29/11/09

The road (La strada): il libro vs il film

Sono andato a vedere il film The Road, tratto dal libro omonimo di McCarthy (di cui ho parlato qui), incurante delle critiche che avevo letto sul giornale, che lo descrivevano come un adattamento senza pathos. Mi chiedevo come fosse possibile tradurre in immagini l'angoscia della stringatezza del libro. La risposta ora mi e' chiara: non e' possibile.

Non che il film sia un brutto film, anzi. La scelta di Viggo Mortensen per impersonare il padre e' azzeccatissima: e' bravissimo, e si soffre con lui durante tutto il film. I paesaggi sono grigi e spogli come nel libro (anche se ci sono un paio di incongruenze: com'e' possibile che ci siano ancora le foglie che scricchiolano per terra, dieci anni dopo il disastro?).

Pero' non scatta l'empatia, c'e' poco da fare. Non so se sia perche' uno conosce gia' la storia, o per altro. Temo sia altro.

Il regista ha scelto di restare il piu' fedele possibile al libro anche nelle scene piu' infami, pur eliminando l'atroce scena del bambino allo spiedo. Ma proprio alla luce di questa fedelta' al testo cosi' ricercato, ho trovato stupidi i pochi cambiamenti che ha apportato alla storia, che la rendono meno chiara e senza senso.

(SPOILER - salta il testo in rosso)

Un esempio per tutti: il libro finisce con un uomo che offre al bambino di unirsi a una comunita', e il bambino accetta. Nel film l'offerta e' di unirsi a una famiglia di quattro persone composta da padre, madre, due figli della stessa eta' del bambino (e un cane). Ora, cazzo: e' la fine del mondo, la gente e' cannibala, e secondo voi e' realistico che una famiglia cosi' piccola si accolli un altro rEgazzino senza motivo? Che lo abbia seguito per km perche' "preoccupata per loro", ma che non sia mai intervenuta? No, non lo e'. La comunita' aveva piu' senso.

Una delle caratteristiche delle storie di McCarthy e' che non c'e' speranza, mai: i buoni non vincono, e se vincono, non c'e' nessun premio da riscuotere. Mentre qui hanno voluto fare il finale di speranza. Quando la speranza non c'e'.

Poi la scena del vecchio: nel libro il vecchio e' un infame, uno stronzo che fa soffrire il bambino. Mentre nel film Robert Duvall (magnifico) trasforma il vecchio in un nonnino solo e amorevole. Perche'?

Poi una cosa che mi ha fatto ridere: come fa Viggo Mortensen a cambiarsi la coperta da morto? In una scena e' coperto da una coperta bianca, nella scena successiva e' il bambino ad avere la coperta bianca addosso, mentre Viggo ha la coperta gialla. Meglio di Lazzaro.

Comunque un film assolutamente godibile. Anche se consiglio di leggere il libro, perche' il linguaggio usato da McCarthy e' spettacolare.

14 commenti:

Annalisa ha detto...

Il film non l'ho visto, ma capisco quello che hai detto, e condivido. Se le scelte sono quelle che dici, meglio il libro senz'altro.
Quando ho saputo di Mortensen, ho subito pensato che era perfetto, ma il resto?

[OT] su Corriere spiegano che il lettore Kindler (più latte meno cacao) non è un regalo economico]

lauraetlory ha detto...

Il libro è un capolavoro, il film andrò a vederlo comunque, per curiosità.

p.s. si dice adattamento, non adattazione :D

Demonio Pellegrino ha detto...

Non ho letto il corriere. Che dicono? In realta' se sei un lettore avido il Kindle te lo ripaghi dopo un anno e da li' in poi e' tutto guadagno, consoderando I prezzi dei libri dicarta. Avevo fatto il calcolo.

Annalisa ha detto...

No, niente, è solo che in mezzo al Corrierone ci son ograndi pagine con consigli per i regali di Natale, tipo low coast, e un appunto sul costo del Kindle, che non è low (lo so che me lo ripago, è che non ho i soldi per togliermi lo sfizio di ripagarmelo, per ora :-).
Ma mi aveva fatto ridere il fatto che il Corriere (cioè, la giornalista) lo chiama KindleR, come fosse un lettore alla barretta di cioccolato.

Demonio Pellegrino ha detto...

Laura, ovviamente hai ragione, e con molt vergogna correggo. Mi staro' trasfeomando nello zio d'America Che diceva "metti la checca nella begga".

Annalisa, ma I giornalisti chissa' se si sono almeno presi la briga di andare a verificare come si chiama. In alcune delle recensioni che ho letto in italiano si dicono cose palesemente false.

palbi ha detto...

demonio, first and foremost: te possino! La cosa del bebe' allo spiedo andava nella parte in rosso
:-P

Second of all, dopo aver letto il tuo post (e incidentalmente essere incappato in un'offerta con sconto 20%) ho deciso di prendere il libro anziche' vedere il film. Adesso sono curioso di finirlo per poi vedere il film

Demonio Pellegrino ha detto...

Palbi, forse hai ragione, ma ti assicuro che non ti ho detto niente di fondamentalr. E' solo una scena raccontata in due righe, mille altre simili, che pero' mi era rimasta in testa.

Ma se i libri li compri su Amazon hai sempre uno sconto di gran lunga superiors al 20%!

stefanoromagna ha detto...

La strada l'ho preso giusto la settimana scorsa e non vedo l'ora di iniziare a leggerlo. Per il film c'è tempo.

lanoisette ha detto...

senti, posso chiederti cosa diamine significa DAVVERO "spoiler": lo sto cercando da tempo qui e là, ma non trovo nulla che mi convinca. credo di aver capito che sia qualcosa che "rovina": ad esempio tu metti in rosso delle cose che potrebbero "rovinare" la lattura o la visione a chi non conosce libro/film.
ci ho azzeccato?

Demonio Pellegrino ha detto...

In una delle sue accezioni to spoil vuol proprio dire rovinare. Lo spoiler e' qull'informazione di troppo (Laura Palmer l'ha ammazzata il padre!!) che rovina la visione del film o la lettura del libro. Ci avevi azzeccato.

John Stalky ha detto...

Sono un fan di McCarthy ma non ho visto il film. Contesto la tua affermazione sulla speranza nei suoi libri. Meglio direi che la strada è l'eccezzione, l'unico che finisca con una speranza.

Demonio Pellegrino ha detto...

ciao John, benvenuto! Guarda che io dico esattamente quello che dici tu: che nei libri di McCarthy NON c'e' speranza. Mentre nel film hanno voluto darne (di speranza).

John Stalky ha detto...

Non mi sono spiegato. Secondo me La strada fa eccezzione rispetto agli altri libri di McCarthy perchè finisce "bene". La speranza li c'è. Anche nel libro. Il figlio sopravvive no? Il scarificio del padre non è vano.
Ciao

Demonio Pellegrino ha detto...

ah, scusa, sono coglione io: ti ero spiegato bene.

Hai ragione. Sto leggendo la trilogia del confine: ho letto il primo, ed e' meraviglioso ma straziante.

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