09/12/09

La sQuola italiana

Qui si condivide - PAROLA PER PAROLA - quanto scritto da Pizzeria italia:

"Tanto per spiegarlo a chi non ci crede … questo è quanto era nel libro di mio figlio (oggi in terza media):
  • …si fingono surfisti in pose statutarie.
  • Come sono felice che sei venuta”.
  • È possibile che non riesci ad andare d’accordo con nessuno?
  • Ma se non sapevo neanche che c’eri!”.
[...] D’altronde oramai è giunta all’insegnamento la prima generazione di capre, diplomate e laureate dopo il fallimento della scuola italiana."

Il resto (mooooolto interessante), lo trovate qui.

PS: si', va bene, ci sono le eccezioni, e non tutti sono cosi', e cazzi e mazzi. Ma sono, appunto, eccezioni.

40 commenti:

lanoisette ha detto...

come ho detto di là: un insegnante che fa leggere Moccia a scuola è da denuncia. da denuncia sarebbe anche l'autore dell'antologia che ha inserito Moccia nel libro.

firmato: un'eccezione (con l'apostrofo e una sola zeta)

Demonio Pellegrino ha detto...

mmm, io l'ho scritto correttamente eccezioni. Ti riferivi a me?

lanoisette ha detto...

no, a me. :)

Anonimo ha detto...

Demò, lo sai che in questo periodo devo evitare le emozioni forti...
Racconto di vita: all'università ho dovuto sostenere 3 esami di italiano, di cui uno scritto OBBLIGATORIO per superare l'anno. Erano belli i tempi in cui per studiare le lingue straniere dovevi dimostrare di conoscere prima di tutto la tua. Fatto sta che già allora (anche se non stiamo parlando del medio evo visto che abbiamo la stessa età) una percentuale bassissima superava questo benedetto scritto. Io, prima di andare a sostenere l'esame, in qualche occasione andai dal prof per la correzione di alcuni elaborati e un giorno, armandomi di coraggio, gli chiesi come mai tanti bocciati. Ricordo che mi guardò sconfortato dicendomi "ma lei ha idea di quanta gente non sappia le regole base dell'italiano? Stiamo parlando di "è" senza accento, "ha" senza acca...".
Ora lo scritto di italiano non è più obbligatorio, almeno nella maggior parte delle università.
PS: è vero non tutti i prof (ma ancora pochi, a questo punto) sono così. Ma soprattutto so' cazzi e mazzi nostri!

Il pikkio

Demonio Pellegrino ha detto...

Pikkio, appunto: ormai anche il cane di un tronista puo' diventare professore.

Sono cazzi durissimi per tutti (Per tipi Marrazzo: e' un modo di dire).

Anonimo ha detto...

sei un fascista di merda. magari ti piace anche la Gelmini e la sua riforma? I fascisti come a te devono morire.

Anonimo ha detto...

calci in culo e a lavorare, figlio di puttana. Leghista di merda. Stai nella tua Chicago che se torni qua ti spacchiamo il culo.

Anonimo ha detto...

sei una merda che a paura del contradditorrio. Non pubblichi i miei commenti, sei un cagasotto, leghista e fascista.

Demonio Pellegrino ha detto...

Anonimo, normalmente non pubblico commenti di disadattati, ma nel tuo caso ho fatto un'eccezione, perche' ci tenevo a dirti che:

- non si dice "i fascsti come A te", ma i fascisti "come te".

- nel tuo terzo commento, HA paura del contradditoRio, non "a paura del contraddittoRRIo".

Ti compiango: magari sei uno di quelli che hanno avuto antologie simili a quelle di cui si parla in questo post.

Disegno Fuliggine ha detto...

C'è il "Ragno", nemesi dell'originalissimo Rat-man di Leo Ortolani, che fa strage di congiuntivi. Avessero chiesto a lui di redigere il libro di cui si parla in questa sede?

Demonio Pellegrino ha detto...

fosse solo questione di aracnidi...

Uriele ha detto...

@demonio: il problema dei congiuntivo presente nelle prime tre persone è un grosso scoglio:

"sono contenta che sia venuta"

Il pronome personale in un testo è meglio evitarlo, perché un continuo uso di io, tu, ella è fastidioso, ma senza questa frase è ambigua:
potrebbe essere:

sono contenta che TU sia venuta
sono contenta che MARTA sia venuta
(escludo sono cantenta che io sia venuta, perché nessuno lo direbbe, si userebbe "sono felice di essere venuta"). Che sia venuta fa pensare subito alla terza persona singolare, quindi il pronome è realmente necessaro solo nel caso "che tu sia".
Nel linguaggio parlato, più diretto e meno formale, l'abolizione del pronome personale è naturale e per evitare l'ambiguità ritendo sia giusto usare:

"sono contenta che sei venuta"

In un dialogo all'interno di un romanzo lo riterrei accettabile e più credibile di "che tu sia" in una situazione non formale. Vedremo poi come si evolverà la lingua e se questa forma bastarda fra indicativo e congiuntivo (ormai morente) sarà introdotta nella lingua parlata. Alcune cose che erano errori da penna rossa quando erano piccoli i miei genitori, adesso fanno parte non solo del lessico comune, ma anche della grammatica, mentre altre sono scomparse, ad esempio il lei formale.
Nel bolognese, che è solo un dialetto, con la scomparsa della famiglia patriarcale e della nobiltà è scomparsa la differenza fra LEI (usato per la nobiltà) e VOI (dato al capofamiglia oppure al rappresentante dei contadini presso il signorotto).
Insomma la lingua scritta è qualcosa di fluido che, anche se con una certa inerzia, si adatta al linguaggio parlato; pensa al latino colto nel medioevo e nell'antica Roma: anche se era un lingua solo intellettuale si è adattata al linguaggio parlato, molte desinenze sono state sostituite da particelle e la struttura della frase è diventata più flessibile (non più soggetto all'inizio e verbo alla fine della frase)


@ Anonimo: Dal Sabatini Coletti

Fascismo:
2 estens. Chi interpreta i rapporti sociali come rapporti di forza e quindi con prepotenza e intolleranza

Ti dimostri un fascista senza speranza, non certo demonio. Che non me ne voglia l'autore, ma anche a me di principio non stanno simpatici i leghisti, sono profondamente intollerante, ma ho una piccola cosa che si chiama apertura mentale: l'archetipo del leghista che esce con la mazza e picchia gli immigrati in quanto tali perché sono "sporchi negri" non piace a nessuno. Alcuni dei dirigenti leghisti incarnano bene nelle loro dichiarazioni questo stereotipo e non mi piacciono, ma uno che ragiona in modo pacata, non offende, non è violento e argomenta con intelligenza per me è una persona intelligente e per bene, con un aderenza politica (quindi siamo nel regno delle idee, non delle cose materiali) molto differente dalla mia. Un piccolo fascista meschino come te difficilmente lo rivaluterei neppure se facesse parte di emergency e donasse un milione all'anno a Ingegneri senza Frontiere.

Demonio Pellegrino ha detto...

uriele, concordo sulla lingua. il complesso delle regole si evolve, assolutamente. Ma credo ci sia una differenza notevole tra chi lo sbagliare tempi e modi verbali, e l'inventare nuove parole (surfare su internet, per esempio.

Non e' detto che il congiuntivo non scompaia. L'ottativo in italiano non c'e', e si vive bene lo stesso. Personalmente, lotto affinche' non scompaia, ma vedremo.

sulla questione fascista: grazie. E non preoccuparti, non mi offendo. Il problema dei cani sciolti (e lo sono sempre stato) e' che regolarmente vengono presi a bastonate da tutti, senza avere davvero una casa. E anche quando pisciano contro un muro, non e' mai davvero loro. E' solo temporaneo.

palbi ha detto...

personalmente non mi preoccupano molto i congiuntivi allegri e gli errori di grammatica.
Mi spaventa di + che questi ragazzi facciano fatica a capire i termini di un problema, organizzare delle alternative, definire gli step intermedi di un progetto, distinguere informazioni rilevanti da informazioni ridondanti. Quella secondo me e' la vera tragedia della scuola italiana e data a molto prima dell'attuale incapronimento nozionistico. Anzi forse fino a qualche anno fa la proprieta' di linguaggio e la ricchezza di nozione nascondevano questa lacuna...con il risultato che il paese e' pieno di caproni che parlano bene e non sanno fare niente. Se non altro la prossima generazione promette di essere + coerente e meno pretenziosa: capre di nome e di fatto :(

Demonio Pellegrino ha detto...

Palbi, vero, hai ragione. Pero' io credo che la grammatica e l'uso corretto dei tempi e modi verbali sia essenziale ANCHE per esprimere concetti complessi. Senza il congiuntivo, per dire, non sai esprimere dubbi.

Pero' io sono un po' un talibano sul congiuntivo, me ne rendo conto.

Anonimo ha detto...

Io l'avevo detto che questo post mi provoca emozioni che non posso permettermi...sono scioccata dai commenti dell'anonimo disadattato.
DOH!
Il pikkio

illeo ha detto...

demonio, icche si fa? si decide noi per il 22?

FireArrow ha detto...

Mmmmmmmhhhh....
Vedo che ti sei fatto "amici" oltreconfine (e intendo il confine naturale che c'è in Toscana, non l'Oceano Atlantico)... :-D

Mah...già solo il fatto che uno si presenti come anonimo la dice lunga sui cagasotto...

Ma hai mai notato che nei blog (splinder, poi!!!), facebook, ecc. (non so twitter perché i "contatti" con altri - da parte mia - sono molto limitati) c'è un'altissima concentrazione di sinistrorsi?
E sono tutti così inviperiti e così poco tolleranti con chi la pensi diversamente da loro...
Alla faccia dei fascisti, razzisti, leghisti e via dicendo...
Che sia perché hanno perso le elezioni? Mah... :-)))))

See you! Bye :-)

FireArrow ha detto...

A proposito, prima che il mondo mi si scateni contro per quello che ho scritto, chiariamo bene che il concetto del "confine" valeva solo per quell'anonimo.
In realtà, più che di un confine geografico, forse dovevo riferirmi a un confine tra specie viventi, ovvero "esseri pensanti" e "cerebrolesi".
Ma è andata così.

Mi rendo spesso conto che, più che i leghisti, i fascisti e compagnia bella, i veri razzisti sono coloro che si sentono oggetto di razzismo. E non credo che giovi a qualcuno, questo atteggiamento.

Saluti.

Demonio Pellegrino ha detto...

Pikkiom il cerebroleso tra l'altro non sa che so benissimo chi e', dal momento che ho il suo IP. Per cui faccia meno il fenomeno.

Firearrow, verissimo: c'e' una forma di razzismo di ritorno molto forte. Sei contro l'immigrazione clandestina? Allora sei un razzista. Ma veramente sarei contro l'immigrazione clandestina, non contro il colore della palle. No, sei razzista. E via cantando.

Anonimo ha detto...

Azzo però hai letto anonimo e non hai pubblicato nemmeno il mio.

Bertoldo

Demonio Pellegrino ha detto...

Bertoldo, non ho cancellato nessun tuo messaggio. Blogger va a singhiozzi, oggi ha cancellato quattro commenti in un altro post. Se ti va, riscrivilo.

Anonimo ha detto...

Figurati se lo riscrivo, chi si ricorda cosa pensavo ieri.
Mi fingevo stizzito, immaginavo non l'avessi cancellato.
Ve bene così, ci mancherebbe.
Alla prossima.

Bertoldo

illeo ha detto...

oh demonio, unn'avevo mica letto!!!!
troppo forte il tuo fan.

M I T I C O ! ! ! !

cmq.
la scuola è da buttar giù e rifare. a partire dalla maggior parte dei prof che sono oramai demotivati.
dovrebbero creare il futuro, non standardizzarlo, porca maiala.
e poi i problemi li hanno anche loro, con gli alunni con cui hanno a che fare. gli 'mporta na sega a questi del sapere.
c'è l'interesse all'apparire. al denaro.
triste.

Anonimo ha detto...

Non so cosa sia un IP ma l'importante è che lo sappia tu.
Pikkio

Annalisa ha detto...

Sono presentate quattro frasi (errate) che sembrano quattro esempi (sparsi) di un'antologia che appare così come interamente farlocca; in realtà sono quattro frasi di uno stesso autore (al muro, comunque, chi lo ha inserito nell'antologia, naturalmente).
Temi e scritti vari si danno da fare, ma, va da sè, spesso sono compiti a casa (io preparo i temi in classe, scaletta, frasi, vediamo come si costruisce, ecc., e così fanno le mie colleghe, tutte, e siamo una scuola grande; poi, però, per forza di cose, uno un tema se lo deve fare da solo, a casa, e non può limitarsi a fare il tema di verifica una volta al mese, deve esercitarsi).
Mai vista la fila di madri inviperite che si presentano direttamente al Dirigente perché l'insegnante ha dato da fare un tema a casa nella stessa settimana (!) in cui i giovanetti devono anche studiare un po' di matematica e due verbi di inglese?
Non sto dicendo che sia una giustificazione, io vado avanti coi compiti e amen, ma capisco chi, magari dopo vent'anni di laurà, getta la spugna e pensa: bene, allora, tenetevi i figli che volete.

p.s.: ah, probabilmente,
visto che trovo la Gelmini un'emerita ignorante irresponsabile e penso che l'attuale governo stia, più o meno scientemente, affossando la scuola pubblica, e oltre tutto vivo in una zona a maggioranza leghista e trovo che il leghisti di queste parti (che attualmente governano) siano alquanto ottusi e intolleranti e anche molto orbi,
ecco, forse anch'io mi devo mettere nelle file dei sinistrorsi (e spero che il mio parroco mi perdoni).

Annalisa ha detto...

p.s.: la cosa buffa è che, quando un'antologia o un'insegnante fanno cagare (con rispetto parlando), tutti dicono: che rovina, tutti gli insegnanti (o le antologie) fanno cagare;
quando un'antologia o un'insegnante sono eccellenti o appena buoni, tutti dicono: ah, be', sarà un caso o un'eccezione.

Demonio Pellegrino ha detto...

Annalisa, ma cosi' come adesso stanno arriando professori capre alla scuola, stanno arrivando anche genitori capre, quelli cresciuti. Sono coetaenei. Ed e' un circolo vizioso. Il genitore che s'incazza se il bambino prende un brutto voto (come osa lei?) e la prof che non sa mettere le h di fronte al verbo avere.

Chiariamoci con questa storia delle eccezioni. Qui sul web tutti i prof sembrano bravi. Ammesso e non concesso che sia vero, ci sarebbe da vedere quale sia la percentuale dei professori che ha un blog. Cioe': la mia teoria e' che il professore bravo, a cui piace scrivere e che SA scrivere, un blog ce l'abbia. Il prof cerebroleso non ce l'ha. E non si fa vivo.

Magari sbaglio.

Io racconto sempre questa cosa: una mia compagna dell'universita', ora insegnante di lettere, il giorno della laurea disse che non sarebbe mai uscito con un uomo incensurato. Perche', chiedemmo noi? Be', un incensurato, ti rendi conto! Uno che e' stato in prigione!

Ecco. Parliamone.

Ora, la Gelmini e la sua riforma possono piacere o meno. Bene: ma lo sfacelo attuale e' colpa della Gelmini? O della Moratti?

Senza di loro la scuola sarebbe perfetta? Non scherziamo, su.

Triste dirlo, ma di tutti i miei compagni di liceo e universita', quelli che ora fanno i prof sono quelli con i voti piu' bassi e che volevano il posto fisso.

Di prof ispirati giovani (tra i 30 e 40) ne conosco davvero pochi.

Anonimo ha detto...

Io il blog non ce l'ho: sono cerebrolesa?
Il pikkio che più di fb non vuole saperne.

lanoisette ha detto...

e ti assicuro che, nello sfacelo totale, restare ispirati non è per un cazzo facile.

PS - condivido in pieno la tua teoria sui prof bloggers.

Demonio Pellegrino ha detto...

ti credo.

Demonio Pellegrino ha detto...

pikkio, tu lo dici.

Annalisa ha detto...

Sì, abbastanza d'accordo su tutto, compresa l'idea, che mai mi era passata per la mente, che i genitori di oggi siano coetanei dei prof che secondo te son scemi.

"lo sfacelo attuale e' colpa della Gelmini? O della Moratti? "
Sarei propensa a rispondere "sì", almeno nel senso che, fino a prima della Moratti, era possibile lavorare bene e intensamente e far barriera sia contro i genitori scemi sia contro l'eventuale collega insipiente (sei sei uno in un meccanismo di 80 che macina in un certo senso, ti assicuro che è difficile remare nell'altro senso; poi ci sono i cretini, ma quelli ci sono dappertutto).
Poi le cose sono precipitate: meno ore, meno classi, più alunni per classe. Soprattutto, con la Moratti, l'idea (comunicata ai genitori con letterina personale moltiplicata per tutti gli alunni italiani che ai tempi frequentavano quinta elementare) che la scuola sia un'azienda, che i genitori e gli alunni siano clienti dell'azienda, e che, come tali, possano e debbano pretendere ciò che vogliono nella maniera che vogliono. Anche se sono genitori che fino all'anno prima hanno frequentato corsi di recupero e che di didattica non sanno una beata mazza.
Con la Gelmini, le cose si sono aggravate, perché, in generale, ha fatto passare l'idea che tutti gli insegnanti siano cafoni ignoranti e fannulloni, che tutti gli insegnanti sbaglino a insegnare, che le ore passate a scuola siano ore inutili, e che meno scuola fai, più è alta la qualità di ciò che impari (nota del 13 settembre: più qualità, meno quantità).
In questo panorama, come faccio a pretendere e a ottenere che i ragazzi si impegnino a scuola, che facciano i compiti a casa, che si dedichino al necessario studio personale, e che così, piano piano, colmino le lacune che possono avere ma che, nel mondo (politico?) sembrano invece essere il passaporto per la fama e la ricchezza?

p.s.: fare l'insegnante è un lavoro: interessante, particolare, ma sempre un lavoro. Perché devo essere ispirata? Non posso essere una brava, seria, onesta insegnante che si impegna cinque o sette ore a scuola e tre o quattro o cinque ore a casa, rimanendo una 'semplice' lavoratrice? :-P

Demonio Pellegrino ha detto...

Ascolta pero': i professori cane di 30-35 anni si sono formati ben prima della riforma Moratti. Come la mettiamo?

Anonimo ha detto...

No, io non lo dico. Era una domanda.
E per riprendere le tue parole: anche il cane di un tronista potrebbe avere un blog.

Pikkio

Annalisa ha detto...

Scusa, mi sono spiegata male: non ho detto che i professori-cane sono colpa della Gelmini e della Moratti (magari sono colpa di... loro stessi, o del fatto che pochi che abbiano altre possibilità si infognano in un sistema come quello scolastico dove -a parte il dire che siamo privilegiati, lavoriamo la metà, abbiamo sei mesi di vancaze, facciamo un tubo- nessuno da tempo vuole veramente entrare, e perché? se siamo così privilegiati?).
Ho solo detto che lo sfacelo attuale è colpa di Gelmini e Moratti nel senso che, dopo dieci anni di applicazione più mesi e mesi precedenti di propaganda anti-scuola, si vedono i risultati di un sistema di governo che reputa il sistema scolastico come assolutamente secondario e, per molti versi, spregevole.
Insomma, io non mi sto riferendo agli adulti di oggi (la cui ignoranza, scusa, non è peraltro ascrivibile tutta alla scuola, siamo chiari), ma agli adulti di domani: a quelli ai quali, piano piano, si sta togliendo la possibilità di acculturarsi in modo serio.
Certo, i miei figli hanno gli scaffali della mia biblioteca e due genitori che rompono le balle se non usano il congiuntivo, ma gli altri? Quelli che nella scuola potrebbero trovare il modo di migliorare le loro conoscenze, la loro cultura, loro stessi?
A questi, che fanno comunque parte del nostro Paese, e che sono persone di cui il nostro Paese ha bisogno, stanno togliendo la terra (scuola) sotto i piedi, lo sai?

p.s.: tieni poi conto che, pur con madre insegnante e combattente culturale per la salvezza della loro anima, gli stessi miei figli a volte si lasciano trascinare spesso e volentieri dalle cagate che sentono alla televisione. Mi immagino chi ha genitori che lavorano dalla mattina alla sera.

Demonio Pellegrino ha detto...

Pikkio, certo, molte capre hanno un blog. Ma si parlava di professori che hanno un blog. Un professore al quale non piace e che non sa scrivere, un blog non ce l'ha. C'e' una sorta di selezione naturale.

Annalisa, guarda, per me la Gelmini e' buona solo per una cosa, tra le lenzuola. La reputo una sciagura e ho smesso di considerarla una persona decente quando ho scoperto che - nonostante si riempisse la bocca di merito - fosse andata al Sud per passare l'esame, appositamente perche' sapeva che a Milano non l'avrebbe passato.

Quindi non e' che la difendo perche' mi piace.

Mi sembra pero' che davvero "chi tocca la scuola, muore". Nel senso che e' talmente un baraccone indegno che qualsiasi tentativo di riforma si scontra contro interessi pregressi di centinaia di migliaiai di persone che bloccano tutto.

Poi: ma scherzi? Per i fannulloni che all'universita' non hanno mai fatto un cazzo e non hanno mai avuto voglia di lavorare fare il prof e' una manna dal cielo: 4 mesi di vacanza, orario ridotto, impossib ilita' di farsi licenziare. Stai scherzando?

Anonimo ha detto...

Aspetta, forse non riesco a capire: tu stai dicendo che un prof che sa scrivere (e a cui piace farlo) deve PER FORZA o meglio, DEVE trovare naturale avere un blog per dimostrarlo?
Guarda che, magari, hanno anche altro da fare che passare il tempo su blog cazzi vari.
nb: NON parlo di me perchè per fortuna di tempo da "perdere" in questo periodo ne ho, e non sono neanche tanto brava a scrivere.
pikkio

Demonio Pellegrino ha detto...

No, dico il contrario: che una blogger professerossa e' molto probabilmente una prof brava. Non tutti i prof bravi hanno un blog, ma tutti i prof che hanno un blog sono probabilmente bravi.

Chiaro?

Annalisa ha detto...

"chi tocca la scuola muore"
Vero, è sempre stato così. Non so se sempre a ragione o anche a torto.
Quello che vedo da quando ci lavoro dentro è che ogni volta che a qualcuno salta l'uzzolo di modificare la scuola, se ne esce con leggi, leggine, progetti eccetera che fanno dire, a chi nella scuola ci lavora: ma che ca...spiterina dice, 'sto qui?
Perché, di fatto, nessuno di quelli che si occupano della scuola in senso governativo e ministeriale è persona che è dentro nella scuola.
Al massimo, è stato nella scuola anni e anni prima, e ha perso di vista che cosa è e che problemi ha.
Lo dico perché anche il mio Preside, dopo aver insegnato per un po', per anni ha fatto l'"esperto" fuori di scuola, insegnando all'Università e scrivendo articoloni a destra e a manca, anche cose sensate, ma spesso non applicabili nella relatà. Poi, quando è rientrato nella scuola, ha sbattuto il naso sulla realtà, e ha scoperto che la teoria era ben diversa.
Da quel momento, ha usato la scuola per attingere informazioni e metodi e conoscenze, e per scrivere, parlarne, modificare in meglio. Magari sbattendo (di nuovo) il naso contro noi insegnanti quando gli dimostriamo che alcune cose sono inapplicabili, e altre sono dannose.
Ora, tutti quelli che hanno voluto fortemente una riforma in questi ultimi dieci anni, non hanno mai avuto l'umiltà dimettersi in ascolto della scuola.
Non parliamo di oggi, dove la signorina che ti piace tanto continua a chiedere contributi di informazione e relazioni e progetti a chi nella scuola e sulla scuola ne sa molto più di lei (ci vuole poco, lo so), per poi buttare tutto nel gabinetto.
Forse perché, comunque, per una scuola che funzioni, ci sono poche balle: bisogna investire, non tagliare.
E qui non sto parlando di posti di lavoro (benché i numeri che dà la signorina siano parziali e manipolati ad hoc), ma proprio di risorse in generale.
Scusa, discorso lungo, magari si riprende al prossimo post in cui s- parlerai della scuola :-P

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