipartimento, della Facoltà... abbia il dovere e non solo il diritto di scegliere chi ritiene più adatto ed utile per occupare un certo posto. Poi, e qui "the donkey falls...", deve rispondere delle sue scelte: il "tuo" uomo non va? A casa, e tu con lui... Qui siamo così pieni di leggi e regolamenti che ci tutelano che - alla fine - nessuno risponde più di nulla... dalle sciocchezze alle cose più tragiche. L'etica della responsabilità è cosa sconosciuta sotto ai 30 anni, i cinquantenni ne hanno un vago ricordo ed i settantenni si consolano chè oramai dovranno sopportare le conseguenze dei loro errori ancora per poco. Nel mio piccolo combatto una moderna "Resistenza", meno tragica della Guerra Partigiana.

Demonio Pellegrino ha detto...

Camillo, il Problema e' proprio quello: responsabilita'. Se io raccomando internamente persone incapaci non ottengo il premio, per esempio, perche' per ottenerlo, la persona che raccomando deve restare nel nuovo lavoro un anno...che interesse ho a presentare persone che non durano un anno o che hanno scarsa voglia di lavorare?

Mele ha detto...

Ahah! Io sono fortunata, perché nel mio campo se sei "capra" puoi avere tutte le raccomandazioni che vuoi, ma tanto lontano non vai. (In compenso anche le persone brave trovano mari e monti da smuovere)
Insomma, se fai schifo, ti tirano i pomodori (o sei la Bartoli e per grazia divina (pubblicità) piaci a tutti anche se canti come una gallina grassa), e nessuno Maestro si rovinerebbe la reputazione con una attira-pomodori (a meno che non abbia già la reputazione di raccomandante-di-attira-pomodori, e in effetti ci sono... E' un mondo sclerotico).

Demonio Pellegrino ha detto...

mele, non voglio rovinare il tuo entusiasmo, ma pare che anche in campi nei quali tradizionalmente le capre non avevano possibilita' si stia facendo avanti un malcostume abbastanza diffuso: leggi cosa sta succedendo nel calcio giovanile dove, fino a qualche anno fa, o sapevi giocare o non andavi da nessuna parte. Adesso pare che ci siano alternative...

Mele ha detto...

Sì, ma i calciatori li puoi riempire di ormoni e pace, hai voglia a tirare fuori qualcosa di bello da una gallina grassa? Conosco anch'io tizie che hanno preso tanti piccoli premi qua e là, ma non sono mai riuscite ad uscire dalla loro piccola realtà (non solo per una questione estetica, ma anche di proponimento e studio, soprattutto).
Ok, ci sono sempre i programmi stile X Factor da dove esce gente che neanche da sotto la doccia vorresti sentirla cantare, ma il mondo della lirica è ben diverso.
Per ora. (Perché c'è anche da dire che dipende tutto dalle orecchie di chi ascolta)

palbi ha detto...

fra l'altro non si parla soltanto del mondo del lavoro. Le raccomandazioni servono anche per firmare un contratto d'affitto, essere accettati in un'organizzazione, avere alcune tipologie di visto.

Come dici te e' un sistema che si basa sull'integrita' personale e sul fatto che chi scazza la paga anche personalmente. Improponibile per un paese del mediterraneo dove la cultura e' mafiosa per definizione...e nn mi riferisco alla mafia con la M maiuscola (quella della criminalita' organizzata) ma alle 10, 100, 1000 piccole mafiette a cui tutta la vita collettiva e' improntata dalla famiglia a salire

Demonio Pellegrino ha detto...

Mele, brava cosi': insisti!

Palbi, ben detto. E' un sistema che si basa sull'integrita' personale. Se non c'e' - e come sistema, in Italia, non c'e', prendiamone atto senza dare in escandescenza - non funziona.

'povna ha detto...

Il sistema funziona perfettamente anche nel mondo della cultura: le Università Ivy League chiedono sempre, nella loro search, recommendation letters di livello, tra le varie cose...
un sistema del genere presuppone anche l'abolizione del valore legale del titolo di studio, cosa che in Italia oramai, ancora una volta, c'è di fatto se non di diritto.
La soluzione opposta (che immagino tu spreferisca, però funziona): stato, stato, stato, ma seriamente. Concorsi e selezioni durissime, il cittadino che si sente fiero di essere dipendente pubblico e (quindi) rappresentante della sua nazione.
In Italia siamo riusciti a creare un mostro ibrido del peggio dei due sistemi. A suo modo, geniale... :-(

Demonio Pellegrino ha detto...

povna, dici bene alla fine: qui abbiamo un mostro. Non scordiamoci che l'Italia e' il paese la cui costituzione e' stata considerata la piu' sovietica tra quelle dei paesi occidentali. Ne' carne ne' pesce: un po' di mercato, ma poco, perche' lo stato e' meglio. E' meglio, ma non fino in fondo, perche' il mercato ha i suoi meriti. E ci siamo ritrovati con cose assurde come i ministeri per le partecipazioni statali.

Ma divago.

Si'. Sarebbe bello non essere chimera, meta' questo o meta' quello. Ancora una volta, auguri.

Paola Mattiazzo ha detto...

Più o meno sarebbe come le "segnalazioni" che vengono fatte con LinkedIn, mi pare...

In questo modo di procedere non trovo nulla di disdicevole, anzi. Normalmente è il tipo di lavoro che svolgono anche gli istituti scolastici a favore di studenti meritevoli.
(non ho letto i commenti che mi precedevano, per cui chiedo venia se ho ripetuto concetti già espressi).

Ciao DP. Se non ricordi una certa (ormai ex) freccia infuocata, ti ricorderai di me, forse... :-)

Demonio Pellegrino ha detto...

Paola, finalmente ho capito il riferimento alla freccia infuocata...sono un po' lento. Sara' l'eta'!

Paola Mattiazzo ha detto...

Azz!
Se tu (essendo più giovane di me) hai già problemi dovuti all'età...
Buon autunno :-)

Titti ha detto...

Eh già, io ne so qualcosa! In Italia funzionano tre vie: tessere di partito (o sindacato), frequentazioni di letti, leccare i culi!
E io, nonostante i titoli, sono sempre al palo!
Orgogliosamente!
Lampeggi!
PS I sindacati sono veramente la rovina, adesso! Hanno esaurito la loro funzione storica.

Demonio Pellegrino ha detto...

concordo, e vado oltre. Di tutti i problemi che affliggono il mondo del lavoro italiano, i sindacati sono per me il piu' grande. Tolti i sindacati attuali risolvi meta' dei problemi.

Sono anche loro ormai una casta che protegge anziani e chi ha un lavoro ormai obsoleto.

Ma sono intoccabili.

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