31/08/07

Lo vogliamo chiudere il baraccone Alitalia o no?

Come avevo già scritto qui, quando posso evito non solo l'aeroporto di Fiumicino, ma anche Alitalia. I prezzi sono allucinanti in rapporto al servizio offerto, e non sai mai se qualche sciopero selvaggio ti bloccherà a terra. L'ultima volta che ho preso un volo Roma Bruxelles c'erano una quindicina di persone in overbooking (tra cui io), mi hanno perso la valigia, e avevo pagato 700 euro di biglietto.

Altra storia vera: un paio d'anni fa vado in vacanza in un villaggio in Africa. Il primo giorno, una domenica se non sbaglio, vedo un gruppo di italiani, mi avvicino per salutare, e scopro che sono un equipaggio Alitalia. Siccome il volo dall'Italia a quel posto li' è piu' lungo di un tot numero di ore, i tipi non potevano tornare in Italia con lo stesso aereo al ritorno, ma dovevano aspettare l'aereo successivo che sarebbe arrivato dopo due-tre giorni. Dopo due giorni passati sulla spiaggia a spese nostre (l'Alitalia la paghiamo noi), i tipi ripartono, ma ovviamente un altro equipaggio rimane al villaggio (stavolta con un paio di mogli al seguito). Bene, l'ultimo giorno di vacanza, chi ti rivedo: due hostess che avevo visto il primo giorno, che erano tornate e che rifacevano i due tre giorni di spiaggia. Su 7 giorni di lavoro, le tipe avevano fatto circa 30 ore di volo, e 125 di spiaggia. Vi sembra normale?

A Ottobre 2006, il nostro amato (sono ironico) Presidente del Consiglio dichiarava che la situazione Alitalia era fuori controllo, e che una soluzione sarebbe stata trovata a brevissimo termine. Prese lui in mano la situazione, preparo' un bando di gara che si rivelo' poi talmente bello da far scappare tutti i potenziali compratori, e dichiaro' che a Gennaio 2007 tutto sarebbe stato risolto. Siamo a Settembre 2007: tutti i potenziali compratori di Alitalia si sono defilati per vari motivi (non ultimo il fatto che chi comprava, non poteva mettere mano agli esuberi di personale), e Alitalia ha avuto in questi pochi mesi tre presidenti. L'ultimo, bontà sua, ha appena ottenuto l'approvazione di un nuovo piano industriale con un aumento di capitale.

Avete capito bene: con le tasse che pagate voi in Italia, proveranno ancora una volta a far decollare la morta Alitalia.

Alcuni numeri possono essere interessanti:
  • A Marzo 2007, dopo l'approvazione del bilancio 2006, Alitalia dichiarava liquidità per 12 mesi (soldi per pagare gli stipendi, il carburante..), e perdite ante-imposte di 450M di Euro. Quattrocentocinquanta milioni di euro sono 1.23 milioni al giorno. Poco meno di 1000 Euro al minuto. Qualsiasi azienda con questo tipo di perdite sarebbe fallita da un pezzo. Ma Alitalia no. Tanto ci sono le tasse degli italiani per tenerla su.
  • La tratta Roma-Milano è una delle tratte potenzialmente più redditizie. Bene, ogni mattina un velivolo Alitalia (alcuune fonti parlano di due velivoli) parte da Roma per trasportare il personale alitaliano che dovrà partire da Milano Malpensa. E Alitalia pensa che sia normale occupare posti altrimenti vendibili a potenziali passeggeri con il proprio personale non pagante, perché altrimenti, poverini, vuoi mettere lo schock di andare a vivere a Milano visto che ci lavori? Non sia mai. Con questi chiari di luna è ovvio che qualsiasi compratore si mette le mani nei capelli. Non bisogna aver fatto un MBA.
  • Airfrance ha 24 aerei a lunga percorrenza, che partono tutti da Parigi, British Airways ne ha 118 e partono per lo più da Londra, Iberia ha declassato l'aeroporto di Barcellona (che comunque sopravvive benissimo grazie a una politica che punta su altri vettori) e fa partire la stragrande maggioranza dei suoi aerei da Madrid. Alitalia no. Alitalia ha 22 aerei a lunga percorrenza e li fa partire un po' da Milano e un po' da Roma, non riuscendo ovviamente a coprire bene nessuno dei due aeroporti.

Qualcuno mi sa spiegare perché stiamo mantenendo aperto questo baraccone indegno? Non mi si dica che Alitalia è importante per l'interesse nazionale: è interesse nazionale pagare 900 Euro un volo Bruxelles Firenze quando per lo stesso prezzo prendo un Lufthansa che almeno sono sicuro che arriva, con 300 Euro prendo un volo SN-Brussels, per 150 un volo Ryanair su Pisa? Fatemi capire: l'interesse nazionale consiste nell'essere cornuti e mazziati? Nel pagare di più e avere un servizio da terzo mondo?

Mi sono ripromesso di non prendere MAI PIU' Alitalia, ho comprato una bottiglia di spumante e la conservo li'...da stappare quando finalmente chiuderanno. Aspetto e spero.

Aggiornamento: personale Alitalia di Malpensa in scopero. Senza parole (anzi ce ne sarebbero...)

24 commenti:

scimmia incazzata ha detto...

Hai pienamente ragione. Se l'interesse nazionale è essere mazziati e presentare agli stranieri una compagnia aerea che comincia ad essere come l'aeroflot dopo l'89, salviamo Alitalia.
Mi ricordo un caso simile: Sabena ... compagnia belga che, nella crisi post 11 settembre, depose i libri contabili gonfiati di esuberi e privilegi vecchio stile (come se l'aviazione non fosse cambiata dagli anni '50)!!
Risultato: al posto di Sabena c'è adesso una BrusselsAirlines, che con un terzo dei dipendenti rispetto a prima e con un'attenzione più marcata verso i clienti copre il doppio delle rotte che Sabena copriva prima con aerei da schifo e personale intrattabile!
Qualcosa da apprendere da quest'esperienza per il nostro interesse nazionale?

PS. BrusselsAirlines è rimasta belga ed ha anche comprato Virgin-Express dopo il risanamento

Samoa ha detto...

Scimmia, hai ragione, ma la storia di Sabena ha anche un altro insegnamento: mentre ai tempi di Sabena, Virgin faceva concorrenza con prezzi molto bassi sulle stesse tratte, adesso Virgin si e' comprata SN brussels, l'erede di Sabena, e i prezzi sono alti di nuovo.

Viva Ryanair. Viva Easyjet.

renato ha detto...

la situazione di alitalia è assolutamente rappresentativa della nostra incapacità di riorganizzare le cose quando è necessario farlo. 10 anni fa, air france aveva problemi simili, ma li ha risolti. ora non resta che fare quel che è necessario, cioé liquidare la società per affrontare gli incredibili privilegi del personale alitalia. ed è un peccato, perche' le cose potevano andare diversamente. il personale alitalia deve ringraziare, oltre che se stessi, anche i sindacati: una vera schifezza

Alitalia Boia ha detto...

Demonio, sulla questione della non scelta tra Fiumicino e Malpensa ti segnalo quest'articolo di oggi su Repubblica: http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/economia/alitalia-10/orgoglio-nordista/orgoglio-nordista.html

ovviamente e' scritto in stile repubblica anti Berlusconi/Bossi (manca poco che dicano che in realta' la colpa di tutto sto casino sia loro) pero' dice cose interessanti su Malpensa e Fiumicino. E conferma lo schifo.

Anonimo ha detto...

L'alitalia deve morire. A parte che gli steward sono dei cafoni romanacci da schifo che ti trattano come delle cacche...ma i prezzi sono allucinanti. Ringraziate Fini che si oppose all'idea del fallimento Alitalia avanzata da Tremonti.

Siamo oggettivamente un paese da terzo mondo. E il problema e' che i politici credono di essere ancora alla guida di una potenza mondiale.

Anonimo ha detto...

ma se stai a bruxelles perche' non hai comprato una bella bottiglia di champagne invece dello spumante che fa tanto emigrato triste?

Demonio Pellegrino ha detto...

alitalia boia, quello che mi ha stupito dell'articolo di repubblica e' il fatto che dica che fino al 1998, fino a che alitalia era sotto l'IRI, era in attivo. Possibile?

renato ha detto...

per quanto mi riguarda io compro lo spumante quando posso perché, benché l'italia ha una marea di difetti e la desidererei molto, ma molto diversa, rimane comunque l'Italia. ed allora, se devo comprare un prodotto, se posso (sioé a dire, se il prodotto si fa comprare), compro italiano. credo che questo approccio (assai diffuso, as esempio, in francia), teso ad un sano nazionalismo in campo economico, porterebbe dei benefici. dunque, approvo in pieno lo spumante, che è un buon prodotto, ad un prezzo ragionevole ed italiano.

renato ha detto...

verissimo, ecco i risultati netti consolidati:
2001: - 907.022.000
2000: - 256.455.000
1999: + 7.911.000
1998: + 209.977.000
(fonte http://corporate.alitalia.it/it/Images/relazioni_bilanci_AZ_31_12_2003_tcm6-878.pdf a pagina 100)

Anonimo ha detto...

Renato tu sei meridionale, vero? Ci siete rimasti solo voi a riempirvi la bocca della parola Italia. Oppure non sei meridionale, ma sei fascista.

Perche' davvero, qui non se ne puo' piu'. altro che Italia.

Demonio, il voto sul tuo poll non funziona. Mi da' error message.

renato ha detto...

credo che la difesa del "made in Italy" portata avanti da Montezemolo & company non sia propriamente meridionale o fascista. comunque, se l'italia è dov'e', lo dobbiamo anche a gente come te, caro il mio anonimo. e se siete la maggioranza, allora mi aspetto il peggio

renato ha detto...

anonimo, aggiungo che, se ti sta sulle palle il sud, puoi implementare la stessa strategia comprando prodotti fabbricati nel nord con beneficio corrispondente, naturalmente limitato alle regioni che tu ritieni essere degne di rimanere in vita. per quanto attiene allo spumante, questo sarebbe il caso, dato che la maggior pate della produzione è incontrerai invece difficoltà per quanto riguarda l'acquisto dei pomodori pelati, ma potrai tranquillamente acquistarne di spagnoli e greci, onde evitare di rischiare di causare profitto a qualche mafioso o camorrista del sud.

renato ha detto...

"dato che la maggior pate della produzione è concentrata al nord"

Anonimo ha detto...

renato, io sono del lazio, figurati se sono leghista. Ma certe dinamiche italiane ormai ci hanno esasperato. Mi citi Montezemolo e il made in Italy: montezemolo e' il peggio del peggio. Uno che di suo non ha mai fatto niente di niente. Uno che e' imbevuto del sistema in maniera cosi' profonda da non distinguerlo quasi dal sistema stesso.

renato ha detto...

non ho citato montezemolo come persona (circa la quale, condivido le tue osservazioni), ma in qualità di presidente di confindustria. confindustria sta portando avanti (ed a ragione, a mio modesto avviso) una battaglia per poter utilizzare al massimo i vantaggi della dicitura "made in italy". questo perche' "made in italy" è un valore, riconosciuto a livello internazionale. buttare a mare questo patrimonio, sarebbe assai poco saggio

Demonio Pellegrino ha detto...

Aridaje col fascista/non fascista.

Questa storia che sotto l'iri i bilanci fossero in attivo mi da' da pensare. Ci voglio ragionare un attimo, e vedere come mai.

Comunque, anche ammesso che lalitalia perda soldi dal 2000, sono comunqui milioni di milioni di milioni.

Anonimo, per il voto non lo so: vedo che alcuni voti ci sono, ma effettivamente meno delle persone che visitano. Non so dirti.

Samoa ha detto...

Renato, il problema del made in italy e' che va bene o per i beni di lusso, o per i prodotti tipici. Un paese non puo' reggersi sui golfini di cachemir a 500 euro o sulle macchina da 100 000 euro. O sulla forma di parmigiano.

Tra l'altro, la confindustria di montezemolo e' ridicola come i suoi capelli (di montezemolo). ma che protezione del made in italy? Ma se in europa ci hanno anche fottuto il diritto esclusivo sul parmigiano, e ora tutti sono autorizzati a usare la parola parmesan, che e' la semplice traduzione di parmigiano in tutte le lingue quasi?

Vogliamo parlare delle quote latte? Del fatto che i nostri governanti da strapazzo accettino diktat dall'Unione europea(oppure non sappiano negoziare con) che fissano quote latte scandalosamente basse? Col risultato non solo che il latte lo importiamo, ma lo paghiamo ancora di piu' per le multe assurde che ci rifilano.

Made in Italy? Non e' solo l'Alitalia a dover morire. E' tutto il sistema.

renato ha detto...

samoa, rimango convinto che la protezione del made in italy sia un aspetto cruciale. e come tale lo percepiscono migliaia di imprenditori italiani, che spingono all'interno di confindustria per l'ottenimento della tutela del marchio in questione.
detto questo, possiamo spendere giorni o anni a raccontarci i guai dell'italia, dell'europa, del nord, del sud. e su molti argomenti mo troveri probabilmente in accordo con te. ma non credo che questo ci convenga, cosi' come non credo che il sistema debba morire: il sistema va riformato. e per fare cio', ben vengano le iniziative alla capezzone o altri come lui. e ben vengano le nostre iniziative. per quanto mi riguarda, discutere serve ad identificare cosa si puo' fare per migliorare il sistema.

Demonio Pellegrino ha detto...

Io tenderei ad essere d'accordo con Samoa, a dire la verita', anche se concordo su renato che visto che il marchio made in italy ha una sua attrattiva sulle stolte moltitudini straniere, perche' non usarlo.

Sulla Confindustria attuale non commento. Sono cavoli loro: hanno votato Montezemolo? Hanno appoggiato prodi prima delle elezioni? E' tardi venire a piangere sul latte versato.

Anonimo ha detto...

Credo che sia impossibile trovare qualcuno che non pensi che Alitalia debba chiudere, con due eccezioni, ovviamente: gli impiegati alitalia, e i parenti degli impiegati alitalia.

Vi ricordate della Compagnia Gandalf? duro' tipo due anni. Chi la compro'? Alitalia. E quell'altra come si chiama Volare? Chi la compro'? Alitalia. Coi soldi di chi? I miei.

La questione Fiumicino Malpensa e' complessa. Io lavoro a Milano, e ti assicuro che Malpensa e' un aeroporto assolutamente indegno. Fiumicino non e' un aeroporto, quindi non vale neanche la pena parlarne.

Anonimo ha detto...

c'e' ben poco da piangere: l'alternativa era berlusconi!!!

Anonimo ha detto...

anonimo, in un paese normale la confindustria sarebbe comunque schierata per chi propone di ridurre le tasse, snellire il mercato del lavoro, snellire la burocrazia. E; chiaro che poi alcuni membri siano personalmente di sinistra o di centro, ma come organizzazione, sarebbe normale votasse a destra. Che in italia la confindustria si sia espressa per uno che voleva aumentare le tasse (e lo ha fatto), per quelli che dicono che la riforma biagi e' una m...), beh, e' un po' strano, ammettiamolo. Ma forse nemmeno tanto: forse e' che i vari montezemolo devono molto alle sinistre...salvo ora pentirsene.

Anonimo ha detto...

anonimo, forse avresti ragione tu se fossimo in un paese normale. Ma la dimostrazione che così non è non è nei fatti di cui parli, ma nel fatto che in un paese normale non si elegge uno come Berlusconi.

Anonimo ha detto...

hai ragione tu: un paese normale e' auello dove abbiamo un partito comunista al governo con rappresentanti che invocano l'uccisione di persone come Biagi. Un paese normale si. tipo Cuba

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