20/12/08

Decadenza in salsa bruxellese

Cena di lavoro in ambiente fiammingo. Deputati, giornalisti, scalzacani di varia umanità.

Sono il solo italiano, e so già cosa devo aspettarmi.

Cominciare dagli uomini, sempre: questa è la regola. E parlare di politica, subito. Un italiano che conosca la politica belga è una rarità. Un italiano che conosca la politica belga, e si schieri dalla parte dei fiamminghi nella diatriba ridicola che li oppone ai francofoni è un caso più unico che raro.

Mi conquisto subito la loro simpatia. Potrei anche farne a meno: gli uomini fiamminghi hanno imparato a temere il fascino che il Toscano ha sulla donna delle Fiandre da mezzo millennio a questa parte, e non oppongono resistenze. Saggi fiamminghi. Lo vedo nei loro occhi, nei loro gesti d’intesa: posso scegliere quella che voglio. Si limiteranno a competere per quelle che scarto io, loro.

Come sempre, quando sono attorniato da donne fiamminghe, alla fatidica domanda “where are you from?” non rispondo “Italy”, ma “Tuscany”.

Un dettaglio, direte? Oh, no, miei cari amici. Tutt’altro.

Vedere gli occhi cerulei della cerebrolesa di turno spalancarsi di fronte al sogno ad occhi aperti di una villa in toscana, con i girasoli che fanno da contorno a una notte romantica, e un concepimento toscano del figlio tanto voluto, e un casolare contadino li’ vicino, mi provoca sempre un piacere malvagio. Non mi chiamo Demonio per niente.

Attendo impaziente. So già la frase che verrà pronunciata da quella bocca Nordica dalle labbra chiare, non appena l’immagine della perfezione toscana si sarà formata nella sua testolina. “Oh”, dirà rapita, con voce tremante, “I love Tuscany”.

Ho già vinto. Ma non c’è gioia nella mia vittoria a tavolino.

Mi siedo comunque accanto alla donna diafana di mille dipinti. Sono svogliato, stasera. Vorrei essere altrove, non importa dove. Il suo profumo però, Jardin Clos di Dyptique, mi riporta alla realtà. Tentenno un attimo: se le dicessi subito “adoro Jardin Clos di Dyptique” le rovinerei la vita per sempre…non smetterebbe mai di sognare di me. Sono pochi i fiamminghi capaci di riconoscere un profumo che non sia quello dello sterco delle loro fattorie. E quei pochi non avrebbero l’ardire di farle un commento del genere. Non prima di essersi ubriacati di birra e averle ruttato in faccia.

Ma rinuncio. Stasera mi sento buono. Natale è vicino. Perché rovinarle la vita?

Mentre mi compiaccio della mia bontà, però, e intrattengo una conversazione minima, per tenerla a bada, la stolta commette un errore. Mi mostra tutto il vuoto della sua mente. Un vuoto profondo, che viene subito riempito dal mio disprezzo, altrettanto profondo.

Per cui, alle sue parole “Quello che mi piace della Toscana è il fatto che ci sia l’Oceano e ci siano le Alpi”, decido che la mia pietà nei suoi confronti è immeritata. L’Oceano. Le Alpi. In Toscana.

Mi avvicino, la guardo negli occhi. Vedo il rossore fare capolino prepotente sul suo decolleté, e le sue splendide lentiggini, mentre aspiro con aria rapita il suo profumo... “Jardin Clos di Dyptique”, dico “...sublime”.

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