08/04/09

Il messia e il te'

Diciamo che se in Europa si cominciano a leggere qua e la' le prime critiche all'operato del Messia Obama, in America i giornali (anche liberal, cioe' di sinistra) sono sempre piu' critici. 
E il pubblico comincia anche ad incazzarsi e a dargli voti molto poco lusinghieri (il 43% di un sondaggio MSBC gli da' una bella F, un bel 3, via).
 
Ma soprattutto la gente si sta svegliano a proposito dello stimolo: 1 miliardo di dollari gettati al vento. E non lo dico cosi' per dire. Per lavoro ho dovuto leggermelo due volte, sto stimolo, e analizzarlo per bene. Non ci potevo credere. Pareva di leggere una legge scritta da assistenzialisti demitiani...da un mastella qualsiasi. 

E qui gli americani si cominciano anche a chiedere: ma chi cazzo lo paga sto stimolo? Noi con le tasse? SUCA! E cosi' nascono gruppi spontanei (anche su twitter e facebook) di gente che il 15 Aprile organizza in moltissime citta' americane il Tea Party, una ripetizione della rivolta contro le tasse sul te' che inizio' la rivoluzione americana che porta' all'indipendenza. Da italiano, direi che sono un movimento alla Beppe Grillo ma di destra, nel senso della destra economica americana che vuole lo stato minimo e poche interferenze nell'economia (la mia destra, insomma)

Cazzate? No. Se c'e' una cosa su cui ho gia' capito che qui non si scherza sono le tasse. Ho sentito colleghi che hanno votato Obama, dei democratici duri e puri, dirmi senza mezzi termini che non capiscono per quale motivo lo Stato debba preoccuparsi di trovare lavoro ai cittadini (ecco, chiudete gli occhi, e cercate di immaginare una frase del genere in Italia...). 

Interessante. 

(Piccola postilla: avrete senza dubbio notato la simpatica nuova foto, che copio dal blog di Meghan McCain, la figlia del candidato sconfitto alla Casa Bianca. Trovo si addica alla nuova vita del blog).

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