In pratica lo Stato ha imposto un prezzo MINIMO sui libri.
Vorrei fare un ragionamento un po' lunghetto sul che cosa davvero significhi tutto questo secondo me, e poi darvi un paio di consigli sul come reagire (se invece siete di fretta ve lo riassumo in due parole le mie due conclusioni: 1) questo sui prezzi e' l'ultimo tassello della politica di ogni Governo volta ad avere cittadini idioti, e 2) la PIRATERIA e' l'unica forma di resistenza possibile se volete coninuare a leggere libri nuovi in italiano.
E ora andiamo sul lungo.
Perche' l'hanno fatto: il cittadino ignorante
Innanzitutto, vorrei che tutti voi vi marchiaste nel cervello a lettere incandescenti il nome dell'ideatore della Legge: Ricardo Franco Levi, parlamentare dei democratici di sinistra. E' dal 2007, dai tempi del governo Prodi, quando ricopriva il ruolo di sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all'informazione e l'editoria, che questo individuo vuole mettere sotto controllo i blog e alzare i prezzi dei libri. Ci e' finalmente riuscito. Guarda caso ci riesce nel 2011, con una strana coincidenza che vi spiego dopo...
Perche' l'ha/l'hanno fatto? Ufficialmente per proteggere i piccoli editori, che sarebbero rimasti schiacciati dalla concorrenza effettuata sui prezzi da Amazon e i supermercati. Con questa legge, secondo lorsignori, si risolve tutto: noi paghiamo di piu' (e di fatti almeno si e' avuta la decenza di non dire che questa legge beneficia i lettori) e tutti viviamo felici e contenti. Se ci credete, meritate tanti calci nel culo, ed io non ho niente da spiegarvi. Per cui smettete di leggere e andatevene affanculo.
Se invece non ci credete, proviamo a riflettere. C'e' una cosa che NESSUN Governo davvero vuole mai: cittadini consapevoli e critici. Ribasico: NESSUN governo vuole cittadini consapevoli e critici. Se pensate che la questione dipenda da appartenenze politiche, siete minimo minimo naif, molto piu' probabilmente in malafede e/o stupidi e/o stronzi.
Come si plasmano cittadini consapevoli e critici? In cosi' tanti modi che non riesco neanche a pensarli tutti. Ma di sicuro la scuola, la famiglia, la lettura, il dialogo con insegnanti capaci, giocano un ruolo fondamentale. Come vedete non sto dicendo che i libri siano l'elemento indispensabile nel plasmare cittadini critici e consapevoli. Anzi, sono forse l'ultimo elemento della filiera della conoscenza, dal momento che richiedono alcuni prerequisiti che devono essere forniti dalla scuola (il saper leggere), dalla famiglia (la voglia di leggere/l'educazione). Ed anzi, lo sviluppare un senso critico che ti permetta di giudicare quello che leggi, e decidere se crederci o meno, e' forse piu' importante della lettura stessa. Altrimenti si finisce a crede a tutto quello che e' scritto nei libri, anche i piu' falsi e violenti. Basti pensare a dove hanno portato le "verita'" contenute in libri come il Corano, la Bibbia, il Mein Keimpf, il Capitale...
Ma di sicuro il leggere - che implica il saper leggere, cioe' il riconoscere le lettere... - e' un elemento importante nel processo di formazione di cittadini critici e responsabili. Ma il Governo (qualsiasi Governo) ha bisogno di cittadini disinteressati alla politica e/o ignoranti per continuare ad esistere. Ovviamente non lo dira' apertamente, ed anzi, dalle bocche governative verranno vomitate parole sull'importanza della cultura e dell'istruzione. In realta' pero' ogni governo fara' di tutto affinche' tu non solo non legga, ma non sappia leggere. (Per semplicita' facciamo finta che ignoranza e disinteresse nella cosa pubblica vadano di pari passo. In realta' si possono avere cittadini colti, ma completamente disinteressati alla politica in parecchi regimi antidemocratici per esempio. Pero' siccome questo post e' gia' lungo, e io non sono un professore di filosofia politica, lasciamo perdere).
Una strategia a lungo termine
Se quello che dico e' vero, allora il limitare la possibilita' di lettura dovrebbe essere solo l'ultimo passo di una strategia a lungo termina volta a sfornare cittadini ignoranti e disinteressati alla politica. Possibile mai? Quali sono le cose che il Governo italiano degli ultimi 50 anni poteva fare – ed ha fatto – per limitare la conoscenza dei propri cittadini, premunendosi quindi da eventuali colpi di testa di cittadini ridotti a utili idioti, e spianando la strada all'ultimo tassello (il prezzo dei libri)?
- Poteva smettere d'insegnare a leggere e scrivere l'italiano, e l'ha fatto. Esagerato, direte voi. Mica tanto. Il linguista Tullio de Mauro lo ha detto con chiarezza: "Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea". Rileggete bene la conclusione: soltanto il 20% della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una societa' contemporanea. Ma come fa, direte voi, uno Stato a non insegnare a leggere e scrivere? Be', per esempio, non riforma mai il proprio sistema scolastico, lasciando che il potere d'acquisto dei salari degli insegnanti si riduca nel tempo. Il risultato e' ovvio: a voler fare l'insegnante restano alla fine solo quelli che non potrebbero trovare lavori meglio pagati altrove, o quelli con un'enorme vocazione all'insegnamento. Ci sono eccezioni, sempre, e ne ho in mente almeno un paio, ma lascio ad altri dibattere se attualmente nella scuola siano di piu' quelli con la vocazione all'insegnamento o quelli che vogliono il posto fisso perche' a lavorare altrove li prenderebbero a calci in culo).
- Poteva sforzarsi affinche' la stragrande maggioranza dei cittadini non parlasse una lingua staniera, e l'ha fatto. Come? In un modo molto semplice: non insegnando una lingua straniera a scuola, o insegnandola a cazzo di mulo (vedi il punto 1 sopra sugli insegnanti...). Si doppiano tutti i film e i telefilm stranieri, di modo che sia impossibile anche solo una conoscenza passiva della lingua straniera. Ci si adopera affinche' sia impossibile per un cittadino comprare libri stranieri in lingua originale. Il governo crea quindi un sistema chiuso, d'italianita', nel quale il cittadino non puo' attingere a fonti esterne, se non attraverso una lingua che non parla ne' legge piu' bene, la propria. E solo dopo che queste fonti sono state filtrate e tradotte (spesso a cazzo). E difatti – guarda guarda la coincidenza – quand'e' che la legge Levi che dal 2007 non era mai passata, finalmente passa? Quando arriva l'attore esterno, Amazon, a scombinare le carte e a dare potenziale accesso a testi stranieri con estrema facilita'. Coincidenza senza dubbio.
- Poteva, infine, alzare il prezzo dei libri, per quel risicato 20% della popolazione adulta, che ancora sa leggere, ammesso e non concesso che voglia leggere. E l'ha fatto.
Comunque, posso avere torto, e quanto ho scritto potrebbero essere delle farneticazioni paranoidi. Ma anche no. In ogni caso, la soluzione che propngo e' buona comunque anche per chi crede che abbia detto un ammasso di cazzate.
La soluzione
Ci sono alcuni semplici metodi per alzare il dito medio in faccia agli editori, al governo, e ai cani che – quando uno dice che il prezzo dei libri in Italia e' troppo alto – ti parlano di “demagogia”. Il primo metodo consiste semplicemente nel non comprare libri italiani, e comprare solo testi stranieri in lingua straniera. La legge Levi infatti si applica solo a libri italiani in edizione italiana. Il limite del 15% di sconto NON si applica sui libri stranieri.
Certo, per leggere libri stranieri bisogna conoscere le lingue. Personalmente credo che non voler imparare almeno l'inglese in Italia, oggi, nel 2011 sia stupido. E' come se un cittadino romano della penisola iberica nel primo secolo avanti Cristo si rifiutasse di parlare il Latino e continuasse a parlare i suoi grugniti. Miope, quantomeno.
Pero' ovviamente ci sono casi in cui i testi sono in italiano, oppure imparare una lingua straniera non e' praticabile: mia madre ha piu' di 60 anni, e non comincera' adesso a leggere in inglese.
Quindi che fare? E' semplicissimo:
- Comprare solo libri usati.
- Prendere i libri a prestito in biblioteca e basta.
- Comprare un lettore ebook qualsiasi. Ce ne sono ormai a dozzine, e costano massimo 150 Euri (ho detto lettori di libri, non l'iStocazzo della Apple). E poi scaricare, scaricare, scaricare, scaricare e scaricare libri italiani a iosa da internet, senza pagare.
Ma ovviamente scaricare libri piu' recenti e' illegale...E qui quindi la scelta e' vostra. Io non ho mai scaricato una canzone illegalmente in vita mia. E mi sono sempre rifiutato di scaricare libri. Ma c'e' un limite alle prese per il culo, e questo limite per me in Italia e' stato superato.
Per quanto mi riguarda, io non comprero' MAI PIU' un libro nuovo italiano. Mai piu'. Con me i cani editori, i cani autori, i cani giornalisti che difendono l'indifendibile hanno chiuso. I mio soldi se li mettano sottosale, perche' libri nuovi italiani io non ne comprero' mai piu' neanche uno.
E allora buona lettura a tutti.